cronaca

I momenti più intensi del rito funebre

''Dio mio, Dio mio, perche' mi hai abbandonato?'': il brano letto dal Vangelo di Marco. L’arcivescovo: “Il vostro silenzio miei cari fratelli defunti è il grido più eloquente”
Sabato, 10 ottobre, 2009 - 10:38
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Un Duomo stracolmo ha salutato la lettura dei nomi delle vittime: un applauso per ciascuno di loro e un applauso anche per coloro che sono ancora dispersi. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Alla bara bianca della piccola Ilaria, 5 anni è legato un palloncino bianco con il suo nome, così come in quella di Maria Letizia Scionti, i cui due bimbi, Francesco e Lorenzo, sono ancora dispersi nel fango di Giampilieri.-Eterna pace e vita senza fine per i defunti-. Così il Papa nel messaggio inviato. Il Pontefice ha anche voluto fare giungere ai familiari in lutto, ai feriti e a chi è sopravvissuto -l'espressione della più intensa vicinanza insieme all'auspicio di un comune e generoso impegno per superare difficoltà e sofferenze causate dal tragico evento, affidando quanti sono nel dolore alla materna intercessione della Vergine Santa-. Gesu' che spira sulla croce gridando ''Dio mio, Dio mio, perche' mi hai abbandonato?''. Questo il brano del Vangelo di Marco letto della cerimonia funebre per le vittime dell'alluvione di Messina.«Il vostro silenzio miei cari fratelli defunti è il grido più eloquente di ciò che tutti noi oggi osiamo sperare, chiedere e gridare ai responsabili della cosa pubblica: restituiteci la serenità, dateci la garanzia di un piano di sicurezza fatto di opere concrete e non di carte o di parole vuote o di circostanze, perchè simili tragedie non devono più accadere». Così nella sua ‘forte’ omelia monsignor Calogero La Piana.Segue la funzione accanto alle bare dei suoi due figli morti a Giampilieri, Raffaella Maugeri, mamma di Leo e Cristian, i due fratelli di 23 e 22 anni trovati abbracciati sotto alla macerie della loro casa, in via Puntale. Il più grande studiava infermieristica al Policlinico, mentre il fratello minore voleva fare il muratore. Le loro bare sono contrassegnate con i numeri 5 e 6. Nella tragedia è morto anche il nonno dei due ragazzi, Letterio Maugeri, di 68 anni.Due donne, sedute tra i banchi dei familiari delle vittime dell'alluvione, hanno accusato un malore durante i funerali e sono state trasportate fuori in barella. La Chiesa è stata gremita da tantissime persone, molte delle quali rimaste in piedi. Migliaia i messinesi arrivati da questa mattina nella piazza antistante la Cattedrale per assistere alla cerimonia funebre sul maxischermo sistemato dal Comune. Partecipazione composta e commossa.L'ultimo saluto e la benedizioni in rito ortodosso per Monica Balascuta, la badante romena di 48 anni che è morta durante l'alluvione del primo ottobre a Messina. La sua bara è ricoperta non dal tricolore ma dalla bandiera romena. Per lei una parente, durante il rito funebre, ha recitato un Padre nostro in romeno. Un lungo applauso ha segnato la fine del rito per la donna, che è morta mentre accudiva una donna di 71 anni, Concetta Cannistraci, anche lei deceduta.Lacrime miste ad applausi e commozione nel momento in cui la bara di Simone Neri viene portata fuori dalla Chiesa. Fortissime le emozioni anche quando Ilaria lascia il Duomo. Vola in aria il palloncino bianco: addio. Struggente il pianto di Antonio Lonia: la sua mano tocca la bara con la moglie Maria Letizia, il suo sguardo è rivolto ai palloncini sui quali sono scritti i nomi dei due figlioletti, Francesco e Lorenzo. L'applauso si ripete ogni volta che una bara viene sollevata, prima di essere portata fuori dalla Basilica. E' il saluto che Messina dà ai suoi fratelli scomparsi.E. Rigano foto Dino Sturiale

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