Interrogatori
Corica si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il difensore precisa: contestate soltanto 40 assenze in un anno e mezzo, nessun disservizio. Anche il sindacato Snami interviene: "ma mancata l'assistenza ai cittadini". Ha parlato invece Antonino Ferlito.
Venerdì, 17. Febbraio 2017 - 13:04
Scritto da: Alessandra Serio
Categoria: Jonio


E' durata meno di un paio d'ore la trasferta in carcere del giudice per le indagini preliminari Salvatore Mastroeni, stamane impegnato con gli interrogatori di garanzia dei due medici del 118 di Letojanni arrestati a inizio settimana con l'accusa di assenteismo. Al faccia a faccia col giudice soltanto il dottor Antonino Ferlito, ex sindaco di Santa Venerina, ha deciso di rispondere. Il camice bianco, assistito dall'avvocato Michele Ragonese, ha fornito i chiarimenti richiesti, offrendo la propria versione dei fatti.

Ha scelto di tacere, invece, il messinese Antonio Corica. Parla per lui il legale, l'avvocato Filippo Mangiapane, che spiega perché il suo assistito ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere: "Gli episodi contestati riguardano la simulazione della sua presenza al posto di lavoro, procurandosi un ingiusto profitto quantificato in 16.665 euro tramite la falsa sottoscrizione della sua presenza sul posto di lavoro. Giova sottolineare che non vi è altra contestazione. E che gli episodi, 40 in tutto, riguardano un anno e 9 mesi in tutto e che in questo periodo giammai è stato creato un disservizio del 118 nei confronti della collettività, in relazione a presunti ritardi e/o presunti danni alla salute dei cittadini. Il Gip contestualmente ha disposto il sequestro preventivo della somma totale del suo ingiusto profitto. Nessuna altra contestazione di addebiti ed episodi risulta agli atti del procedimento penale nei confronti del dottore Corica". Il difensore annuncia il ricorso al Tribunale del Riesame.

Le precisazioni dell'avvocato Mangiapane sono relative alle dichiarazioni rilasciate da un collega, trasferito dopo lo scontro interno creatosi tra i camici bianchi che effettuavano il servizio, e che ha parlato delle minacce subite dai due medici per aver criticato presunti ritardi nelle prestazioni. Secondo il collega, i due mecisi spesso erano occupati a fare altro, tanto che ha parlato del presidio trasformato in un'alcova o di prestazioni sanitarie diverse - come vaccini - che i medici effettuavano, anziché rispondere alle chiamate del 118.

Sull'argomento è intervenuto anche lo Snami di Messina, la sigla dei sanitari: "Esprimiamo massima fiducia nell'attività degli inquirenti. E' necessario puntualizzare che mai è venuta a mancare l'assistenza medica alla popolazione", precisa il responsabile provinciale Giorgio Giuffrè.

Alessandra Serio

 

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Sig. Lentopede, sarebbe opportuno specificare che a Letojanni non esiste un PTE (Punto Territoriale di Emergenza) bensì una Postazione, la differenza è sostanziale, mentre per il primo è previsto un ambulatorio medico per le visite, il secondo non lo prevede. Le visite mediche ambulatoriali notturne sono effettuate soltanto dalla Guardia Medica. Questa mia precisazione è stata fatta, per la corretta interpretazione dei fatti. Mi affianco al dott. Giuffré nell'affermare che l'assistenza sanita del 118 non è venuta a mancare. Colgo l'occasione per ringraziare la redazione di Tempostretto per la possibilità di espressione che offre ai suoi lettori.

Dottore Giuffre visto che lei dichiara che non e' mai mancata l'assistenza agli utenti mi spiega chi apriva la porta del PTE ai cittadini che si recavono nelle ore notturne per chiedere assistenza sanitaria quando l'ambulanza era impegnata sul territorio?

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