Birra Messina? Un marchio "ingannevole''
Confconsumatori segnala all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato lo scorretto utilizzo del marchio da parte dell’Heineken
Birra Messina. Un marchio che ha fatto la storia della nostra città, legando generazioni intorno ad un tavolo, con un mazzo di carte, con una tv davanti, con la felicità di godere una bella cena. Una simbolo per una città che andava orgogliosa di bere il sapore delle proprie tradizioni insieme a questa bibita. Oggi, ne rimane solo il nome.
Per questo la Confconsumatori di Messina comunica di avere inviato all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato una segnalazione in merito allo scorretto utilizzo del marchio Birra Messina da parte di Heineken spa. «Birra Messina, infatti - si legge -, nata nel 1923 negli stabilimenti di Messina e prodotta per oltre ottanta anni nella stessa struttura, ormai dal 2008 viene realizzata ed imbottigliata da Heineken spa nelle proprie unità produttive site fuori dalla Sicilia (Massafra, Aosta, Bergamo, Cagliari), cosicché oggi il marchio in oggetto riporta una denominazione geografica
che nulla ha più a che vedere con il luogo di origine e di produzione».
«Ci siamo rivolti all’Autorità Garante - ha spiegato il Presidente Provinciale di Confconsumatori Fulvio Capria – per chiedere l’inibizione dell’uso del marchio Birra Messina da parte di Heineken spa e far cessare così l’uso gratuito di una denominazione commerciale che sfrutta indebitamente e ingannevolmente il nome della città. Siamo convinti della fondatezza dell’esposto e fiduciosi del buon esito dello stesso, in ciò confortati da precedenti pronunce in tal senso emesse anche dalla Corte di Giustizia Europea».
Per Confconsumatori, Heineken spa pubblicizza un messaggio ingannevole riguardo l’indicazione geografica e la provenienza del prodotto, tale da condizionare le scelte del consumatore. In contrasto con le norme della legge sul marchio che con il Codice del Consumo». |