In poche righe
Poche righe, una piccola riflessione che, Natale Borgia, ha voluto condividere con noi tutti, riguardo il disastro ambientale che ha colpito la nostra città. Con le sue parole vuole invitare tutti ad avere ancora speranza perché, se la mano di pochi uomini distrugge ciò che amiamo, altrettante mani di uomini volenterosi si daranno da fare per ricostruire tutto.
Sabato, 15. Luglio 2017 - 7:41
Categoria: società


"Piangere sulle ceneri - è l’unica consolazione che ci resta- con il cordoglio che merita un caro congiunto. Ecco, è quello che dovremmo fare noi Messinesi, memori delle passeggiate sui nostri amati colli. Piangere sulle ceneri, affinché il ricordo non si diradi insieme al fumo che soffoca la città. Forse le lacrime dei pochi serviranno a riscuotere la coscienza dei molti. Forse le lacrime serviranno a bagnare il terreno per dare nuovo vigore alla città appassita. Forse abbiamo tutti bisogno di abbracciarci per ricominciare. Piangiamo e andiamo avanti. C’era una canzone che cominciava così: “All’ombra di un verde albero, ho visto fermarsi un Angelo…” Non c’e più ombra, non ci sono più alberi, gli Angeli avranno le ali bruciate, ma è necessario piantare semi di speranza, semi di verde, semi di lavoro, semi di civiltà. E’ frustrante e non serve a niente invocare vendetta e chiedere pene severissime per gli incendiari che non si prenderanno mai. Ciascuno faccia il proprio dovere, ognuno per la sua parte: strade pulite, aiuole ordinate, balconi fioriti. Non arrendersi, non scappare, non chiudere gli occhi. Non solo Sciroccu Piscistoccu e Malanova …. Roma è lontana, Palermo di più, le montagne del Tibet lontanissime. Non credo sia il caso di accendere un cero alla Madonna di “ ‘Ntinnammare”. Una processione laica, questa sì, che arrivi a Monte Ciccia, per gridare a tutti, con il vento alle spalle, che siamo ancora qui, che non ci fermeremo, non li lasceremo vincere, che torneremo a camminare sui nostri sentieri anneriti".

 

Natale Borgia

COMMENTI

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PARTE2 una zona unica già vincolata con leggi sino a 10 anni di inedificabilità e pascolo, (e qui ci vogliono i controlli) ed un UNICO INTERVENTO PER BACINO IMBRIFERO (ovvio ci sono piu' bacini imbriferi) Purtroppo serve una Sorta di sequestro dell'Area colpita da incendi e fare i lavori necessari, per l'occupazione di questo terreno nessuna somma a rimborso, perchè il lavoro da effettuare è già tanto oneroso.

PARTE1 la regione ha creato un fondo per interventi sino a 250 i privati, sino a 500 mila i soggetti pubblici, aldilà delle buone intenzioni, questi soldi saranno buttati, o meglio inceneriti dalla inutilità degli interventi che si proporranno sia i soggetti pubblici che i soggetti privati, NON si RENDONO CONTO che in questo frangente ognuno non si puo' coltivare il proprio orticello, innanzitutto a salvaguardare il probabile dissesto idrogeologico ed in contemporanea ripristinare le aree atte a rimboschire dove si puo' ed interventi tipo briglie per frenare l'acqua piovana che scenderà senza freni, graticciate e quant'altro, senza distinguere pubblico e privato,

CONCORDO CON NATALE BORGIA. PERO' MI PARE, SE NON SBAGLIO, E' UN DISPERATO CANTO DI MORTE DAVANTI AL MORIBONDO CHE E' MESSINA. E' TRAGICAMENTE VERA QUESTA ANALISI. MESSINA PUO' MORIRE, ANZI DEVE TRAGICAMENTE SCOMPARIRE PER ROMA, PALERMO E CATANIA. E' VERITA'.

MESSINA E' BUONA SOLO PER LE PAROLE, MA I FATTI CONCRETI SONO FATTI CONCRETI.

Deve essere assolutamente data l'autorizzazione, in deroga alla legge in vigore, al ripristino del patrimonio boschivo perduto, senza aspettare i 5 anni previsti. Io credo che si farebbero avanti migliaia di volontari e donatori. Il Comune si attivi e subito!!!

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