Ever green e junior
Higlander che si candidano per la quarta, quinta e sesta volta. Il caso Genovese junior che a 21 anni ed alla prima candidatura sarà il primo degli eletti in Forza Italia. Il nocciolo non è chi legittimamente si candida all'Ars, ma gli elettori....
Domenica, 10. Settembre 2017 - 8:26
Scritto da: Rosaria Brancato


Ci sono alcuni aspetti di questa campagna elettorale per le Regionali che non mi piacciono e che non riguardano solo Messina ma l’intera Sicilia.

Il primo ovviamente è la questione femminile, alla quale dedicherò prossimamente una delle mie trite e ritrite filippiche del tutto inutili visti i risultati.

La seconda sono gli highlander, che preferiscono definirsi ever green perché, in tempi di eterna gioventù è più “politicamente corretto”. L’Ars si ridurrà da 90 a 70 deputati, pertanto ce la faranno solo i “carri armati”. Da quel che si vede ai nastri di partenza è molto probabile che sarà una fotocopia dell’Assemblea attuale perché si ricandidano quasi tutti.  Fin qui nulla di male. Ma ci sono deputati che si ricandidano per la quinta o sesta volta. C’è chi ha messo piede all’Ars sul finire degli anni ’90, quando Lady Diana era ancora viva e Renzi aveva 20 anni. Cinque anni per cinque mandati (anche se una legislatura di Cuffaro è durata 2 anni e mezzo e quella di Lombardo 4), fa 25 anni….., un quarto di secolo.

Ci sono deputati che sono entrati lì che avevano i capelli neri e ora li hanno grigi (se li hanno ancora). E stando alla situazione attuale della Sicilia non possiamo certo dire che ci siano stati risultati brillanti (tesi questa che vale per tutti).

La politica è servizio, non è una professione, non è un posto di lavoro. E’ missione.

Ritengo giusto ed anzi auspicabile che chi ha concluso un primo mandato, sia che abbia portato risultati sia che non vi sia riuscito, si ricandidi. Ritengo altrettanto giusta anche la terza candidatura, per consolidare un percorso avviato e perché si conoscono meglio i meccanismi. Ma il quarto, il quinto, il sesto mandato, denotano qualcosa di morboso, una visione egocentrica del mondo, oltre che un’incapacità di far crescere qualcuno, un delfino, un’ anguilla, un numero due, un bastone della vecchiaia. Qui non si tratta di voler a tutti i costi rottamare o chiedere un doveroso ricambio generazionale. Qui si sfiora il fenomeno patologico.

I deputati uscenti del M5S, movimento che ha fatto ingresso all’Ars per la prima volta nel 2012, si ricandidano tutti. Con Valentina Zafarana tentano la seconda candidatura Marcello Greco (eletto col Megafono e adesso Sicilia Futura), Nino Germanà (eletto nel Pdl e adesso probabilmente Forza Italia), Bernadette Grasso (eletta con Grande Sud di Miccichè e adesso Forza Italia) mentre Beppe Picciolo prova il terzo (eletto con MPA adesso è Sicilia Futura). Fin qui sono scelte corrette.

 Non si candidano, ma per motivi opposti, Filippo Panarello (che di mandati ne ha accumulati 4) per far spazio ad Emanuele Giglia, e Franco Rinaldi (che ne ha fatti 3) ma per far spazio al nipote, Luigi Genovese.

Tutti gli altri, ma sono in ottima compagnia con colleghi di mezza Sicilia, veleggiano verso la quarta, quinta e sesta legislatura. Pippo Currenti, che trascorre sottocoperta i mandati e risorge in campagna elettorale punta al quarto, mentre al quinto puntano il presidente dell’Ars Ardizzone, il deputato Pd Laccoto. Infine Formica, vero recordman (insieme a Michele Cimino)  veleggia verso il sesto. Sono in buona compagnia con Cracolici (4 mandati), Gucciardi, Panepinto, Ruggirello (tutti 3), Cimino (5).

Non voglio credere che in questi anni non sia maturato politicamente nessuno che possa essere considerato il “delfino”, il legittimo successore dei pacchetti di voti singoli o dei partiti che questi singoli rappresentano.

La terza cosa che non mi piace è la candidatura di Genovese jr, Luigi. Mi fanno orrore gli insulti e le offese su facebook, diventato uno dei peggiori tribunali mediatici, rivolte al figlio del parlamentare, anche se do per scontato che chi si candida sa che, da personaggio pubblico, si espone anche alle critiche. Conosco Luigi e so che è un ragazzo appassionato, entusiasta, preparato, impegnato politicamente e crede davvero che la politica possa cambiare le cose. Ha tutto il diritto di candidarsi.

