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Consumi shock o guasto? “Bolletta” salata più dell’acqua: l’Amam chiede 137mila euro all’Istituto Quasimodo

A doversi fare carico di tali costi, che tra l’altro aumentano quotidianamente, la Provincia Regionale. Rao: ci si trova di fronte ad una grossa perdita per delle falle nelle condutture con rischio infiltrazioni e pericolo per la struttura dell’Istituto o a consumi d’acqua anomali e sproporzionati?
Giovedì, 29 aprile, 2010 - 12:29
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Cosa è successo davvero? In molti se lo chiedono all’Istituto Quasimodo di Messina, in merito alla richiesta di pagamento giunta dall’Amam per il costo totale di 137 mila euro. Una vicenda che da tempo la scuola segnala alla Provincia Regionale, ente che dovrà farsi carico di tali costi, che tra l’altro aumentano quotidianamente, rischiando di diventare esorbitanti. Ci si trova di fronte ad una grossa perdita per delle falle nelle condutture con rischio infiltrazioni e pericolo per la struttura dell’Istituto o a consumi d’acqua anomali e sproporzionati?Durante il sopralluogo della V Commissione provinciale, svoltasi qualche giorno fa presso i locali dell’Istituto Quasimodo di Messina, il Preside della scuola aveva dichiarato che tale spesa risultava essere assolutamente eccessiva rispetto al reale uso idrico dell’Istituto, e comunque elevata rispetto ai consumi ed al costo di qualunque altro istituto scolastico. Lo stesso preside ha poi confermato che da tempo viene richiesto l’intervento tecnico della Provincia per affrontare la situazione e comprendere i veri motivi di tali eccessivi anomali consumi e quindi costi, ma che fino ad oggi pare si sia fatto poco o niente.Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere provinciale Pippo Rao, concentrandosi sugli oneri che come detto Palazzo dei Leoni dovrà assumersi. Ma al di là dei costi, secondo l’esponente del Pd diventa fondamentale avere prontezza esatta del fenomeno per capire se ci si trovi di fronte ad una grossa perdita d’acqua per una falla nelle condutture, con rischio d’infiltrazioni e pericolo per la struttura dell’edificio. «L’Ente è intervenuto tramite i propri uffici tecnici per capire la natura degli eventi? - si chiede - Se si è almeno pensato a coinvolgere l’AMAM nelle verifiche sulle condotte?»

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