in carcere?
I poliziotti si sono recati in Procura anche questa mattina per lasciare diverso materiale sulle scrivanie dei due magistrati. Dichiarazioni e testimonianze dei vicini, i risultati delle perquisizioni nella casa di Alessio e altri elementi che adesso potrebbero risultare fondamentali per capire se qualcuno, in tutta la storia, stia dichiarando il falso.
Martedì, 10. Gennaio 2017 - 12:40
Scritto da: Veronica Crocitti
Categoria: cronaca
Bordonaro Tentato femminicidio a Messina, la vittima protegge qualcuno?

C’è attesa per l’interrogatorio che il Gip Eugenio Fiorentino condurrà domani in carcere, a tu per tu con Alessio Mantineo, il giovane messinese di 25 anni fermato con l’accusa di aver dato fuoco alla sua ex compagna Ylenia Grazia Bonavera, domenica mattina all’alba, nella sua abitazione di Bordonaro. In definitiva, sarà il giudice a decidere se convalidare o meno la disposizione che il Procuratore Aggiunto Giovannella Scaminaci e il Sostituto Antonella Fradà, titolari delle indagini, hanno ritenuto necessaria quando il ragazzo, domenica sera, si è presentato negli uffici della Questura di Messina, sua sponte e preferendo comunque avvalersi della facoltà di non rispondere. L'accusa, per lui, è di tentato omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.

I poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Francesco Oliveri, sono al lavoro ormai da 48 ore, senza sosta, per tentare di ricostruire quanto accaduto alla giovane Ylenia e far conciliare le versioni discordanti che si sono susseguite in questi due giorni. I sospetti, che fin dalle prime ore si erano concentrati esclusivamente su Alessio Mantineo, sembrano ora prendere strade più ampie. Dal lettino del Reparto di “chirurgia plastica” dove è ricoverata, Ylenia adesso difende a spada tratta il suo ex compagno, nonostante all’inizio abbia fornito lei stessa un racconto diverso. Secondo la sua ultima versione, infatti, sarebbe stato uno sconosciuto, incappucciato, più alto di Alessio e coi capelli lunghi, ad aggredirla davanti casa, quando domenica all’alba lei ha aperto la porta. La ragazza ha dichiarato di esser tornata nella sua abitazione dopo una serata in discoteca e di non aver badato al fatto che qualcuno stesse citofonando all’ingresso. Avrebbe aperto e, dopo esser stata cosparsa di benzina, sarebbe stata “bruciata” con un accendino. Poi l’aggressore sarebbe fuggito via. A quel punto le urla avrebbero svegliato i vicini e, tra di loro, una signora sarebbe accorsa per prestarle i primi aiuti e portarla al Pronto Soccorso dell’Ospedale Policlinico.

I poliziotti si sono recati in Procura anche questa mattina per lasciare diverso materiale sulle scrivanie dei due magistrati. Dichiarazioni e testimonianze dei vicini, i risultati delle perquisizioni nella casa di Alessio e altri elementi che adesso potrebbero risultare fondamentali per capire se qualcuno, in tutta la storia, stia dichiarando il falso. (Veronica Crocitti)

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