domani la scadenza
Ad un giorno dalla scadenza per la presentazione delle istanze per accedere alla procedura di rottamazione delle cartelle esattoriali, il sistema informatico di Riscossione Sicilia è andato in tilt e anche a Messina si stanno registrando lamentele e segnalazioni per le pratiche inevase. Sono migliaia i contribuenti che rischiano di perdere questa possibilità.
Giovedì, 20. Aprile 2017 - 16:22
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: società


Migliaia di siciliani non potranno rottamare le cartelle esattoriali. Sono ore di frenesia in tutte le sedi di Riscossione Sicilia, ormai da settimane prese d'assalto dai contribuenti che vogliono provare ad accedere alla possibilità concessa dallo Stato di richiedere la definizione agevolata dei debiti Equitalia, nel caso siciliano con Riscossione Sicilia, notificati dal 2000 al 31 dicembre 2016, ma non pagati entro i consueti 60 giorni. Attraverso questa definizione agevolata, i contribuenti, le famiglie, le società, le imprese e i professionisti, avrebbero la possibilità di cancellare i propri debiti, pagando la cartella di pagamento senza interessi, sanzioni e more (VEDI QUI). Ma per moltissimi siciliani non sarà possibile perché oggi, ad un giorno dalla scadenza per la presentazione delle domande, gli uffici di Riscossione Sicilia non sono riusciti a evadere tutte le richieste delle posizioni debitorie dei contribuenti che volevano accedere alla procedura. Solo a Messina, tra lunghe code agli sportelli e sistema online inefficiente, saranno migliaia i cittadini che non potranno rottamare le proprie cartelle. 

Come se non bastasse, oggi è andato in tilt il sito di Riscossione Sicilia. Il portale web si è bloccato rendendo di fatto impossibile la consultazione delle posizioni debitorie e la trasmissione telematica delle pratiche.

Un disastro tutto siciliano che rischia di trasformarsi in una pioggia di contenziosi.   

In città le difficoltà sono state tante ed è il presidente dell'Ordine dei commercialisti di Messina, Enrico Spicuzza, a spiegare che tutto il sistema messo in piedi da Riscossione Sicilia è stato fallimentare fin dal principio: «Abbiamo iniziato a segnalare le difficoltà fin dal principio, a cominciare dalla sede inadeguata degli uffici di via Ugo Bassi, sprovvista di sportelli riservati a questa procedura e troppo piccola per la platea di contribuenti che inevitabilmente si è riversata in queste settimane. Non hanno attivato neanche linee telefoniche dedicate, non è stato programmato nessun canale preferenziale per i commercialisti che seguivano centinaia di cittadini nelle pratiche. Anziché potenziare i servizi, Riscossione Sicilia ha mantenuto tutto uguale, nonostante le innumerevoli lamentele espresse anche formalmente dai commercialisti e dagli ordini siciliani. Domani scade il termine per presentare le domande e gli uffici non hanno evaso centinaia di iscrizioni a ruolo, necessarie per accedere alla rottamazione delle cartelle. Quindi saranno innumerevoli i cittadini che saranno impossibilitati a presentare la richiesta. Questo significa che già dopodomani potrebbero iniziare a fioccare le cause contro Riscossione Sicilia, i nostri clienti sono sul piede di guerra e chiederanno il risarcimento danni. Chi pagherà questi danni? E quali saranno le conseguenze per le casse dello Stato?».

Una situazione che ha spinto gli ordini dei commercialisti ed esperti contabili di Sicilia a esprimere una posizione unitaria per provare a chiedere una proroga: «Vista l’imminente scadenza del termine per la presentazione dell’istanza di rottamazione dei ruoli esattoriali e considerato che già da diversi giorni sono stati riscontrati in tutta l’isola problemi legati all’inadeguatezza delle strutture informatiche dell’ente di riscossione siciliano, causando notevoli disagi ai professionisti che in questi giorni assistono i contribuenti, precludendo anche la possibilità ad una vastissima platea di soggetti di aderire all’operazione di rottamazione delle cartelle esattoriali, proponiamo un immediato e urgente intervento atto al rinvio dei termini di scadenza di almeno 30 giorni al fine di consentire a tutti gli operatori di concludere l’operazione senza ulteriori disagi e inadempienze». Anche in aula all'Ars il presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo, ha chiesto un intervento del governo per evitare che solo la Sicilia resti tagliata fuori da questa opportunità.

Una grande caos in cui adesso rischiano di pagare i contribuenti siciliani.

Anche a livello nazionale però le cose non vanno meglio. Confedercontribuenti, ha inviato missiva al presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni  per richiedere a nome dei numerosi contribuenti la proroga dei termini di adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali prevista per domani, 21 aprile 2017.

La  richiesta scaturisce dalla mancanza di chiarimenti  da parte dell’agente di riscossione dei quesiti posti da migliaia di contribuenti tra cui, la possibilità di rottamazione utilizzando crediti certificati MEF. 

Confedercontribuenti ha sollecitato più volte chiarimenti in merito anche  alla direzione centrale dei contribuenti presso l’agenzia delle entrate ma a 24 ore dalla scadenza non si sono ricevute risposte.

"Riteniamo sia  molto grave che aziende, che rappresentano il volano della nostra economia,  e che  vantano milioni di euro  non possano utilizzare il credito per la compensazione e la sistemazione della posizione debitoria che molto spesso sarebbe stata causata proprio dall'inadempienza dello stesso Stato. Auspichiamo in un celere riscontro da parte del Governo al fine anche di colmare la vacatio interpretativa presente" – dichiara Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti. Francesca Stornante

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