Nel 2012 Raffaele Lombardo candidò il figlio Toti alla Regione. Aveva 24 anni e si era appena laureato in giurisprudenza. Venne eletto a furor di popolo. Luigi Genovese ha 21 anni e studia a Roma, facoltà di giurisprudenza. Ha aperto la segreteria in via I Settembre e nella lista di Forza Italia molti candidati contano sui voti che prenderà per  far scattare il secondo seggio. Gli stessi compagni di lista, deputati di calibro, danno per scontato che il primo seggio sia il suo, che è alla prima candidatura.

Dopo gli attacchi scrive sul suo profilo Fb: “Giudicatemi per quello che sono e non per il cognome che ho”. Il nocciolo della questione non è la sua giovane età o il fatto che sia il figlio di Francantonio. Il nocciolo siamo noi elettori.

 Il primo seggio all’Ars targato Genovese lo prese il padre, con oltre 13 mila preferenze. Poi divenne sindaco di Messina. Al suo posto venne eletto il cognato di Francantonio, zio di Luigi, cioè Franco Rinaldi che nelle ultime due elezioni sfiorò i 19 mila voti (18.664) . Nel 2012 i suoi voti fecero scattare addirittura il 3 seggio al Pd. Di fatto  stiamo parlando di 4 mandati che sono rimasti “in casa”, una sorta di higlander versione famiglia. Dopo le inchieste e con i processi in corso è difficile che Genovese riesca a confermare gli oltre 18 mila voti del 2012. Supponiamo quindi che Luigi Genovese prenda la metà dello zio, anche se in via I Settembre senior pare abbiano stime più alte. Con metà dei voti di Rinaldi, quindi con 9 mila voti, Genovese entrerebbe all’Ars e sarebbe per lui la prima esperienza politica in assoluto. Non è mai stato consigliere di quartiere o comunale. Del resto, a 21 anni sarebbe stato difficile. Suo padre ha avuto il primo incarico politico a 30 anni, come assessore provinciale nella giunta Buzzanca. I 9 mila voti che Luigi Genovese potrebbe prendere sono gli stessi che ha preso Laccoto alla terza elezione, ed oltre 8 mila li hanno presi Ardizzone, Germanà e Picciolo che fanno politica da anni.

Nessuno vuole giudicare Luigi per il cognome, ma è solo ed esclusivamente per il suo cognome che è nella lista più forte di questa campagna elettorale, è solo ed esclusivamente per il suo cognome che è candidato a 21 anni, come prima candidatura politica e per di più all’Ars. E’ solo ed esclusivamente per il suo cognome che lo voteranno a Messina e provincia, con ogni probabilità, in 9 mila persone. C’è scritto Luigi ma gli elettori leggeranno Francantonio e lì metteranno la crocetta. Di quel che pensa Luigi sulla cultura, sui giovani, sul lavoro, sul turismo, sull’impresa, sull’agricoltura, sui migranti e sul mondo intero, a quei 9 mila elettori non fregherà un bel nulla. Chiunque Genovese avesse scelto tra i suoi parenti sarebbe stato votato e non perché convinti dai comizi o dal programma, anche perché, nel 2012 Genovese sosteneva Crocetta contro Musumeci, mentre adesso appoggia Musumeci contro il Pd. Quindi il programma non fa la differenza al momento della scelta.

 Luigi Genovese non può che essere giudicato che per il suo cognome, non per perfidia, ma perché si è gettato lui nell’agone politico, con queste modalità.

Se si fosse chiamato Luigi Bianchi non lo avrebbero fatto candidare neanche al quartiere nella lista “XYZ”. Fingere di non saperlo è da ipocriti.

Per dirla davvero tutta, a Messina siamo abituati ai figli d’arte  sin dai tempi di Andò, D’Aquino, Astone, Ragno, D’Alia, Germanà. In questo caso siamo alla terza generazione, cioè ai nipote d’arte, per quanto la politica non sia né un’arte, né un mestiere.

Il nocciolo del problema quindi, tornando al discorso iniziale degli ever green e dell’assenza di donne non è chi si candida, ma gli elettori.

Ed è proprio vero che il potere logora chi non ce l’ha…..

