futuro dei rifiuti
In una lunga relazione l'assessore Daniele Ialacqua ha spiegato ai consiglieri della I commissione Bilancio perché sarà importante votare la costituzione della nuova società che sostituirà Messinambiente e Ato3. Tra vantaggi e benefici elencati, non sono mancate le polemiche per l'assenza del dirigente Castronovo e molte domande rimaste inevase,
Lunedì, 9. Gennaio 2017 - 15:50
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: politica


Primi interrogativi, prime perplessità, primo dibattito in aula: la Messina Servizi Bene Comune oggi ha fatto il suo ingresso per la prima volta tra gli scranni dell’aula consiliare di Palazzo Zanca. Il futuro dei rifiuti, la creazione della nuova società che raccoglierà il testimone di Ato3 e Messinambiente, le scelte dell’amministrazione Accorinti, la strada tracciata da atti e provvedimenti che si susseguono ormai da due anni sono tornati al centro dell’attenzione perchè dopo il nulla di fatto con cui si è chiuso il 2016 adesso è tempo di agire. Ne è certo l’assessore Daniele Ialacqua che si è presentato ai consiglieri della I commissione Bilancio con una relazione che ha ripercorso tutte le tappe che hanno portato ad oggi, a cominciare dall’idea originaria della grande Multiservizi, passando poi per l’Amam acqua e rifiuti fino ad arrivare alla decisione di accantonare tutti i faraonici progetti iniziali per decidere di costituire una nuova società che però si occuperà solo di rifiuti e verde pubblico. Guai però a dire che si è trattato di un dietrofront dell’amministrazione: “Ci siamo trovati di fronte ad uno dei Revisori dei Conti e in un clima politico non favorevole. La scelta di optare su una nuova società che si occuperà solo di igiene ambientale è stato un atto di responsabilità per mettere in sicurezza il settore rifiuti e non buttare all’aria tutto il lavoro che era stato svolto fino a quel momento” ha precisato Ialacqua che è tornato a ribadire anche il perché della formula in house: “Stiamo attuando quanto previsto nel Piano Aro e la nostra non è una scelta isolata o controcorrente. In Italia il 60% delle società rifiuti sono in house e noi riteniamo che i servizi pubblici debbano rimanere in mano pubblica i servizi pubblici. L'importanza di una società in house per una città che ha vissuto l’esperienza della società mista è nei fatti: per anni abbiamo subito un mostro a tre teste composto da Comune, Ato e Messinambiente, uno scenario fatto di troppe ombre e poche luci, mentre oggi abbiamo la possibilità di portare tutto sotto un’unica gestione”.

Lo scenario resta sempre quello della Multiservizi ma ogni altro ragionamento sul futuro oggi sembra più che mai inutile: viste le prime frizioni e le scarse convinzioni da parte di chi materialmente questi atti dovrà votarli al momento già sarà un gran risultato se nel giro di sei mesi si riuscirà ad arrivare alla nascita di questa nuova società.

Le delibere su cui dovranno concentrarsi i consiglieri sono due, la prima prevede la costituzione della Messina Servizi Bene Comune, la seconda fissa invece l’affidamento del servizio rifiuti. Una procedura che secondo l’assessore dovrebbe chiudersi nel giro di sei mesi, visto che a giugno scade l’ennesimo affidamento ad un’ormai moribonda Messinambiente. Una mole enorme di carte da studiare da cui dipende il destino di un servizio che i cittadini pagano profumatamente e da cui dipende buona parte della vivibilità di una città. Perché i consiglieri dovrebbero avallare il percorso tracciato dall’amministrazione? E’ stato sempre Ialacqua a spiegarlo: “Avremo la possibilità di fare investimenti, ridurre i costi, dare un servizio degno”. Ma il contesto è tutt’altro che sereno: “I tempi sono sempre più stretti, c'è in atto la procedura di fallimento di Messinambiente che non sappiamo quali conseguenze potrebbe avere e sul fronte regionale c’è il rischio che l’Ente locale venga esautorato nella gestione dei rifiuti e a quel punto non avremmo più alcuna libertà”.

Una lunga relazione che però ha convinto pochissimo i consiglieri presenti in aula che hanno chiesto perché oltre agli assessori, c’era anche Eller, non ci fosse la parte tecnica, dunque i dirigenti competenti. Inevitabile riaprire così lo spinoso discorso su Natale Castronovo, il dirigente del Dipartimento Ambiente in ferie da prima di capodanno e adesso in malattia fino a fine mese. Un’assenza che si è notata tanto, soprattutto nei giorni in cui non si sapeva chi avrebbe firmato l’ordinanza per prorogare l’affidamento a Messinambiente dopo ol 31 dicembre e poi l’usufrutto dei mezzi per il porta a porta. Sono stati giorni di forti tensioni a Palazzo Zanca, Ialacqua non ha nascosto le sue perplessità di fronte a un tale atteggiamento da parte di un dirigente, a smorzare i otni il tentativo del segretario generale Antonio Le Donne che ha provato a gettare acqua sul fuoco allontanando ogni ipotesi di attriti e incomprensioni sugli atti da siglare. Nonostante però al Comune tutti sanno che invece gli scontri interni sono stati tanti.

Le risposte e il lungo discorso di Ialacqua hanno lasciato una scia di dubbi. La consigliera Antonella Russo ha provato a ottenere verità e chiarezza sul rischio di fallimento di Messinambiente chiedendo cosa stia facendo l’amministrazione e si sta davvero puntando ad una liquidazione coatta o ad un concordato preventivo, ipotesi che però entra in netto contrasto con la creazione di una nuova società. Domanda a cui però nessuno ha voluto rispondere. Un altro quesito della Russo è stato posto sulla famosa transazione tra Ato3 e Messinambiente, annunciata come ormai fatta almeno un anno e mezzo fa dall’assessore Guido Signorino e adesso finita sul tavolo del segretario Le Donne che ha deciso di prendere tempo per esaminare bene le carte. Un passaggio che in ogni caso bloccherebbe qualsiasi azione per opporsi al fallimento che il Tribunale potrebbe decidere di dichiarare in qualsiasi momento.

Il consigliere Franco Mondello ha chiesto chiarimenti sugli aspetti occupazionali, il collega Peppuccio Santalco ha messo tutti in guardia smontando gli entusiasmi dell’assessore e dicendo senza mezzi termini che questa nuova società nasce con i piedi di argilla e non sarà in grado di cambiare le cose nella gestione dei rifiuti: “Dovete convincere il consiglio della bontà economica di questa operazione” ha detto Santalco che però non ha intenzione di cambiare idea sul suo no deciso ad una società in house così come la sta immaginando l’amministrazione Accorinti.

Insomma, la strada si fa sempre più lunga. Da mesi diciamo che i tempi sono stretti ma nel frattempo si continua ad andare avanti così, senza fare passi in avanti. Il conto alla rovescia è iniziato.

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