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Socio con una quota del 20%, l’attuale assessore al bilancio di Palazzo Zanca risulta dipendente dell'azienda che porta il suo cognome e il Comune deve versare per legge i contributi previdenziali
Venerdì, 21. Aprile 2017 - 7:39
Scritto da: Danila La Torre
Categoria: politica


Palazzo Zanca dovrà sborsare poco più di 18mila euro, per l’intero 2017, destinati al pagamento dei contributi previdenziali obbligatori dell’assessore al bilancio Vincenzo Cuzzola. Dal 1. marzo 2017, l’esponente reggino della  giunta Accorinti  è in aspettativa non retribuita  e in ossequio alla  normativa vigente i contributi li deve versare il Comune di Messina.  

In virtù del’art.22 della L.R. n.30 del 2000,  l’Amministrazione locale deve infatti provvedere a proprio carico al versamento degli oneri assistenziali ed assicurativi ai rispettivi istituti per i lavoratori dipendenti eletti negli organi esecutivi degli Enti Locali. L’art.4 della L.R. n.22/2008 specifica inoltre che i periodi di aspettativa concessi per l’espletamento del mandato sono da considerarsi come servizio effettivamente prestato.

La situazione lavorativa dell’assessore al bilancio rientra nella fattispecie appena illustrata, e dunque nulla di strano. Tuttavia, la particolarità del caso in oggetto è che l’azienda presso cui l’assessore Cuzzola risulta dipendente è l‘azienda di famiglia, la “Interdata Cuzzola Srl” di Reggio Calabria, dove - secondo quanto si legge nel sito internet aziendale -  il titolare della delega al Bilancio nel Comune di Messina svolge il ruolo di direttore generale.

Dalla visura camerale della Camera di Commercio di Reggio Calabria risulta inoltre che l’assessore di palazzo Zanca detiene il 20% delle quote societarie, mentre il restante 80% è equamente diviso tra Francesco Cuzzola, che è anche l’amministratore unico della società, e Maria Cuzzola.

Come ci conferma lo stesso esponente, sino al 1.gennaio 2016, l’amministratore unico dell’ Interdata Cuzzola Srl” – nata nel lontano 1990 -  era lui, ma ha poi passato il testimone al figlio. Se fosse rimasto amministratore unico, oggi non avrebbe diritto al pagamento dei contributi previdenziali obbligatori da parte del Comune. Da dipendente, con la qualifica di direttore generale, il versamento da parte dell’ente è invece dovuto in virtù della legge sopra citata.

Secondo quanto riportato nella scheda allegata alla determina dirigenziale firmata dal dirigente di Palazzo Zanca, Giovanni Bruno, su un imponibile di 4.294,00 euro mensili i contributi che il Comune dovrà versare all’Inps ogni mese ammontano a 1.644,00 euro, che per 10 mensilità (a partire da marzo) più la tredicesima e la quattordicesima fanno in totale 18.401,00 euro.

«Nel rispetto della normativa vigente per il calcolo dei contributi - si legge in una nota del Dipartimento risorse Umane di Palazzo Zanca - si è presa la retribuzione figurativa (quella costituita solo dalle voci stipendiali fisse e continuative della qualifica posseduta, retribuzione che avrebbe percepito se fosse rimasto in servizio attivo), come da comunicazione della Società “Interdata Cuzzola srl”...»

Danila La Torre

 

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Ecco cosa ci meritiamo avendo dato fiducia al tibetano.Un reggino scaltro a scapito degli ignoranti messinesi che lo manterranno. Non farà nulla e non risolverà nulla, ma si prenderà soldi alla nostra faccia da scemi.

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