Rosaria Brancato

COMMENTI

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Caronte e Tourist voteranno compatti.

Ahahahahah questo nick ti si addice molto meglio del precedente: è perfettamente in linea con la tua padronanza della lingua italiana. Se non ci fossi ti si dovrebbe inventare, TI ADORO!

Tutto questo con la Politica non c'entra nulla.......

Scriviamola più elegante per non incorrere negli strali di Giove....un giovane di 21 anni, senza nessuna esperienza e solo perchè ha una famiglia potente alle spalle, si siederà sugli scranni della regione siciliana...sicuramente sarà una persona perbene ed un bravo ragazzo....ma io da cittadino cosa dovrei pensare? Il ragazzo sarà libero di decidere o sarà pilotato dagli esperti di casa?

bè non è solo un problema di NOME è che Genovese insieme a Rinaldi etc usciti dal PD approdano a FORZA ITALIA, il Sig. MICCICHE? ha scritto e ribadito che li ha accettati perchè sino a prova contraria non erano ancora condannati... bè lo sono stati, e dunque per legge non si possono candidare, perchè Miccihè dopo la condanna non li ha buttati fuori dal partito? Siccome loro sono incandidabili, l'unica speranza per un posto al sole del figliol prodigo per un lauto stipendio è L'ARS, puo' aver nuova sede, Ma la macchina acchiappavoti è quella del padre, QUINDI PERSONALMENTE NON CONOSCENDOLO NON SO LE SUE QUALITA' pero' che questa candidatura è purtroppo viziata da un eredità ingonbrante di errori di famiglia e abbiamo paura che si ripetono

Disapprovo la candidatura di luigi genovese (arroganza paterna!) ma ancor più gli insulti ad un ragazzino. Quanti voti prenderà, lo sapremo a chiusura delle urne ma, probabilmente, ha ragione la brava Rosaria Brancato quando ipotizza una elezione che sembra già scritta. La cosa che fa imbestialire, però, è leggere i commenti di alcuni piccoli uomini che pensano di potersi celare dietro un nickname nella convinzione, errata, di rimanere anonimi. E parlo di quei quaquaraquà (loro sanno a chi mi riferisco) che sono stati visti elemosinare favori in via Primo Settembre. Bisogna avere gli attributi, sempre! Non si può criticare sui giornali ed inchinarsi davanti a F.A. Sbaglio? Continuate e (con l'autorizzazione di Tempostretto) farò i nomi!

Sono anni che minacci di fare i nomi, ora cerchi il permesso di TS. Che comico di bassa lega. Falli questi nomi, altrimenti taci e ritorna nella tua tana. A me personalmente fai tenerezza, omino senza coraggio.

messineseattento si punge... forse si sente colpito? io non parlavo di te (anche se parlavo di quaquaraquà) ma la tua reazione mi fa capire che, forse, in via primo settembre, ci bazzichi anche tu. Normale comportamento, per i servi sciocchi del tibetano.

Eh no Calirino, capisco che sei abituato, per carattere, a battere in ritirata, però più volte hai minacciato me personalmente di fare il mio nome, per deliranti motivazioni. Ovviamente, a causa della tua atavica inconsistenza, non hai fatto alcun nome, esattamente come non li farai in questa occasione. Ma la sfida è aperta ed io aspetto un tuo scatto, magari non di orgoglio perché sarebbe chiedere troppo, ma almeno di dignità. Per il resto, capisco che per te e qualche altro tuo compare commentatore, venga difficile accettare che esistono persone che si sono costruite il proprio avvenire senza rimbalzare tra le segreterie politiche (nel tuo caso di destra, centro e sinistra) cittadine. Fatevene una ragione. P.S. Forza, vogliamo i nomi!!

ULTIMA CONSIDERAZIONE. MA IL NIPOTE DEL SENATORE GENOVESE LUIGI GENOVESE E DI ANGELINA, CI DOVREBBE SPIEGARE, CONSTATATA LA SUA INTELLIGENZA E LA SUA ETA', QUALI BENEFICI HANNO DATO A MESSINA E PROVINCIA SUO PADRE, SUO NONNO SUA NONNA, NON CITANDO I FAVORI PERSONALI A SINGOLI ELETTORI? SONO CONSCIO CHE QUESTA MIA RICHIESTA VERRA' ANNULLATA E NON PUBBLICATA, SONO PERO' CERTO CHE NON POTRA' DIRE NULLA RIGUARDO I BENEFICI DI SUO PADRE E SUO ZIO E I SUO NONNI? NATURALMENTE NON RIPORTO LA FRASE ROMANESCA QUANDO SI CITANO I NONNI "DE TO NONNO" SAREBBE INOPPORTUNA QUESTA CITAZIONE. ANCHE SE QUALCUNO POTREBBE RIDERE O ESSERE DISTURBATO SE CITO QUALCHE DETTO ESTRANEO DI MESSINA E MILANO DOVE VIVO. LUIGI ELENCACI TUTTI I MERITI DEI TUOI AVI, FORZA!!

