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Il Comune e la rotonda Zaera: quando la mano destra e la mano sinistra prendono strade diverse

Da una parte l’assessore Santalco sollecitava la delibera congiunta di III e IV quartiere per l’intitolazione a Bianca Di Stefano, dall’altra la giunta sceglieva di dedicarla a Boris Giuliano. I presidenti delle due circoscrizioni: «Arroganza politica, altre strade potevano essere intitolate, simbolo della lotta alla mafia»
Mercoledì, 21 luglio, 2010 - 15:52
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«E’ con rammarico che dobbiamo rilevare l’arroganza politica della giunta nei confronti della III e della IV Circoscrizione, nello specifico dell’assessore alla Toponomastica Santalco, sul metodo adottato per l’intitolazione della rotonda di Zaera». Sono duri, durissimi i presidenti dei due Quartieri, Giovanni De Salvo e Francesco Quero, dopo la decisione dell’esecutivo comunale di intitolare la rotatoria al poliziotto ucciso 31 anni fa dalla mafia, Boris Giuliano, piuttosto che a Bianca Di Stefano, una delle troppe vittime della strada “cadute” nella nostra città. «Deve essere assolutamente chiaro – specificano De Salvo e Quero - che nulla si ha da obiettare, anzi, sul merito: Boris Giuliano e un eroe nazionale simbolo della lotta alla mafia e di legalità. Il problema nasce sul sito individuato, la rotonda di Zaera, che è lo stesso che i consigli della III e della IV circoscrizione hanno proposto di intitolare alla memoria di Bianca di Stefano, vittima innocente caduta sul viale Europa, falciata dalla ruota di un Tir».«La proposta di intitolazione delle due circoscrizioni a Bianca della rotonda di Zaera – aggiungono - voleva rappresentare un simbolo della sofferenza per un territorio, una strada, ancora oggi percorsa da centinaia di automezzi pesanti, una servitù che deve finire. L’assessore Santalco aveva sposato la causa sollecitandoci gli atti deliberativi per avviare l’iter, una procedura accelerata perché la morte di Bianca non era avvenuta da più di 10 anni, quindi in deroga alla normativa vigente. La famiglia della ragazza, commossa, ha voluto ringraziare per la proposta i nostri consigli, ma subito dopo l’assessore Santalco ci rispondeva che non era possibile dare inizio alla procedura di intitolazione: ma allora perché sollecitarci l’atto impegnandosi ad inviarlo alla prefettura per l’opportuno parere? Comportamento alquanto singolare».«Ciò che vogliamo sottolineare – concludono De Salvo e Quero - è che l’Amministrazione ha il dovere di dare seguito alla volontà democratica dei Consigli Circoscrizionali, ancora di più quando sono due che insieme hanno formulato la medesima proposta. Non vorremmo che le “pressioni” di singoli cittadini o associazioni possano indirizzare così superficialmente le scelte di una città. Esistono numerose vie, piazze che a Messina non hanno un nome e potevano essere intitolate alla memoria di Boris Giuliano, rendendo giustizia ad entrambe le proposte». E invece questo è un tipico caso di mano destra che segue una strada diversa dalla mano sinistra. Il risultato: una brutta figura.

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