CONTRO LA ROTTAMAZIONE DEI RICERCATORI SCENDE IN CAMPO ANCHE L’ANDU
Anche l’A.N.D.U (Associazione nazionale docenti universitari)dice no alla “rottamazione” dei ricercatori.
In un comunicato firmato dal coordinatore provvisorio Mauro Federico, l’associazione prende una posizione netta contro la scelta dell’Università di mandare a casa oltre 50 ricercatori che hanno raggiunto 40 anni di anzianità.
“All’Università di Messina- si legge nel documento- cominciano ad arrivare le prime lettere con il preavviso di licenziamento a danno di quei Ricercatori che, ironia della sorte hanno pagato di tasca propria per una più serena pensione e che adesso si ritrovano ad essere buttati fuori in anticipo rispetto a quanto il loro contratto statuiva”.
Secondo il Prof. Federico il provvedimento è stato adottato dall’Università senza “ una riflessione comune, senza una spiegazione, né una motivazione per giustificare il perché di una scelta, quella della rottamazione, avvenuta troppo in fretta. In piene feste natalizie”.
“La decisione assunta dall’Università di Messina - si legge – travalica i confini locali ed assurge all’analisi nazionale per due ordini di motivi : ’Università messinese è il primo grande ateneo nazionale che, nel 2010 e rispetto alla seconda stesura della famigerata Norma, licenzia i Ricercatori. Inoltre, la modalità con cui gli Organi di Governo si sono espressi evidenzia una spaccatura del mondo accademico, sintomo di una aumentata presa di coscienza della questione universitaria in generale”.
Per quanto evidenziato, quindi, l’ ANDU contesta, nella forma e nella sostanza, il provvedimento adottato dall’Amministrazione dell’Università di Messina e invita quest’ultima a non sottrarsi al confronto democratico con le associazioni dei Docenti.
Il prof . Federico chiede a nome dell’Associazione la sospensione della procedura e counica che a breve convocherà una Assemblea di Ateneo rivolta a tutti i docenti dell’Università peloritana. |