consiglio comunale
Prima seduta dedicata al bilancio consuntivo e alla rimodulazione del piano di riequilibrio. I tempi come al solito sono strettissimi, c'è la scadenza del 30 settembre da rispettare. Per la prima volta chiamati in causa i dirigenti comunali, convocati tutti in aula in modo che ognuno si assuma le proprie responsabilità
Giovedì, 29. Settembre 2016 - 0:50
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: politica


Bilancio consuntivo 2015 e rimodulazione del Piano di riequilibrio. Per il consiglio comunale si preannunciano giorni di fuoco e la seduta serale di ieri ha aperto le danze. In prima battuta all’ordine del giorno c’era solo il rendiconto finanziario dello scorso anno, ad apertura dei lavori però la presidente Emilia Barrile ha annunciato l’inserimento anche del Piano pluriennale che ha ottenuto l’ok dei Revisori dei Conti e dev’essere approvato entro il 30 settembre. Sul bilancio è invece il commissario ad acta a tenere il fiato sul collo. Come al solito i tempi sono strettissimi e l’aula è consapevole di essere di fronte a un nuovo tour de force. Su entrambi i fronti i tempi sono stati sforati, quindi adesso che i documenti contabili i giochi si devono chiudere al più presto. Come del resto è sempre accaduto fino ad oggi.

Stavolta però un elemento di novità c’è stato: consiglio e amministrazione si sono trovati immediatamente d’accordo su come proseguire i lavori dopo l’accorata arringa di Peppuccio Santalco che ha aperto il dibattito e ha condizionato l’intero andamento della seduta. Per la prima volta il dito è stato pesantemente puntato contro i dirigenti, macchina amministrativa di Palazzo Zanca. Non un attacco sterile e fine a se stesso, ma un richiamo alle rispettive responsabilità di fronte a documenti così importanti e determinanti per il futuro, a breve e lungo termine, dell’intera città.

«Tutte le forze politiche presenti in questo consiglio sono pronte ad assumersi le proprie responsabilità, come del resto è accaduto in questi anni. Ma la responsabilità politica a cui siamo chiamati non può non passare dal coinvolgimento dell’intera macchina comunale: sindaco, giunta e tutti i dirigenti. Abbiamo  bisogno della presenza corale di tutti gli attori perché soprattutto con il piano di riequilibrio ipotecheremo il futuro della città per i prossimi 30 anni. Di fronte alla città chiediamo di essere tutti insieme, oppure dobbiamo stanare coloro che non ci vogliono mettere la faccia» ha esordito così Santalco, di fronte al sindaco Accorinti e agli assessori Eller e De Cola. Il capogruppo di “Felice per Messina” è stato chiaro: ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. E per far comprendere appieno il nodo della questione ha richiamato l’atto di indirizzo ai dirigenti comunali siglato dal segretario/direttore generale Le Donne in concomitanza con il provvedimento che rimodula il riequilibrio. Un atto che impone il rispetto degli obiettivi fissati in relazione al raggiungimento della massima ottimizzazione delle entrate che reggono il piano pluriennale. A scatenare la reazione di Santalco la risposta messa nero su bianco di uno dei dirigenti comunali che ha scaricato ogni responsabilità di eventuali mancati obiettivi raggiunti. Risposta che per Santalco è inaccettabile nel momento in cui i consiglieri comunali vengono chiamati ad approvare un piano di riequilibrio che si regge proprio su quegli obiettivi.

«I gruppi di centro-destra abbandoneranno l’aula se non vedremo qui schierati tutti gli assessori e tutti i dirigenti che dovranno asseverare e dichiarare massimo impegno per il rispetto delle entrate e del Piano di riequilibrio, senza tirar fuori cavilli e problemi tra dipartimenti. Il cerino non deve rimanere in mano a nessuno».

Parole che hanno indissolubilmente legato i destini del consuntivo e del riequilibrio, che hanno costretto l’aula a fermarsi e a confrontarsi e che alla fine hanno fatto prendere una decisione univoca: rinviare i lavori a questa sera e iniziare proprio con il riequilibrio che ha una scadenza al 30 settembre che non si può in alcun modo rinviare. Ad annunciarlo è stato il sindaco Accorinti che ha immediatamente sposato la richiesta del consigliere, condivisa anche da buona parte dei colleghi.

La seduta di questa sera si annuncia dunque affollatissima e incandescente. Immediatamente i dirigenti comunali sono stati avvisati via mail e via sms, questa mattina il direttore generale Le Donne farà scattare un ordine di servizio per tutta la dirigenza di Palazzo Zanca. Dalla loro presenza dipenderà il futuro dei due atti contabili. Questo, almeno, quanto sancito dall’aula.

Non sono comunque mancati gli interventi che hanno scandito una seduta che è andata avanti con un po’stanchezza. Tutti comunque d’accordo sulla questione dirigenti.

Lo ha ribadito anche il consigliere Nino Carreri che non ha comunque nascosto che il gruppo dei Dr continua a nutrire forti perplessità sulla congruità dei documenti: «L’esperienza di tre anni ci porta a dire che è arrivato il momento di riflettere. Esiste una responsabilità politica del consiglio, non c’è dubbio. Ma la responsabilità dei dirigenti passa sempre in secondo piano, non producono effetti e quando lo fanno molto spesso sono dannosi. La grande rivoluzione non c’è stata, la dirigenza è sempre la e se ne lava le mani. Nel dubbio che gli obiettivi possano essere raggiunti, che il piano di riequilibrio possa stare in piedi, che il consuntivo sia veritiero, è giusto chiedere la presenza di tutta la macchina amministrativa».

Anche la capogruppo di CMdB Lucy Fenech ha chiesto una presenza corale che alleggerisca il peso del macigno che i consiglieri sentono sulle proprie spalle. Ma con un impegno che non si limti ad una mera seduta di consiglio: «Non vogliamo solo che la parte amministrativa venga in aula, ma che si spenda con responsabilità nel quotidiano nel lavoro per la città.  Non ho visto pagare nessuno per le mancanze avute nella macchina amministrativa».

Ha invece completamente virato sull’esperienza targata Accorinti il capogruppo Udc Mario Rizzo, quell’Udc che per due anni e mezzo ha sempre votato i documenti contabili e gli atti più importanti e che invece anche ieri ha voluto ribadire la sua posizione di rottura: «A distanza di tre anni dobbiamo prendere atto che la città è in ginocchio sotto tutti i punti di vista. Questo conferma la nostra mozione di sfiducia e la certezza che dovremmo tutti andare a casa».

Per il Pd ha parlato Gaetano Gennaro che ha chiesto di ampliare ancor di più la discussione in atto, per capire soprattutto se gli sforzi che il consiglio può esprimere in questo momento sono fine a se stessi o se ci può essere una strategia comune visto il momento cruciale che sta vivendo questa consiliatura: «L’impegno deve allargarsi fuori Palazzo Zanca e guardare anche a Palermo e Roma».

Questa sera si torna in aula e si ricomincerà dal Piano di riequilibrio. Gli occhi ovviamente saranno puntati sui dirigenti, chiamati a rispondere, spiegare, rassicurare, fare chiarezza lì dove ancora tanti sono i dubbi. Ognuno si dovrà assumere le responsabilità che il proprio ruolo impone. Si riparte da qui.

Francesca  Stornante

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finalmente!

tranquilli approveranno tutto,anche se il documento lo presentavano in consiglio alle 23.45 del 30.09.16.Sanno la lezione: "non approvazione? tutti a casa senza gettoni"

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