la lunga notte
foto Giovanni Isolino
La votazione è arrivata dopo 10 ore di lavori d'aula: 23 voti favorevoli, cinque astenuti e dieci contrari. Decisiva la frammentazione all'interno dei gruppi consiliari, in particolare in casa Forza Italia e Partito democratico
Giovedì, 16. Febbraio 2017 - 3:33
Scritto da: Francesca Stornante - Rosaria Brancato - Danila La Torre
Categoria: politica


Il sindaco Renato Accorinti resta in carica. Con lui gli otto assessori e il consiglio comunale che, dopo 10 ore di lavori d'aula, ha bocciato la mozione di sfiducia. A far pendere l'ago della bilancia a favore del no i voti dei genovesiani di Forza Italia e dei tre consiglieri del Pd che hanno di fatto sconfessato la capogruppo Antonella Russo. Alle ore 3.33 l'aula si è così espressa: 23 voti favorevoli, 5 astenuti e 10 contrari.

Hanno confermato il sì alla sfiducia i firmatari: per i Centristi per la Sicilia (ex Udc) Mario Rizzo, Franco Mondello, Mariella Perrone, Andrea Consolo e Libero Gioveni; per Ncd Daniela Faranda e Nicola Crisafi; per Sicilia Futura i consiglieri Nino Carreri, Nino Interdonato e Santi Sorrenti (assente Rita La Paglia);per SiAmo Messina Piero Adamo e Fabrizio Sottile; per il Pd la capogruppo Antonella Russo; per Felice per Messina Giuseppe Santalco, Nora Scuderi e Carlo Cantali; per Forza Italia Pippo Trischitta, Giovanna Crifò; per i Progressisti democratici Simona Contestabile e Nicola Cucinotta; per Grande Sud solo Donatella Sindoni; per il Gruppo misto Daniele Zuccarello; per Fratelli d'Italia Elvira Amata.

Hanno detto no alla sfiducia: i quattro accorintiani di CMdB Lucy Fenech, Ivana Risitano, Maurizio Rella e Cecilia Caccamo; tre consiglieri Pd Claudio Cardile, Gaetano Gennaro e Pietro Iannello; per il Gruppo Misto Pippo De Leo e Carlo Abbate; per il Megafono Angelo Burrascano.

Pio Amadeo di Sicilia democratica si è assentato al momento del voto.

Si sono astenuti: la presidente del consiglio Emilia Barrile che però aveva firmato la sfiducia; i genovesiani di Grande Sud Benedetto Vaccarino e Carmelina David; il capogruppo dei Progressisti democratici, anche lui genovesiano, Francesco Pagano; Pierluigi Parisi di Forza Italia ; 

A conti fatti a salvare il sindaco Accorinti sono stati i tre consiglieri del Pd e alcuni consiglieri forzisti di area genovesiana che nei giorni scorsi non si erano sbilanciati ma avevano lasciato intuire di essere contrari alla mozione di sfiducia. Si è astenuta, di fatto opponendosi alla sfiducia, anche la presidente Barrile, che pure aveva firmato la mozione presentata dai consiglieri  ex Udc ed Ncd.  

Folgorata sulla via di Damasco la consigliera Elvira Amata, che ha alzato disco verde alla sfiducia nonostante nei giorni scorsi avesse dichiarato che non c'erano le condizioni per mandare a casa questa amministrazione. Sul punto di cambiare idea anche il consigliere Santalco, che nel  suo intervento aveva teso la mano al sindaco dichiarandosi pronto a votare contro la sfiducia, sebbene fosse tra i firmatari, in cambio di una reale apertura al dialogo da parte della giunta. I toni utilizzati da Accorinti nella sua relazione lo hanno tuttavia convinto a restare sulla posizione iniziale.  

A condizionare l'esito della votazione finale è stata la spaccatura all'interno dei gruppi consiliari. Gli unici a presentarsi compatti i Centristi ex Udc ed Ncd, cioè i proponenti della mozione di sfiducia depositata a luglio presso la Segreteria Generale di Palazzo Zanca. Il Pd ha di fatto messo alla porta la capogruppo Russo; Forza Italia si è totalmente frammentato, dividendo i voti tra favorevoli, astenuti e contrari; in casa "Picciolo" da registrare la defezione della consigliera Rita La Paglia, che non si è presentata in Aula.  

Chiuso il capitolo sfiducia, il sindaco Renato Accorinti potrà continuare ad amministare sino a giugno 2018 e da questo momento in poi genovesiani e parte del Pd dovranno assumersi la responsabiltà di sostenerlo in Aula.

Di sicuro, alla luce delle contraddizioni emerse nel Pd, all'interno del centro-sinistra inizierà la resa dei conti.

Del Consiglio comunale dedicato alla sfiducia resterà l'immagine di un'Aula consiliare piena come non si vedeva dal giorno dell'insediamento. Quasi tutti i consiglieri comunali non hanno rinunciato all'intervento per far conoscere alla città i motivi della propria scelta. Sia chi sosteneva Accorinti sia chi voleva chiudere definitivamente questa esperienza ha deciso di metterci la faccia, nonostante un clima da stadio alimentato dai supporters del sindaco, assiepati nella tribunetta del Consiglio Comunale, che hanno accompagnato i lavori con appalusi e manifestazione di dissenso provocando momenti tensione e sopsensione della seduta.

