gazzi
L'ingresso in carcere
La nottata è stata tranquilla, poi stamattina il colloquio con Padre Salvatore Alessandrà, storico cappellano del carcere. Francantonio Genovese torna a Gazzi dopo 8 mesi, accompagnato da una macchina della Guardia di Finanza e sistemato nel reparto di media sicurezza.
Venerdì, 16. Gennaio 2015 - 13:15
Scritto da: Veronica Crocitti
Categoria: cronaca
Formazione Corsi d'oro, Francantonio Genovese rientra in carcere. IL VIDEO

Non all’interno del Centro Clinico, non all’interno di una cella della sezione più “moderna” del Carcere di Gazzi, bensì nel reparto Camerotti, quello più grande, al piano terra, in una delle 16 celle destinate ai detenuti di media sicurezza.
Ha trascorso così la sua seconda “prima notte” l’onorevole Francantonio Genovese, che ieri pomeriggio alle 16.39 ha varcato la soglia della Casa Circondariale di Gazzi “accompagnato” dalla Punto grigia della Guardia di Finanza.
L’ultima immagine prima di sparire oltre il cancello verde che divide per antonomasia la libertà dalla reclusione, era stata quella di un uomo dietro ad un finestrino, rasato, sguardo vacuo, che accennava un sorriso ed un saluto a fotografi e giornalisti.
Una volta all’interno, Genovese è stato sistemato come un normale detenuto nella sezione di media sicurezza del reparto Camerotti, poi la cena, la nottata, abbastanza tranquilla, e questa mattina il colloquio con Padre Salvatore Alessandrà, storico cappellano del carcere.
Un copione che potrebbe sembrare simile a quello dell’ultima volta, quando il deputato era rimasto nel Reparto Clinico, da solo, per 6 giorni prima che il Gip Giovanni De Marco accogliesse l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Nino Favazzo.
Eppure le differenze sono evidenti.
Lo scorso 15 maggio, dopo che la Camera dei Deputati aveva detto sì all’arresto, era stato lo stesso deputato a presentarsi dinnanzi alle porte di Gazzi, su un Suv scuro, sguardo fiero, accompagnato dal suo difensore. Stavolta, invece, è stata la Finanza a condurlo dalla sua villa di Ganzirri, dove si erano affollati parenti ed amici per gli ultimi saluti, fino al cancello verde della Casa Circondariale.
L’ultima volta, all’ex Sindaco di Messina era stato “riservato” un posto nel Centro Clinico. Questa volta, nella sezione di media sicurezza.
Il colloquio con Padre Alessandrà, invece, fa parte di quel pezzo di copione che si ripete anche a distanza di 8 mesi.
La scorsa volta, il deputato era rimasto a Gazzi per 6 giorni esatti per poi trascorrere i successivi mesi ai domiciliari, nella villa di Ganzirri. Qualche giorno fa il giudice aveva anche attenuato le esigenze cautelari concedendogli di poter comunicare ed incontrarsi con chiunque. Poi, due giorni fa, la sentenza della Cassazione: Genovese torni in carcere. Con ogni probabilità, vi rimarrà poco, in attesa poi dell’altra data importante, quella di fine febbraio, quando inizierà il processo che lo vede imputato, insieme ad altri, nella maxi inchiesta Corsi d’Oro Bis. (Veronica Crocitti)

COMMENTI

Accedi o registrati per inserire commenti.

node comment

Se trascorrere gli arresti domiciliari in un villa sul mare con ampio terreno privato verde è un modo per pagare un reato grave come quello contestatogli allora siamo davvero alla frutta. Se ne stia in carcere e non rompa, la gente come lui ha già rovinato la nostra città, la nostra regione e la nostra naziona.

Mi rivolgo a tutte le persone che in qualche modo difendono questo xxxxxxxxxxxxxx. Questa persona non ha bisogno della compassione o della commiserazione di nessuno tanto meno di chi scrive un articolo. Genovese ha xxxxxxxxxx destinati alla formazione regionale e la stava facendo franca candidandosi alle politiche nazionali approdando dritto dritto in Parlamento. Messinesi, svegliatevi dal vostro torpore, la città di Messina è una delle peggiori città d'Italia per qualità della vita a causa di xxxxxxxxxxx come Genovese. E' davvero vergognoso come tante persone scrivano in qualche modo o misura a suo favore. E' un xxxxxxxxxxx da cui bisogna mantenere le distanze.

Facile scrivere dietro una tastiera di computer o altro dispositivo, però prima di aprire l'idrante e sparare fango su una persona fossi in voi mi fare un bello esame di coscienza, perchè si parla di una persona non di un animale....

La custodia cautelare per le persone non motivamente pericolose per gli altri (assassini, stupratori, pedofili, recidivi) è UNA VERGOGNA ITALIANA, strapotere di poche persone che decidono (spesso sbagliando) della vita degli altri senza una condanna inappellabile. A chi si felicita auguro di passare la stessa trafila da innocente. Italiani svegliatevi da questa barbarie!

per CP, come mai per l'arresto precedente non hai parlato quando ha dormito per sei notti al centro clinico come persona "anormale"? finalmente è stato trattato come detenuto normale, pur dopo aver xxxxxxxxx il 70% dei messinesi...

Ma la finite di chiamare “onorevole” questo xxxxxxxxx!

Nonostante tutto, i molti che circondavano Francantonio lo rivestivano, per interessi, sempre, di un'aureola di santità. Questi sono i peggiori amici di Francantonio, questi, se ci sono responsabilità, sono corresponsabili. Io invece sostengo un'altra cosa. Un uomo quando è toccato dalla sofferenza deve riflettere ed iniziare "un percorso nel deserto" per capire. Non basta autoassolversi, richiamando a se le giustificazioni di aver perpetrato una sorta di carità sociale usando metodi comuni: sbagliato. Quando un uomo di potere si circonda di adulatori e pretoriani, ha sancito la sua fine. Mi auguro ed auguro a Francantonio che alla fine di questo cammino doloroso ne possa uscire un UOMO NUOVO.

Non ho capito il "normale". Perché doveva essere anormale? Perché è anormale lui o perché a Messina è normale che certuni vengano trattati in modo diverso dal normale? Mi piacerebbe che il redattore dell'articolo mi illuminasse in merito.

Finalmente viene trattato come un comune xxxxxxxxxx; è stato un xxxxxxxxxxxxx vederlo arrivare sorridente con un suv, la prima volta, come se fra lui (comune mortale MA onorevole) e gli altri comuni mortali, ma cittadini "normali" arrestati, vi fosse un divario in termini di trattamento e diritti. Agli occhi della legge siamo tutti uguali e TUTTI dobbiamo essere trattati allo stesso modo! All'atto della sentenza si capirà se l'arresto è stato giusto o ingiusto ma, intanto, è GIUSTO che venga trattato come tutti gli altri arrestati.

NON CI ILLUDIAMO CHE RIMANGA DENTRO .... E' TUTTA UNA MANOVRA CHE PORTERA' , ALLA FINE DELLE INDAGINI, AL PROSCIOGLIMENTO TOTALE ......!!!!

avete censurato termini italiani che esulano dagli insulti (me ne guarderei bene), me ne spiegate il motivo? :|

Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina - Editrice Tempo Stretto S.r.l., Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina
Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione. Danila La Torre vice coordinatrice di redazione.
info@tempostretto.it - tel 090.9018992 - fax 090.2509937
P.IVA 02916600832- - n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007