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20/11/2009

Svolta nel contenzioso Ato Me2-Gesenu

La Gesenu comunica la rescissione irrevocabile del contratto d’appalto

In più diffida l’Ato ad assumere tutto il personale alle sue dipendenze e riconosce delle responsabilità anche ai comuni soci. L’Ato, dal canto suo, contesta inadempienze alla Gesenu.

Il contenzioso Ato-Gesenu ha registrato ieri una svolta importante. È stata la ditta di Perugia a compiere il passo decisivo, facendo pervenire al presidente dell’Ato Me2, Salvatore Re, ai sindaci dei 38 comuni cui viene fornito il servizio, al Prefetto, alla Regione e agli assessorati competenti, al Ministero dell’Ambiente, all’Arra, al commissario straordinario per l’Ato e ai sindacati, una lettera nella quale ha comunicato la “rescissione irrevocabile”, con effetto immediato, del contratto d’appalto stipulato con l’Ato.

I termini del contratto – ricordiamo – prevedevano che la ditta di Perugia provvedesse al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in 38 comuni della provincia, da Villafranca a Brolo. Nella lettera, che porta la firma del presidente del Cda della Gesenu, Carlo Noto La Diega, si giustifica l’azione sulla base delle gravi inadempienze compiute dalla società d’ambito, nonostante le ripetute intimazioni della ditta affidataria. La Gesenu ha, inoltre, diffidato l’Ato ad assumere alle sue dipendenze tutto il personale dell’azienda e delle cinque ditte subbaltatrici entro e non oltre il 30 novembre. Nel caso in cui la società d’ambito venisse meno anche a questo obbligo, la Gesenu disporrà immediatamente al licenziamento di tutto il personale. Ricordiamo, inoltre, che i dipendenti della Gesenu, martedì scorso, si erano lamentati, dopo aver riscontrato un dimezzamento della paga, relativa al mese di ottobre.

Al fianco dei lavoratori, si erano già schierati Cgil, Cisl e Uil, annunciando uno sciopero generale nelle forme di legge. Alla luce degli ultimi sviluppi i sindacati tornano sulla questione: "I tempi strettissimi – sostengono Genovese e Testa – non consentirebbero a chiunque subentrasse di avviare tempestivamente la raccolta dei rifiuti solidi urbani con capillarità e quindi dare continuità al servizio. E’ quindi un’esigenza inderogabile attivare immediatamente un tavolo di confronto in Prefettura per scongiurare l’emergenza e trovare una via d’uscita immediata e creare le condizioni per una solida alternativa che garantisca un miglioramento della qualità del servizio offerto ai cittadini, garanzie e regolarità per gli stipendi del personale impegnato”.

La Gesenu non manca, però, di attribuire delle responsabilità anche ai comuni soci. Pur beneficiando, infatti, del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti – sostiene la Gesenu – di fronte alle inadempienze dell’Ato, i comuni non hanno fatto niente per «promuovere quegli adattamenti di assetto che avrebbero potuto parzialmente sopperire, attraverso l’intervento di rotazione regionale, alle esigenze economico-finanziarie dell’Ato». Anche i 38 comuni della provincia, saranno dunque coinvolti – anticipa infine la Gesenu – nel «procedimento giudiziario rivolto a fissare in via definitiva la risoluzione del rapporto di appalto e ottenere l’adempimento delle obbligazioni assunte».
Anche l’Ato, però, dal canto suo, rimprovera gravi inadempienze alla Gesenu. Il presidente Salvatore Re, ha infatti dichiarato che è la ditta di Perugia a non aver rispettato gli obblighi contrattuali, poiché non ha garantito una copertura totale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti su tutto il territorio di sua competenza e non ha dato avvio al progetto della raccolta differenziata, causando ulteriori problemi all’Ato. Secondo Re, il contenzioso con la Gesenu «sarebbe già stato risolto se l’Ato avesse preso subito provvedimenti seri contro la ditta appaltatrice».

Chiara Miccoli

 
 
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