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Cronaca
15/01/2009

Omicidio di mafia a Barcellona: ucciso a colpi di lupara Carmelo De Pasquale

Il killer lo ha atteso sotto casa. Era cognato del boss Carmelo Vito Foti

Il primo omicidio del 2009 in provincia di Messina è un delitto eccellente. Sotto i colpi di una lupara è caduto a Barcellona Carmelo De Pasquale, 41 anni fra pochi giorni e cognato del boss di Terme Vigliatore Carmelo Vito Foti. Un personaggio di grande spessore nell’organigramma mafioso di Barcellona.

L’agguato è scattato poco dopo le 21:30 di ieri sera in via Castroreale, contrada Nasari, in una zona buia e poco frequentata. Il sicario, protetto dall’oscurità, ha atteso che De Pasquale rincasasse. Forse aveva un appuntamento proprio con lui. Quando l’uomo è sceso dalla sua Fiat Punto grigia, il killer si è avvicinato ed ha esploso diversi colpi di fucile caricato a pallettoni che hanno raggiunto il 41enne alla testa ed al torace.

Per De Pasquale non c’è stato scampo. L’uomo è rimasto fulminato sull’asfalto mentre il sicario, sicuramente un professionista, è fuggito indisturbato. E’ stata una telefonata anonima al 113 ad avvertire la Polizia dell’omicidio. In via Castroreale sono giunti il sostituto procuratore di Barcellona, Martorelli ed il collega della DDA di Messina Verzera che hanno avviato le indagini. Ma sarà complesso rimettere a posto le tessere di questo mosaico per la spiccata personalità della vittima e per i suoi tanti interessi nella criminalità organizzata barcellonese. Quello di stasera si presenta, comunque, come un classico agguato di stampo mafioso. Un delitto su commissione per eliminare un personaggio che probabilmente era diventato scomodo. Così come scomoda può essere considerata la parentela con un boss fin qui intoccabile come Carmelo Vito Foti.

De Pasquale era stato arrestato la prima volta il 13 agosto del 1980. Quindi nel 1995 il nuovo arresto nella maxi operazione antimafia "Mare Nostrum" che sbriciolò letteralmente i clan della provincia di Messina. Ma De Pasquale si diede nuovamente alla macchia e fu arrestato il 28 novembre del ‘96. Nel primo grado del maxiprocesso Mare Nostrum l’uomo è stato condannato a 37 anni di reclusione ed attualmente era imputato nel processo d'appello.

Era da più di un anno che in provincia di Messina non venivano commessi omicidi di mafia. L'anno scorso una sorta di pax, siglata fra le cosche, aveva sancito una vera e propria tregua. Ma qualcosa dev'essersi spezzata e mentre a Messina era in corso la fiaccolata per ricordare il professor Matteo Bottari, ucciso a colpi di lupara mentre rincasava, a Barcellona si tornava a spargere sangue.


 
 
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