caos rifiuti
Il governo ha prorogato lo stato di emergenza in Sicilia sul fronte rifiuti ma ha imposto un serrato cronoprogramma che la Regione dovrà rispettare. In testa c'è la realizzazione dell'impiantistica che rimette in pista l'impianto di biostabilizzazione e la discarica a Pace. Intanto è arrivata la proroga per l'Ato3, in scadenza quella per Messinambiente. Il futuro è appeso al filo.
Giovedì, 2. Giugno 2016 - 2:06
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: politica


Sicilia in pieno caos rifiuti. Lo stato di emergenza si trascina ormai da mesi e da Roma è arrivata la proroga che il presidente Rosario Crocetta invocava da settimane per continuare a gestire il disastro rifiuti con strumenti straordinari. Nodo cruciale: le discariche. Ormai praticamente quasi tutte sature ieri avrebbero dovuto chiudere i cancelli se dal Ministero all’Ambiente non fosse arrivato l’ok alla prosecuzione dello stato di emergenza. Invece gli incontri romani dei giorni scorsi hanno “salvato” la Sicilia, anche se adesso la Regione dovrà rispettare tutti i diktat imposti dal Ministero. Perché si continuerà con lo stato di emergenza solo a precise condizioni, rispettando un cronoprogramma serratissimo che impone date e tappe precise. Il Ministero vuole entro una settimana un quadro esaustivo delle infrastrutture dedicate alla gestione dei rifiuti urbani indifferenziati e differenziati presenti sul territorio, un programma dettagliato sulla realizzazione degli impianti necessari a garantire l’attuazione del principio di prossimità e di autosufficienza e un piano operativo per l’incremento della raccolta differenziata. Da Roma si chiede poi “con solerzia” la riorganizzazione della governance regionale di settore, in ottemperanza delle diffide governative. Il governo Crocetta dovrebbe procedere alla riforma annunciata appena un mese fa, chiudere i conti con il sistema Ato e muoversi verso un gestore unico. Nel frattempo però il presidente ieri sera ha firmato l’ennesima ordinanza che allunga la vita alle Ato siciliane fino al prossimo 30 settembre. E sempre Roma ha fornito precise indicazioni su ecotassa, misure per combattere l’evasione sulla tassa rifiuti, ipotesi di portare fuori dalla Sicilia i rifiuti dell’isola, in attesa di avere l’impiantistica necessaria alternativa alla discarica vecchia maniera. Le discariche siciliane, infatti, oggi sono in grado di garantire l'autosufficienza al massimo per i prossimi 9-12 mesi. Presto la Sicilia sarà costretta a smaltire i suoi rifiuti oltre confine. E così si punta sugli impianti di trattamento meccanico-biologico, al momento sono stati già realizzati solo quelli di Trapani e Bellolampo, adesso però si spingerà l’acceleratore su quelli di Gela, Enna e Messina. C’è quindi anche la città dello Stretto nel programma di ammodernamento della rete impiantistica siciliana.

L’impianto di pretrattamento che dunque il Ministero e la Regione vogliono rimettere in pista è sostanzialmente un impianto di separazione secco/umido con capacità di trattamento pari a 280 tonnellate al giorno che consente di separare un 30% di frazione umida ed un 70% di frazione secca. La parte umida, circa 75 tonnellate, viene biostabilizzata ed avviata a discarica unitamente alla parte secca. Il quantitativo avviato quindi ad abbancamento in discarica è pari a circa 250 tonnellate al giorno. Annesso all’impianto, che troverà casa nel sito dell’attuale piattaforma di trasferenza dei rifiuti a Pace, è prevista anche la famosa discarica che dovrebbe avere una vita utile pari a circa 4 anni e sarà realizzata a monte dello stesso a ridosso del torrente Pace. Un progetto a cui l’assessore Daniele Ialacqua aveva detto sì scatenando le ire di quel mondo ambientalista in cui per anni ha militato, combattendo strenuamente contro ogni ipotesi di discarica sul territorio messinese. Ma l’assessore ha sempre ribadito che quella che sorgerà a Pace non sarà una discarica vecchia maniera, anzi l’amministrazione aveva fortemente puntato su questo progetto tanto da inserirlo nella programmazione a lungo termine della gestione rifiuti. Nel maggio dello scorso anno era stato il Ministero ai Beni Culturali a dire un secco no alla realizzazione della discarica in quell’area perché incompatibile con un territorio sottoposto a precisi vincoli paesaggistici. Oggi un altro Ministero invece vuole l’impianto messinese.

