birrificio messina
Una vertenza lunghissima, tanti momenti bui, oggi finalmente la luce per un gruppo di ex Triscele che vogliono accantonare questa etichetta perchè adesso sono solo i fondatori del Birrificio Messina. La Regione ha consegnato i capannoni, adesso si passerà agli interventi di manutenzione e poi alla produzione della nuova birra.
Lunedì, 17. Marzo 2014 - 20:52
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: lavoro


Li abbiamo visti per oltre un anno davanti i cancelli di uno stabilimento che per tutti loro era stata una seconda casa. Li abbiamo visti sotto il gazebo a raccogliere firme incuranti della pioggia, del caldo, delle giornate di festa. Hanno lottato per il loro lavoro e non si sono tirati indietro quando c’era da unirsi alla lotta di altri lavoratori messinesi. Una battaglia l’avevano persa, perché alla fine quel posto difeso con le unghie e con i denti non sono riusciti a mantenerlo. Adesso però festeggiano una vittoria molto più grande che ha il sapore del riscatto. Sono gli ex lavoratori prima della Birra Messina, poi della Triscele. Si vogliono lasciare alle spalle queste etichette perchè hanno una nuova identità, sono i fondatori del Birrificio Messina e le uniche etichette a cui vogliono pensare adesso sono quelle che vedremo sulle nuove bottiglie di birra che i messinesi potranno presto portare sulla tavola.

Sono 16, hanno coraggiosamente scelto di investire il loro Tfr in questa nuova avventura, 1 milione di euro è stato speso per i macchinari e un’altra cospicua parte servirà per i capannoni, credono nella loro professionalità ed esperienza e vogliono restituire a Messina una birra che sia messinese davvero. In questi mesi hanno avuto tante promesse ma hanno cercato di rimboccarsi le maniche, hanno battuto i pugni anche a Palermo per ottenere un aiuto, alla fine la perseveranza ha vinto e la buona notizia è arrivata: la Regione ha assegnato al gruppo Birrificio Messina due capannoni della zona ex Asi di Larderia. Lì nascerà la nuova birra made in Messina.

Mimmo Sorrenti, da sempre portavoce del gruppo, oggi è felice e quasi incredulo ripensando alle lotte di questi anni. “Ho capito che dovevamo fare qualcosa nell’agosto del 2012, quando nonostante l’impegno dell’allora Prefetto Francesco Alecci l’azienda ha chiuso tutte le possibilità di un qualsiasi rilancio. Poi non abbiamo perso la speranza, fino all’ultimo abbiamo provato comunque a salvare quello stabilimento in via Bonino perché non era solo il nostro posto di lavoro ma era un pezzo di storia della città che stava morendo. Non ci siamo riusciti ma quello che stiamo vedendo nascere adesso sotto i nostri occhi è bellissimo e siamo certi ci porterà tante soddisfazioni”.

E’ felice e fiducioso Mimmo Sorrenti, sembrano passati secoli da quando lo abbiamo visto arrampicato su uno dei muri esterni dello stabilimento con una bottiglietta di benzina in mano, erano settimane di angoscia e disperazione, insieme ai suoi colleghi e compagni di viaggio su quello stesso muretto è rimasto  per giorni seduto a penzoloni e incatenato, migliaia sono state le firme raccolte per sostenere la loro causa, tante purtroppo sono state anche le passerelle politiche andate in scena davanti al loro gazebo, tante promesse che alla fine non hanno portato niente.
Adesso è iniziato un nuovo capitolo. Oggi un delegato regionale Irsap ha consegnato le chiavi dei capannoni, i lavoratori del Birrificio Messina sono entrati in quello che sarà il nuovo stabilimento, prima però si dovranno effettuare alcuni lavori di sistemazione. Per iniziare gli interventi bisognerà sottoscrivere il contratto, prima ancora però l’Agenzia del Territorio dovrà fare la stima degli immobili. “Spero che la burocrazia non ci faccia perdere altro tempo proprio adesso che si inizia a vedere la luce” dice Mimmo Sorrenti che insieme ai suoi colleghi oggi imprenditori non vede l’ora di cominciare.

Gli interventi da effettuare riguardano la riconversione dei capannoni per destinarli alla produzione di birra. Si dovranno sistemare i tetti, rifare la pavimentazione e tutti gli impianti. Un capannone sarà destinato al vero e proprio stabilimento di produzione, l’altro sarà invece allestito per lo stoccaggio, l’azienda è pronta a partire, alla base è stato fatto un piano industriale che prevede la produzione di ventimila ettolitri di birra per il primo anno e di venticinquemila nei prossimi 4 anni. “A settembre debutterà la nostra birra, anzi i prodotti saranno due perché due sono le etichette che abbiamo deciso di creare” racconta Sorrenti che è stato l’ideatore del marchio e che adesso insieme al gruppo attende l’ok dalla Camera  di Commercio sulla registrazione del brevetto depositato nei giorni scorsi.

