FuoridiMe
Progetto Terra - Foto di Luisa Visalli
Partire per conoscere, per aprirsi al mondo e poi tornare per regalare alla propria città una visione nuova e contribuire al suo rilancio.
Domenica, 19. Marzo 2017 - 14:37
Scritto da: Cosimo Galletti
Categoria: società


Inizia con l'articolo che segue la collaborazione con l'Associazione FuoridiMe, nella quale confluiscono molti giovani messinesi che studiano fuori dalla nostra città. E' un modo che il nostro giornale ha immaginato per valorizzare il contributo al dibattito cittadino di tanti ragazzi, che, seppur lontani, vogliamo che costituiscano ancora una risorsa, anche solo di pensiero, per il nostro futuro ma anche per il nostro presente.

Trasferirmi a Barcelona è stato qualcosa di totalmente inaspettato. Lo ricordo bene, fu un attimo. Perché non continui il tuo percorso di formazione a Barcelona, in Catalunya? - furono le prime parole di mio padre, a seguito di un confronto sul percorso post-laurea - Entrerai in contatto con un ambiente stimolante, che ti permetterá di avere una formazione a 360 gradi. Continuò a parlare per svariati minuti, durante i quali ebbi la sensazione che il tempo si fosse fermato. Mi raccontò la sua esperienza meravigliosa nella “ciudad condal” ed io, preso dai racconti della sua giovinezza, non riuscivo a interromperlo. Dentro di me, però, provavo emozioni fortemente contrastanti: da un lato il desiderio di cimentarmi in una nuova esperienza, dall’altro l’enorme paura di trovarmi spiazzato, fuori luogo, tagliato fuori dalla vita degli amici e dei cari; nonostante ció, poche settimane dopo, feci le valigie e partii.

Voglio essere sincero: fu tremendo, molte volte pensai di rifare le valigie e tornare indietro, a casa mia. La preoccupazione più grande era di non riuscire a colmare quel gap che c’era tra i miei compagni di master e me. Mi trovavo a fare i conti con una realtá totalmente differente, uscivo finalmente dalla “comfort zone” e l’unica cosa su cui potevo fare affidamento era la mia preparazione e la mia voglia di fare.

Con il passare dei mesi, le cose cambiavano e cominciavo ad apprezzare la ciutat. Sono rimasto molto impressionato dalle strutture universitarie. Tutto a misura di studente: agevolazioni economiche, collegamenti efficienti, qualità delle strutture e laboratori di pratica a cinque stelle. Un ambiente lavorativo e universitario serio, duro e stimolante. Poi ho trovato che la città fosse ideale per vivere: mare, montagna, divertimento, cultura, ambiente cosmopolita, tutto a portata di mano. Mi identifico nel Barri del Born, un quartiere tutto da scoprire che in qualche modo mi ricordava i paesaggi urbani della Sicilia: vicoletti caotici arricchiti da una popolazione giovane e multiculturale.

Il mio rapporto con Messina? Pura nostalgia. Amo Messina, la mia città, la città più bella del mondo. Un sentimento questo, maturato soprattutto da quando mi trovo ospite in un’altra nazione. Quando ci vivevo, tendevo a vedere solo i lati peggiori di Messina e dei Messinesi. È proprio vero: si comincia ad apprezzare una cosa solo quando la si perde. Mi tengo aggiornato sulle vicissitudini della mia città. Molto spesso mi capita di infuriarmi e non riuscire a capire perché una città con così tante potenzialità resti nella “palude”. Inspiegabile.

Che consigli mi sento di dare a un “possibile” FuoriSede come me? Di “lasciare” la propria città natale, viaggiare, conoscere nuove persone, fare nuove esperienze, entrare in contatto con nuove culture e nuovi modi di pensare. Conoscere come funziona il mondo, quali sono le dinamiche di una città nuova e, finalmente, tornare. Tornare per “donare” la propria esperienza e contribuire al rilancio della propria Città.

Cosimo Galletti

 

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COMMENTI

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La lentezza e la "freddezza" con la quale pubblicate i miei commenti, soprattutto quelli di risposta dovuti per "diritto di replica" mi mduce ad altrettanta "freddezza" nel consegnarvi i miei commenti. Sono tutt'ora in "parcheggio" i miei due commenti di risposta "dovuta" al giovane Galletti che mi ha chiamato in causa.