Al di là dell’impiantistica, il futuro dei rifiuti a Messina è piuttosto articolato. Più tranquilli al momento i dipendenti di Ato3 che si sono visti prorogati i termini di scadenza fino al 30 settembre, con la possibilità di ulteriori proroghe fino al 14 luglio 2017. Pertanto visto quanto successo sino ad ora è pensabile che i dipendenti Ato3  possano stare tranquilli fino a quella data.

Difficile, invece, la situazione per Messinambiente, la cui ultima proroga è in scadenza al prossimo 30 giugno. Su questo fronte ci sono varie difficoltà. Innanzitutto è difficile immaginare una nuova proroga. Le ordinanze per Messinambiente vanno avanti dal 1° ottobre 2013 e, superati tutti i termini previsti per legge, dal 30 settembre 2015 si procede con proroghe. Di recente sull’uso improprio delle ordinanze da parte dei Comuni sono intervenuti l’Assessore Vania Contraffatto, che ha denunciato 20 Comuni in Provincia di Messina per uso illegittimo di ordinanze contingibili ed urgenti, e successivamente l’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone, che ha stigmatizzato come in Sicilia si proceda con affidamenti illegittimi da parte dei Comuni Siciliani e diffidato la Regione Siciliana ad intervenire urgentemente sulla questione.

La Regione, inoltre, a parte le denunce dell’assessore Contraffatto, con una recentissima circolare, notificata anche al Comune di Messina, ha chiaramente diffidato i Comuni a procedere agli affidamenti dei servizi di gestione rifiuti in maniera ordinaria, definendo illegittimi gli affidamenti una volta scaduti i termini di 24 mesi dalla data di inizio delle ordinanze contingibili ed urgenti. A Messina quei termini sono stati ampiamente superati e pertanto nulla di buono si prefigura per una nuova proroga a Messinambiente.

E con tutto questo il Piano ARO langue in commissione da quasi due mesi, nonostante i Revisori dei Conti abbiano dato parere favorevole già lo scorso 8 Aprile. L’amministrazione da parte sua neanche si presenta in commissione, non sollecita il provvedimento, quindi chissà quando si realizzerà il tanto proclamato affidamento all’Amam, che l’Amministrazione ha pianificato per dare regolarità e prospettiva al futuro della gestione rifiuti.

Ma, intanto, se la proroga a Messinambiente non si potesse più rinnovare, cosa si farà per garantire i servizi e il futuro dei lavoratori della partecipata di Via Dogali? Ci sarebbero 30 giorni per approvare il Piano Aro e traferire la gestione rifiuti all’Amam. Solo 30 giorni.
Francesca Stornante

COMMENTI

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Sig. Antosail, le posso garantire che se anche tutta la popolazione di Bolzano si trasferisce quì, dopo un mese si comporteranno ne più e ne meno come ci comportiamo "noi". Se non c'è controllo non c'è civiltà. Se è vero che le idee camminano sulle gambe degli essere umani e anche vero che le leggi si dEvono far rispettare con i controlli. Guardi il messinese quando parcheggia negli stalli a pagamento: si precipita a cercare il "grattino" perchè sa che dopo 5 minuti gli fanno la multa. Mettiamo i vigili urbani in strada COME FANNO A BOLZANO!!!!

Per gestire la questione dei rifiuti a Messina è ormai chiaro che deve arrivare qualcuno da "fuori". Per intenderci: da Modena in su. Gli pseudi amministratori di Messina non sanno, purtroppo, nemmeno da dove cominciare e li capisco (sono anche io di Messina). La situazione è sotto gli occhi di tutti: anni di ladrocinio e improvisazione organizzativa per arrivare ai "poveretti" del consiglio comunale attuale e della giunta Accorinti. Visti i risultati, li vedo nel panico più totale: impreparati, confusi decisamente fuori ruolo o fuori del tutto. VOGLIAMO PER MESSINA IL PEGGIOR SINDACO DI BOLZANO DEGLI ULTIMI 20 ANNI.

Egr. Sig. saro genco, guardi che l'esperimento della "gente di fuori" Accorinti lo ha fatto con Rossi e Ciacci, per la gestione dei rifiuti, e con Luca Eller Vainicher, per il bilancio, ed è stato un clamoroso fallimento in tutti e tre i casi. Le dirò di più. Il giannizzero di Renzi aveva promesso per fine giugno 2016 di rimettere tutto sui binari. Infatti. E' arrivato il commissario.

Lei può anche invocare il "peggior Sindaco di Bolzano " ma deve anche invocare tutto il resto della popolazione di Bolzano che si trasferisca da queste parti..Venga a Torre Faro in questo momento(ore 18.14) e capirà di cosa parlo.Il pesce puzza dalla testa ,ma il resto del corpo non è che sta meglio!!!

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