Emergenza freddo
Nella seduta del 14 dicembre il consigliere aveva sollecitato l'amministrazione a intervenire in tempo. Adesso chiede una seduta urgente della Commissione per capire anche di chi siano le responsabilità dei disagi. La seduta è stata subito convocata dal presidente Cantali
Martedì, 10. Gennaio 2017 - 12:05
Scritto da: Rosaria Brancato
Categoria: politica


Nel gennaio del 2016 le scuole erano al gelo e non c’era la mensa. Un anno dopo il copione si ripete. Anzi, in alcune scuole manca anche la linea telefonica, tagliata perché il Comune non ha pagato le bollette. Ormai sembra di essere in una navicella che viaggia nel tempo e ci riporta indietro di decenni.

Mentre studenti e famiglie devono fare i conti con aule gelide, impianti rotti o mai attivati, il consigliere comunale Libero Gioveni ricorda che appena un mese fa, il 14 dicembre, quando ancora l’amministrazione era in tempo per effettuare gli interventi preventivi, l’assessore Pino si era impegnato a provvedere.

Del resto il freddo in inverno non è una novità e sarebbe stato del tutto normale prevedere in tempo invece che consentire un rientro amaro agli alunni.

“Meno male che in politica ci sono gli atti e i verbali che parlano- scrive il consigliere comunale che aveva sollevato la questione durante il “question time” del 14 dicembre- Devo purtroppo constatare che l’impegno, quanto meno nei risultati, non è stato rispettato. Nel presentare quella interrogazione, avevo chiesto all’assessore di raccomandare al Dirigente e ai tecnici, in previsione del freddo  che sarebbe certamente arrivato nel mese di gennaio, di pianificare tutti gli interventi necessari a mettere in funzione le caldaie in tutte quelle scuole munite di regolari impianti, sollecitando invece l’ENI a realizzare gli allacci in quelle scuole, come la media “La Pira 1” in cui erano stati realizzati ex novo gli impianti! E invece, NULLA di tutto ciò è avvenuto e tutto questo è INACCETTABILE!”

In Aula quindi un mese fa l’assessore Pino nel rispondere a Gioveni aveva fornito le necessarie rassicurazioni sugli interventi alle caldaie ed agli impianti, per quanto non dovrebbe esserci il bisogno, in una città normale, che siano i consiglieri a sollecitare quel che per gli uffici dovrebbe essere routine.

Invece, alla ripresa delle lezioni si è ripetuto lo stesso spettacolo del 2016. Come se nulla fosse accaduto. “Delle due l’una, quindi – prosegue Gioveni - o l’assessore non ha  fatto valere il suo peso politico, oppure chi doveva essere preposto a gestire le verifiche pensava già quale panettone doveva mangiare nelle feste natalizie! Nella speranza che in queste ore si corra immediatamente ai ripari  CHIEDO con urgenza la convocazione di una seduta straordinaria  della Commissione consiliare competente alla presenza sia dell’assessore che del Dirigente e dei tecnici del Dipartimento per capire intanto cosa non ha funzionato e di chi sono le responsabilità, e come si intende gestire da qui in avanti  quella che possiamo considerare, purtroppo, l’ennesima emergenza cittadina, stavolta annunciata”.

La seduta di commissione consiliare è stata subito convocata per domani alle 9.30. “Considerate le inusuali condizioni climatiche attuali che stanno investendo il nostro territorio con temperature prevalentemente gelide - dice il presidente Carlo Cantali - si rende necessario l'intervento immediato per il potenziamento delle rete elettrica, affinchè possano essere installate nei plessi scolastici stufe che consentano ad alunni, docenti e personale addetto di potere svolgere le proprie attività in condizioni più agevoli seppur precarie. Avendo appreso altresì – prosegue Cantali - che alcune scuole cittadine non dispongono di alcun impianto di riscaldamento, si invita l'Amministrazione a voler programmare interventi mirati alla realizzazione di nuovi impianti di riscaldamento nei plessi che ad oggi risultano sprovvisti. Si chiede, inoltre, di relazionare alla Commissione le ragioni per cui numerosi plessi scolastici dotati di impianti termici a causa di mancanza di manutenzione ordinaria risultano essere non funzionanti”.

Rosaria Brancato

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