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Università
27/07/2010

"Sogniamo ancora una Università libera, aperta, pubblica e democratica". Così la Commissione di Laurea in Informatica durante la sessione odierna

Nell'ambito della mobilitazione dell'Università italiana contro la manovra finanziaria e la riforma universitaria del Ministro Gelmini, i componenti della Commissione di Laurea in Informatica dell'Università di Messina hanno voluto rendere partecipi i presenti dei motivi della loro battaglia

La mobilitazione dell'Università italiana contro la manovra finanziaria e la riforma universitaria del Ministro Gelmini va avanti. Forse in maniera più silenziosa rispetto alle scorse settimane, ma certamente non meno incisiva. E proprio stamattina, nel giorno in cui la tanto contestata Riforma Gelmini approda in Senato, la Commissione di Laurea in Informatica dell'Università di Messina si è resa protagonista di un'iniziativa originale. Nel corso della sessione di laurea odierna, i componenti della suddetta Commssione si sono alzati in piedi e hanno dato lettura di un documento in cui sono spiegate le ragioni del dissenso.
Ecco il testo integrale del documento:

"Gentili Signore, cortesi Signori, cari Studenti,
prima di procedere a celebrare l’esame di Laurea, sentiamo il dovere di esprimere rabbia e rammarico per le sempre più limitate prospettive che si aprono sul futuro dell’ università

pubblica italiana.
I tagli previsti dalla manovra finanziaria e il disegno di legge Gelmini sulla riforma universitaria configurano una Università diversa da quella attuale.
Una Università morta. Il rammarico si trasforma in cordoglio nella considerazione che, a partire dal prossimo anno, in gioco vi è la stessa sopravvivenza della Università.
Ciò a causa della miopia di un governo che, unico in Europa, taglia i fondi per la ricerca e l'università, e quindi chiaramente dimostra di non avere a cuore il futuro del paese. Noi siamo e saremo in mobilitazione utilizzando tutti i mezzi possibili e previsti dalla legge.
Certi della validità delle motivazioni che sorreggono la protesta vi chiediamo di appoggiarla concretamente, di informarvi e di informare che al Popolo italiano viene sottratto il bene primario della Conoscenza e del Sapere.
Noi sogniamo ancora una Università libera, aperta, pubblica e democratica".

Danila La Torre

 
 
 
 
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credits: sansiti

 

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