DOT.SSA BRANCATO IL TITOLO E' PERFETTO. OGGI C'E' QUALCHE PROFESSIONISTA DELLA POLITICA, CHE CREDE DI AVER FERMATO IL TEMPO BRAVISSIMO NEL SALTARE DA UN PARTITO ALL'ALTRO O COALIZIONE. CITANDO IL SUO PERFETTO ARTICOLO, NON POSSIAMO DIMENTICARCI CHE MESSINA E' "AVVELENATA" NEL VEDERE DIVERSE FAMIGLIE DI POLITICI CHE HANNO PRESENTATO FIGLIO E FIGLIA IN POLITICA. DINASTIE DI POLITICI IMPROVVISATI, DURANTE GLI ANNI '50 E '60 DISSENNATI, ORA SCOMPARSE ANCHE GRAZIE AGLI ELETTORI CHE NON HANNO VOTATO O VOTATA IL "DELFINO" CHE DOVEVA CONTINUARE NEL DISTRUGGERE LA CITTA' ORMAI RIDOTTA IN UNA BOLGIA INFERNALE E AGONIZZANTE. C'E' UNA DINASTIA CHE SCOMPARIRA' ALLE PROSSIME ELEZIONI INSIEME AI SUOI COLLEGHI DI PARTITO E AMICI CLANDESTINI. ORA SI SPERA!

Quindi un ragazzo senza arte ne parte..che ha vissuto vedendo i familiari ai posti di potere deve avere il privilegio? Mi faccia capire dr.ssa Brancato....per quanto possa essere bravo ragazzo...persona perbene....cosa sa di politica vera? Quindi è chiaro che non è altro il "prestanome" di famiglia.

Ci sono cognomi che dovrebbero essere cancellati dalla lista degli abitanti di Messina per aver disonorato la città e gli abitanti. Purtroppo non succede e si fanno avanti i rampolli di queste disonorate famiglie facendo credere di essere migliori dei loro padri e zii.Non siamo allocchi e dunque nessun voto per chi ci disonora.

mi spiace, non posso votare un ragazzotto che in un'aula di tribunale, dove si sta processando il padre, batte le mani ai giudici sbeffeggiandoli, c'è un limite a tutto e qui si è superato di molto.

Ottimo articolo leggero ed ironico brava Rosaria, ma quando dice che il potere ecc. ecc. è vero perchè noi poveri votanti non abbiamo nessun potere e dunque siamo logorati da questi pseudoplitici che della politica vera non frega un tubo. Cambiano casacca alla prima folata di vento che cambia direzione alla bandiera oppure come per incanto diventano sostenitori di una causa già persa facendo credere di essere in grado di cambiare il mondo.Questi scassapagniari ci hanno rotto i ziberdei e siamo logorati da loro. Ancora non si è capito che quando ci danno una scheda in mano e in pratica ci dicono che possiamo mandare a fan c...lo questi personaggi e cambiare la nostra vita, ci facciamo condizionare dal dare il voto all'amico dell'amico.

E perché i Genovese dovrebbero prendere 9.000 voti!? Con quale obiettivo, un così consistente numero di elettori, dovrebbe mettere la croce su quel nome!? Per cortesia, chiedo a qualcuno che voterà Genovese (ed è certo che tra i commentatori di TS ce ne sono parecchi) di spiegare in modo chiaro il motivo di tale voto. Sospetto che nessuno si farà avanti, però, chissà, magari convincete anche me.....
Ritratto di unmessinesequalunque

Il nocciolo della questione a mio avviso é che la politica siciliana ancor di più di quella Italiana, é corrotta. Nessuno o quasi soprattutto nelle regioni, si candida per il bene comune ma solo per soldi e potere. Per il figlio di genovese? Magari risulterà essere il migliore assessore in assoluto, ma é evidente che è candidato e prenderà voti solo per una questione di giochi di potere da parte della famiglia.

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