GIUDIZIARIA
Il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari fa seguito all'interrogatorio del 5 gennaio e quanto dichiarato dallo stesso già in sede di interrogatorio di garanzia
Lunedì, 9. Gennaio 2017 - 16:17
Scritto da: Re. Jo.
Categoria: Jonio


Revocato il provvedimento cautelare dell’obbligo di firma a Domenico Finocchio, uno dei 65 indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’assenteismo al Comune di Furci Siculo. Si tratta di una misura scattata lo scorso 4 novembre per 17 dei 65 impiegati coinvolti nell’indagine condotta dagli uomini del Commissariato di Taormina. Una operazione complessa, finalizzata a far luce sui “furbetti del cartellino” in seguito ad una denuncia presentata dal sindaco, Sebastiano Foti. Il Giudice delle indagini preliminari, Monica Marino, in virtù della richiesta dell’interessato, letto il parere del pubblico ministero, ha concesso la revoca cui Finocchio era sottoposto nell’ambito del procedimento.

La decisione del Gip fa seguito alle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio lo scorso 5 gennaio che “se pur non appaiono del tutto dirimenti in ordine alla liceità delle condotte tenute, forniscono alcuni elementi a favore dell’indagato ed a riscontro di quanto dichiarato dallo stesso già in sede di interrogatorio di garanzia”. Il riferimento è al fatto che Finocchio era adibito anche a mansioni esterne e che immediatamente fuori dal palazzo comunale si trova un magazzino dove verosimilmente si recava per interloquire con gli operai cui dava le direttive per l’espletamento dei servizi esterni senza digitare il codice “per servizio” poiché rimaneva nel caso specifico sul posto di lavoro, in quanto il deposito fa parte del plesso comunale. Queste circostanze hanno fatto ritenere “cessate” le esigenze cautelari poste alla base dell’adozione. Finocchio è difeso dall’avvocato Carlo Autru Ryolo.

Già in precedenza la misura cautelare era stata revocata ad un altro dipendente, Giovanni Spinella. L’inchiesta esplose lo scorso 4 novembre con l’arrivo in municipio della Polizia per la notifica dei provvedimenti. Furci è finita alla ribalta delle cronache nazionali, anche per la proporzione dell’inchiesta che vede indagati 65 dipendenti su 85 in un Comune di appena 3mila e 600 anime. I cittadini hanno plaudito all’operazione e confidano nel lavoro della magistratura “che farà il suo corso – è il coro unanime – e vaglierà nei dettagli la situazione. Chi non ha nulla da temere – ribadiscono i furcesi – avrà modo di dimostrare la propria innocenza, ma chi ha sbagliato è giusto che paghi”.

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