INTERVISTA

“Imparare ad essere uomini”, la lezione di Bianca Stancanelli

La giornalista e scrittrice messinese è stata ospite di un incontro al dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, organizzato dalla rappresentanza studentesca. «Dovunque c’è violenza, c’è disumanità; facciamo nostro il grido dell’attivista Arrigoni, “restiamo umani”».

Le parole chiave passione, violenza, arte, etica e libertà hanno scandito la manifestazione che si è svolta Giovedì 9 Maggio presso l’Auditorium del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (già Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli Studi di Messina. Ogni termine è stato richiamato attraverso performance musicali e letterarie (in scena parti della “Ciropedia” di Senofonte, Demostene, il V canto dell’Inferno, ma anche Pico della Mirandola, Einstein, Sciascia e Pavese), e attraverso la proiezione di spezzoni di film tra i quali “Vi presento Joe Black”, “La ricerca della felicità”, “Arancia Meccanica”, “Braveheart” e “Il grande dittatore”.  Protagonisti sul palcoscenico Paola Torre, Francesco Natoli, Roberta Baldanza, Natalia Micali, Nicola Buonomo, con l’accompagnamento musicale di Giuseppe Columbro e Lorena Maris (voce).  Prima dello spettacolo, l’intervento del prof. Giovanni Cupaiuolo, direttore del DiCam, che ha sottolineato l’assoluta autogestione da parte dei ragazzi in merito all’evento, mostrandosi soddisfatto per la eccellente prova che hanno dato di sé. Contenta la rappresentanza studentesca che ha organizzato l’evento e cioè Claudia Trimarchi, Pia D’Agostino, Federica Prisa (che ha anche recitato), Giulia Iapichino, Graziano Aloi, Marco De Benedictis e Danilo Siragusa. Al termine dell’esibizione, invece, ha preso la parola Bianca Stancanelli, inviata speciale di Panorama, che ha testimoniato quanto sia difficile «essere esseri umani», citando le numerosi stragi di mafia (come quella di Pizzolungo e di Capaci) e quella recente di Boston ed evidenziando come «i massacri intraspecifici non esistono nel mondo animale, ma sono propri solo dell’uomo». Tutti noi, secondo la giornalista, dovremmo fare nostra la formula con la quale l’attivista per i diritti umani, Vittorio Arrigoni, ucciso nel 2011 da estremisti palestinesi, chiudeva i suoi reportage da Gaza: “Restiamo umani”. Tempostretto.it ha posto qualche domanda a Bianca Stancanelli.

Oltre che nei massacri di mafia, dove si manifesta maggiormente, a suo avviso, la disumanità’?

Nell’esercizio di qualsiasi violenza di manifesta la disumanità. Quindi non solo le stragi di mafia, ma anche gli infanticidi o i femminicidi, o anche il modo in cui lasciamo che vivano i detenuti nelle carceri italiane (problema, questo, per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea di Giustizia).

Lei si è occupata recentemente della situazione in cui versano le comunità rom in Italia, che impressioni ne ha tratto?

Sì, anche loro sono costretti molte volte a vivere in condizioni disumane. Noi dei rom conosciamo solo quella parte più esposta e quella parte che non riesce a nascondere di essere rom. Il primo loro insediamento risale al medioevo, ma è pur vero che ci sono state successive ondate migratorie dalla Iugoslavia, man mano che questa si dissolveva o dalla Romania. La nostra società però non ha compreso il loro modello di immigrazione. Loro si spostano con le famiglie, e, spostandosi con le famiglie, occorreva pensare ad un altro tipo di integrazione.

È contenta di come il Comune di Messina sta trattando la comunità rom, cercando di eliminare i baraccamenti e affidare loro una casa?

Sì, quello è il primo passo. Non si può trattare una persona in modo disumano e poi chiedergli di avere un comportamento civile...

A proposito della sua città, Messina è in piena campagna elettorale per le amministrative, come l’ha trovata?

Ho visto molto fermento qui a Lettere e Filosofia e sono molto contenta; la città è sempre scalcagnatissima (sorride), mi auguro che questa sia l’occasione per cominciare a fare qualcosa di buono per Messina, perché sarebbe finalmente l’ora...

Restando all’attualità e parlando di qualcuno di cui lei si è occupata da vicino, il 25 maggio verrà beatificato Don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993. Cosa prova?

Sono molto contenta. Quando mi occupai di lui, scrivendo un libro (era il 2003), questo personaggio era ancora totalmente dimenticato ai più. È un esempio fantastico. Quello che mi piace pensare della sua vita è che lui non era un illuso che pensava di poter modificare il mondo, sapeva dei limiti che avrebbe incontrato la sua azione e, tuttavia, pensava che bisognasse impegnarsi fino a fondo, con tutta la passione necessaria, per cambiare le cose...

Un grande esempio di umanità....

Sì, assolutamente. Perché lui ascoltava, cosa che è diventata molto rara.

(CLAUDIO STAITI)

 

(foto di G. Quartarone)

 

Bianca Stancanelli è nata a Messina. Giornalista, ha esordito nel quotidiano «L'Ora» di Palermo, occupandosi soprattutto di mafia e politica. Dal 1987 vive a Roma, dove è inviato speciale per il settimanale «Panorama». Ha pubblicato, con l'editore Marsilio, oltre a due volumi di racconti Cruderie (1996) e Morte di un servo (2000),Quindici innocenti terroristi (2006) e La vergogna e la fortuna. Storie di rom. (2011). Con A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario ha vinto l'Aquila d'oro al Premio Estense 2003.

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