Messinese attenta puoi benissimo andare via se vuoi. Lascia ai giovani la libertà ed il sogno di realizzare il loro lavoro, il loro futuro a Messina, città che ha il mare più esclusivo forse al mondo, ed i monti con vista sul mare ( e che vista) più belli per clima e panorama mozzafiato. Lavorare a Messina significa vivere in un luogo unico, per territorio, per storia, per la cucina, i bar...le rosticcerie...e tanto altro. Un arancina o mezza con panna sullo Stretto non ha eguali al mondo, Come un giro in barca, una scampagnata a Musolino, etc. ect. Vivere a Messina è un privilegio...creiamo il lavoro e meglio di noi nessuno.

Si invita questo giovane brillante-emigrante( di lusso) a "confrontarsi" ed informarsi sulle potenzialità della sua città e del suo territorio. Cerca su google: a)Ponte sullo stretto di Messina -patrimonio di conoscenze da non perdere . Scienziati b)Lettera aperta a Napolitano Enzo Siviero. c) Libeskind Messina epicentro della cultura europea e del mondo. Dopodiché mi vorrà spiegare il paradosso tutto messinese di aver rinunciato al tesoro a portata di mano, "sotto i piedi" per inseguirlo invano e nostalgicamente ...all'estero. Chi di questi giovani, può dire di essere correttamente informato e..preparato su questa meraviglia messinese ,MASTERPLAN già pronto per la rinascita del territorio? Studino piuttosto,sui testi scientifici però.

Caro signor o signora Giuttari. Conosco pienamente le potenziali della mia città. Vorrei dirle, che, per ottenere, a livello professionale, ciò che volevo, son dovuto emigrare giocoforza. Non certo per voglia di lasciare la mia città e i miei affetti. Forse prima di sputare sentenze, bisognerebbe riflettere un attimo. Le auguro una buona serata

La"signora"Giuttari si rammarica di aver suscitato il risentimento del giovane Galletti.Uno dei tanti brillanti rampolli della borghesia messinese costretti ad "emigrare giocoforza". È proprio quel " giocoforza"che fa male perché nega la libertà ed obbliga alla lontananza della "città e dei miei affetti". Ha scambiato la mia provocazione per uno "sputacchiamento" di sentenza.Dov'è mai? Condanno piuttosto una città serva e felice di esserlo,che accetta l'esodo di massa, la desertificazione produttiva e demografica,la "rassegnazione felice" ed orgogliosadi mandare i propri figli per il mondo,rimuovendo da..struzzi però il fatto che realisticamente non torneranno mai più a lavorare, in una città sempre più marginale, povera.ed improduttiva

Ho invitato solo ad INFORMARSI( su google) sulle INCOMMENSURABILI potenzialità inespresse del ns. territorio.Ecco se il giovane ammirevole Cosimo, volesse affrontare questi temi, in un pubblico o mediatico dibattito,saremmo tutti felici... Sempre meglio della vuota retorica autoreferenziale di tanti giovani fuoridime che eludendo i problemi di fondo, si limitano nella sostanza a "lottare" per qualche riduzione sul prezzo del biglietto di a/r dell'aereo.

L'invito fatto dalla commentatrice a non tornare,spiega in parte i mali di Messina. Messina ha potenzialità enormi, ma l'invito a fuggire, l'apatia, il poco amore per la città sono un blocco per lo sviluppo. I giovani dovrebbero progettare qui il loro futuro, sviluppare idee sulle potenzialità del territorio e.. combattere per ottenere la realizzazione dei loro progetti. Faccio un esempio: Messina è al centro del Mediterraneo, eppure non ha un grande diporto. Il piccolo porticciolo del Nettuno ha solo piccole imbarcazioni. I ricchi svizzeri, tedeschi austriaci, belgi, ma anche milanesi, torinesi ect.. hanno barche di 30 e più metri. Diporto, rimessaggio, officine..ect una grande struttura con migliaia di posti lavoro..come a barcelona.

La mia è in Costa Azzurra!!

A parte la non opinione di un piccolo personaggio bigotto, capace di mostrare sprazzi di cultura solo con tragicomici copia incolla da Wikipedia (come si può vedere è riuscito persino a copiare un nick!!), ammiro la lucida opinione di questo giovane, talmente avanti da dimostrarsi un gigante in confronto allo sfigatello che ti incita, tronfio di becera ignoranza, a rimanere dove sei. Caro ragazzo, io ti dico torna! Torna nella tua terra, per renderla migliore e magari liberarla da quei nani da giardino che hanno smarrito la propria dignità tra la nebbia milanese.

Grazie per l'appoggio !

Tu che vivi a Catania lo inviti a tornare? Ah, ah, ah,ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah!!!!!!!!!!!!!!

Copione!!!!!!!!!!!!!!!!

Rimani dove sei!!!!!!!

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