Parole e fatti
I revisori dei conti si dicono preoccupati e invitano l’amministrazione Accorinti a trovare copertura al disallineamento provocato dalla mancata attuazione delle misure del piano di riequilibrio
Venerdì, 17. Febbraio 2017 - 0:30
Scritto da: Danila La Torre
Categoria: politica


Passata la “sbronza” per la mancata approvazione della mozione di sfiducia, al Comune di Messina l’aria torna cupa. All’orizzonte si profila infatti un buco da circa 20 milioni di euro per le casse di Palazzo Zanca. Con una nuova e dolente nota, il Collegio dei revisori  dei conti avverte infatti l’amministrazione Accorinti che per il 2016 nel Piano di Riequilibrio Pluriennale 2014-2023 sono stati riscontrati «significativi scostamenti»  pari ad € 12.942.431,32 il cui valore  si somma a quello già accumulato nell'anno 2015 pari ad € 7.930.977,02.

Secondo quanto scrivono i revisori dei conti Luigi Fallica, Federico Basile e Giuseppe Zingales, l’ente ha incassato meno di quanto prevedevano le misure inserite nella manovra decennale, alla quale la giunta Accorinti si è aggrappata con le unghie e con i denti per scongiurare il default  e che per la cronaca è ancora al vaglio della sottocommissione ministeriale.

I tre tecnici contabili parlano di «preoccupante andamento negativo, legato alla mancata attuazione delle "Risorse", che dovrebbero costituire elemento fondante del percorso di risanamento intrapreso attraverso l'adesione al Piano di riequilibrio pluriennale».

«E' bene rilevare – si legge ancora nella relazione -  che i dati oggetto di monitoraggio, ancorché non definitivi in assenza del Bilancio Consuntivo 2016, ritraggono una condizione che si intende evidenziare al di là dei meri scostamenti numerici e che fotografa le fasi di un percorso di risanamento che trova spesso difficoltà nel dare seguito alle previsioni poste in essere nel costruito Piano di Riequilibrio Pluriennale».

Basile, Fallica e Zigales spiegano che per riequilibrare i conti sarà necessario «trovare copertura nelle annualità a decorrere dall'esercizio finanziario 2017 e successivi».

A tal proposito, i revisori sottolineano che il bilancio 2017-2019, vale a dire quello approvato dalla giunta il 30 dicembre e pubblicizzato con tanto di foto di gruppo di sindaco ed assessori -  ancora oggi non è stato notificato al Collegio.

Il rischio concreto è che di quella delibera approvata alla vigilia del nuovo anno rimanga solo il selfie della giunta Accorinti e che il bilancio di programmazione debba essere smontato e rielaborato nuovamente. «Nei fatti – scrivono infatti i revisori - la costruzione del documento di previsione per il triennio 2017-2019 come deliberato dalla G.M. con atto n. 893 del 30.12.2016 parrebbe non assolvere agli impegni assunti in sede del rimodulato Piano di riequilibrio pluriennale, quale strumento di risanamento contabile giusta deliberazione di Consiglio Comunale n. 56/c del 30.09.2016».

L’Organo di controllo stigmatizza «in maniera netta il comportamento dell'Ente Comune di Messina, il quale… ha l'obbligo di mantenere gli impegni assunti nel Piano di Riequilibrio Pluriennale a prescindere dalle attese valutazioni degli Organismi preposti (Sottocommissione Ministeriale/Corte dei Conti).

Per i revisori il disallineamento evidenziato «costituisce una preoccupazione più che mai tangibile».

Luigi Fallica, Federico Basile e Giuseppe Zingales invitano ancora quindi l’amministrazione comunale «a valutare in maniera risolutiva le eventuali azioni da porre in essere al fine di mantenere le previsioni previste dal Piano di Riequilibrio Pluriennale e salvaguardare i precari equilibri economico-finanziari dell'Ente».

Insomma, la situazione è grave e delicata. Eppure, nelle ultime settimane, abbiamo sentito spesso il sindaco dichiarare: «abbiamo risanato i conti del Comune».

Danila La Torre

 

 

 

COMMENTI

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Lo avete voluto? Adesso ce lo piangiamo tutti! Solo gli illusi e i suoi adepti, infatti, possono credere alle emerite st..te che ha raccontato. Non gli riconosco la colpa di ciò che ha trovato ma le bugie le sa dire bene. Una su tutte, quella sui I CONTI RISANATI. Nemmeno di fantascienza si tratta...

Il Sindaco mente sapendo di mentire sui cinti del Comune così come i suoi predecessori! La rivoluzione è proproprio quella che parte dal bilancio e dal pagamento dei debiti, rivoluzione che non si è avuto il coraggio di fare, giustificando con difficoltà di ordine sociale che ne sarebbero derivate. Ma, tali difficoltà prima o poi andranno affrontate e risolte dalla politica seria!

i conti li ha sicuramente risanati con l'indennità di sindaco si ammucca 450000 euro in cinque anni e chiamulu fissa.

20 MILIONI DI € O EX 40 MILIARDI DI LIRE DI UNA VOLTA? SONO NIENTE. BASTA CHE IL TIBETANO TRA TASSE COMUNALI E IMPOSTE VARIE CHIUDERA' IN PAREGGIO O IN UTILE. GRAZIE ALLE VOSTRE TASCHE CHE AIUTERETE A SANARE I BILANCIO DISASTRATI COLPEVOLI TUTTI I SINDACI DEGLI ULTIMI 50 ANNI, NON DIMENTICANDO ALCUN SINDACO O GIUNTA COMUNALE.

I fatti sono chiarissimi. Accorinti ha, adesso, una vera maggioranza politica che lo sostiene. Una maggioranza di centrodestra, capeggiata da un signore che da lui è stato portato a simbolo di malaffare e di disonestà. Genovese ha mandato un messaggio chiaro ed inequivocabile: tu rimani sindaco fino a quando lo vorrò io e farai quello che mi conviene. Accorinti non potrà più dire di no ai Franza, non potrà più bloccare i TIR, non potrà più fare nulla che possa contrastare, anche in minima parte, li interessi rappresentatati da Genovese. Il re è nudo. In tutta questa storia, spicca il silenzio di Mariedit, l'aedo di RENATO SINDACO. Chissà se è quando ci delizierà con le sue arrampicate sugli specchi.ù Ci sarà da ridere fino al 2018.

Il pranzo e servito

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