Il nome della nuova birra al momento resta top secret perché dovrà essere una sorpresa. “Per presentarla faremo una grande festa dedicata a tutti i messinesi che ci stanno stando accanto. Non ce lo aspettavamo ma stiamo ricevendo tanto calore dalla gente che ci incoraggia a continuare. Ci fermano per la strada, ci scrivono sui social network, e ci ringraziano per il coraggio che abbiamo avuto e perché stiamo restituendo a Messina una birra che non sia messinese solo di nome. In passato ci siamo sentiti soli in tante occasioni, adesso non è più così e questo ci dà forza”.

Insomma, la nuova sfida è appena iniziata eppure la storia di questo gruppo di lavoratori oggi imprenditori ha già un suo lieto fine. Sono stati il simbolo di quella Messina che non si vuole arrendere, oggi sono il simbolo di chi ce la fa nonostante tutto. Adesso toccherà proprio ai messinesi dimostrare che stanno da loro parte.

Francesca Stornante

COMMENTI

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onore a questi eroi. li abbiamo visti soffrire alladdiaccio, nn si sono arresi, e questo è un invito ai giovani a prenderne atto mandando a quel paese chi li invita a lasciare messina

Scusate ma perchè molti ancora continuano a pensare alle amministrazioni comunali come ad enti in grado di mettere bocca nella gestione delle aziende private? Non solo non possono farlo, ma non devono. Detto questo io auguro a tutti i lavoratori di questa coperativa tutta la fortuna del mondo, perchè sono un esempio di coraggio, senza ma e senza distinguo. L'iniziativa privata manca in questa città che pure nonostante lo abbia dimenticato ha un passato storico in questo senso. Non mi preoccuperei tanto della loro capacità di gestione, che comunque riguarda solo loro ed il capitale da loro investito, ma della invidia che in genere circonda chi tenta di fare bene e rischiare a Messina. Auguri di vivo cuore a tutti voi. Spero serviate d'esempio per tutti noi.

Sono positivi, hanno lottato, difeso i loro diritti, che sono i diritti della città'......del loro lavoro....non hanno piagnucolato lamenti negativi e passivi....come fanno tanti, troppi messinesi. Sono i messinesi veri, che lottano, non si arrendono.Sara' il ritorno della grande birra Messina nella sua città'...prodotta dai mastri birrai messinesi.

Qualche annetto fà in un post lo avevo consigliato a questi lavoratori. Lo hanno fatto alla "Birra Castello" (UD). L'unico problema sarà far funzionare la cooperativa, nel senso che tutti remino dalla stessa parte. Purtroppo a Messina non esiste una cultura di cooperative autonome; in effetti quasi tutte le cooperative sono sempre gestite da un Padrone e gli altri soci(fittizi)sono dei semplici Dipendenti. I soci di questa cooperativa sono disposti a lavorare TUTTI diciotto ore al giorno?? Oppure hanno ancora quella mentalità da dipendenti??!! Per la birra la città almeno i primi tempi risponderà... Tanto tutte le birre del mondo oramai sono fatte da acqua+estratto/luppolato+lievito.. Augurissimi!!!!

Il rischio è tutto sulle loro spalle e quindi se non si vuole perdere "u sceccu cu tutti i carrubbi!" dovranno pompare!!! Piuttosto invece, gli occhi devono essere puntati sugli Organi Istituzionali e sindacali che non mettano zavorra inutile su questa bella iniziativa unica a Messina con la speranza che, per la prima volta, nessuno si pianga addosso!!!

adesso buddaci chi non la compra

I prodotti si comprano se sono buoni...

ma se i soldi restano a Messina possono diventare anche più buoni... e poi tante volte scegliere un prodotto al posto di un'altro è solo frutto di una moda, facciamo che la nostra birra lo diventi!

Un esempio da seguire!