Alla proclamazione del risultato, è scatatto un lungo applauso e l'uscita dei consiglieri  ha avuto come sottofondo  "Bella Ciao".

Danila La Torre- Francesca Stornante- Rosaria Brancato

COMMENTI

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Però non capisco come mai per mandare a casa il governo nazionale è sufficiente la maggioranza semplice, mentre per mandare a casa un sindaco ci vuole quella qualificata! Infatti è evidente che la maggioranza dei consiglieri è contro il Sindaco!

questi rispecchiano i cittadini: una massa di buddaci

MARIEDIT DOPO ANNI DI DIFESA AD ACCORINTI MANCA IL SUO INTERVENTO. CI DELUCIDI SU QUANTO CIO' ACCADUTO.

ACCIDENTI GIORNATA O NATTATA STORICA PER MESSINA, SE PERFINO SI SONO UNITE LE GIORNALISTE DELLO "STATO MAGGIORE" DELLA POLITICA. SIGNIFICA CHE MESSINA PER ALTRI 30 SI PARLERA' DI QUESTI GIORNI. OTTIMO ARTICOLO, NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI, MA AL TERMINE E TORNATA LA CALMA, LO "STATO MAGGIORE" DELLA REDAZIONE POLITICA DOVREBBE INTERROGARSI SUL SEGUENTE PUNTO O ALTRI. ESSENDO PIU' BRAVE DEL SOTTOSCRITTO TROVERANNO MOLTI ARGOMENTI, COMUNQUE, L'UNICO MIO ARGOMENTO E' QUESTO: DOPO TUTTA QUESTI GIORNI NEL DISCUTERE LO SBATTIAMO O NO LO SBATTIAMO FUORI ACCORINTI, QUANTE GIORNATE UTILI A MESSINA PER RISOLVERE LA SUA CRISI TRAGICA E DELIRANTE DI VITA, HANNO PERSO? QUANTE ORE ALLA CITTADINANZA HA TOLTO? IL PROSSIMO ARTICOLO SPIEGATI I DANNI CAUSATI.

Peccato.

PARLIAMONE DIMETTERSI LORO?

Confermate le mie previsioni e quelle di molti che affermavano che MAI sarebbe stato sfiduciato questo sindaco. Se la sfiducia non avesse comportato anche la decadenza dei consiglieri, accorinti sarebbe stato sfiduciato da almeno due anni ma, sapendo che sfiduciando il sindaco, sarebbero andati a casa anche loro, ovviamente hanno votato no. Adesso, dovremo soffrire ancora un anno e mezzo (ma ormai siamo abituati) I genovesiani e quello che rimane del pd, pagheranno, ovviamente, anche questa loro decisione. Vedremo chi avrà il coraggio di chiedere i voto....

Da ora in poi, i consiglieri che hanno votato contro la mozione dovranno stare zitti ed accettare tutto quello che farà accorinti.

L'unica cosa che dispiace di questa vicenda è che salvando Renato i consiglieri salvano se stessi. I gruppi si sono frammentati? Certo, perché sono semplici etichette. Questi consiglieri, con poche eccezioni, non hanno alcun principio o valore politico. Sono contenitori vuoti che si fanno riciclare a convenienza. Normalmente, quando hanno il dovere di dibattere e votare questioni fondamentali per la città, fanno mancare il numero legale, o per paura di prendere le responsabilità o per indifferenza. Ora, invece, si presentano in 38 su 40. Da Guinness dei primati per Messina. Fanno ridere e piangere contemporaneamente. Si può essere favorevole o sfavorevole nei confronti di Accorinti, ma il comportamento dei consiglieri merito solo dispetto

Una città sporca è la casa di un sindaco non certo al top della decenza (e non mi fate dire altro). Pazienza.

Tutto sommato forse e' stato bene così, mancano ormai 16 mesi alla fine. Alfine credo che peggio di come stanno le cose non possono andare, abbiamo un sindaco che non potrà più contare su alibi, un consiglio che con il voto sulla sfiducia ha manifestato le sue scelte. I proclami lungamente sbandierati avvisano l'arrivo dei frutti sperati. Non manca altro ad un buon governo.Da cittadino auspico che si raggiungano i risultati programmati. Auguri e ci incontreremo tutti alle prossime elezioni.

Lo avevo scritto ed ho avuto ragione. Accorinti ha riavuto la fiducia di chi lo ha eletto. I genovesiani sanno che alle prossime elezioni verranno cacciati ed un altro anno di gettone fa comodo.

Emilia Barrile: Né forma né sostanza.

Ora, per coerenza, i promotori dovrebbero dimettersi !!

Vedremo prossimamente quali consiglieri saranno coerenti al voto espresso, quando saranno chiamati a votare delibere che non siano perfettamente esposte, chiare e veramente costruttive

Il pd di messina ha rispecchiato il nazionale. Nessuna idea di appartenenza a idee comuni. Solo adesione nelle liste per ottenere voti e posti nelle varie rappresentazioni amministrati, siano centrali che periferiche, con annesse spartizioni di posti di sottogoverni e posti in partecipate negli enti locali.

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