Bravi sono sicuro che tutti i vostri sforzi saranno ricompensati.. è bello vedere nascere ogni tanto una realtà economica seria in questa città.. complimenti

Bravi, bravissimi! Questa è la dimostrazione che, alle volte, protestare non serve a costruire nulla. E' semplice pretendere che il "padrone" ti garantisca il posto di lavoro senza che il garantito non rischi nulla. I Faranda, hanno da sempre sostenuto che non intendevano mantenere in vita lo stabilimento mentre i lavoratori e i sindacati e, per ultimo, Crocetta si stavano battendo per una causa persa in partenza. Si è perso del tempo prezioso ma che non ha scoraggiato questi lavoratori che devono essere presi ad esempio, come è già successo in altre parti di Italia, di diventare imprenditori di se stessi, rischiando in prima persona e non trovarsi la "pappa" pronta. Sono sicurissimo del successo imprenditoriale ed ora le famigerate istituzioni dovranno dimostrare di esserne all'altezza, mettendo questi uomini in condizione di lavorare immediatamente e noi messinesi compreremo la loro birra!

Auguri!!! Vi prometto che comprerò solo la vostra, di birra! In una città di piagnoni e questuanti, siete stati gli unici a rischiare per un progetto imprenditoriale, senza nulla chiedere. Saranno stati 50 anni che a Messina non nasceva un'impresa senza i soldi di papà o dei soliti predoni della città e, per questo, la vostra birra ha un sapore, un colore e un profumo di onestà. A questo punto, resta da vedere cosa saprà fare il Comune per questa azienda.

Ma sono farneticazioni! Cosa c'entra il comune? E' una libera e lodevole iniziativa imprenditoriale... Speriamo tutti che vada bene e che la produzione e sia all'altezza delle aspettative... E' il mercato a dettare le regole... Se il prodotto sarà buono verrà comprato...

Voglio essere duro e reale perché voglio che questi lavoratori seguano questo consiglio, altrimenti vanificheranno i loro sforzi: deve essere più buona e più economica della birra messina e delle altre sottomarche che ci sono in commercio. Altrimenti il messinese e i commercianti la snobberanno.

Non so se più economica... Ma deve essere di qualità... Il mercato e' selvaggio... Faccio anche presente che triscele e patruni e sutta erano birre mediocri...

Io la comprero', molti imprenditori dovrebbero imparare, bravi siete un esempio positivo per chi ama la nostra citta' auguri di cuore!

questa si che è una bella notizia.Speriamo che anche l'amministrazione comunale dia una mano.

Che c'entra l'amministrazione???
Ritratto di george

Tanti auguri a questi coraggiosi lavoratori, che hanno deciso di trasformarsi in imprenditori, assumendosi i rischi di una nuova attività produttiva. Meritano onore e rispetto, sia per la dignità dimostrata in tutti questi anni, chiedendo la possibilità di lavorare, sia perchè hanno deciso di non farsi mantenere dalla collettività come troppi fannulloni di nostra triste conoscenza, che sbraitano e pretendono di essere campati a vita dalle nostre tascche. I lavoratori ex Triscele vogliono dimostrare che ciò che dà dignità è il lavoro. Mi auguro che centri commerciali ed attività di ristorazione messinesi spingerannono il nuovo prodotto. Faccio anche un appello ai lavoratori. Messinesi sparsi in tutta Italia ve ne sono decine di migliaia. Fate in modo di fare arrivare il vostro prodotto anche da fuori Messina. Sono certo che compreremo il vostro prodotto e non daremo più i nostri soldi a chi produce xxxxxxxxx, magari con il glorioso marchio , svenduto da chi ha ingannato per la seconda volta Voi e la collettività. IN BOCCA AL LUPO. George.
Ritratto di george

Tanti auguri di vero cuore a questi co

Complimenti a tutti... Un grosso in bocca al Lupo !!

Birra mata e birra grifone? Speriamo sia buona... Di certo e' lodevole iniziativa...

BRAVI! Che sia da esempio a quanti aspettano il solito posto (in)sicuro dalla politica regionale o statale, ormai in pieno fallimento e che ha deciso riduzioni di posti di lavoro. Ripartiamo con le giovani imprese private e compriamo i loro prodotti, produciamo nuove materie prime a km zero per le nostre aziende. Riprendiamoci la NOSTRA TERRA e basta.

Compravo sempre la Triscele, quando era in produzione, sia per il suo gusto sia per comprare un prodotto messinese. In genere, quando scelgo un prodotto e se le diversità non sono notevoli, prediligo prodotti locali relegando quelli di altre città, regioni o nazioni in second'ordine. Comprando prodotti locali spesso non si perde in qualità e sempre, ma sempre, si aiutano i nostri concittadini (fra i quali ci possono essere pure i nostri figli) a vivere meglio. Non vedo l'ora di gustarmi la nostra birra!

Faranda nsigna!

Io direi che tutti..ma tutti..compresi gli esercenti che ci portano a tavola birra "non nostra" di aiutare a far risorgere questo grande marchio..

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