LE REAZIONI
Lunedì, 17. Luglio 2017 - 7:43
Categoria: nebrodi


Il caso Castell’Umberto “scuote” la politica. Di seguito le reazioni al vicenda che ha avuto una grande eco mediatica:

“Bene ha fatto il Prefetto Francesca Ferrandino a convocare i 45 sindaci del Messinese al centro del dibattito sull’accoglienza dei migranti già giovedì prossimo 20 luglio, per affrontare insieme la questione immigrazione. Una convocazione che mi aveva annunciato al telefono nel pomeriggio lei stessa dopo avermi aggiornato sulla situazione”. Lo dice il Sottosegretario alla Salute Davide Faraone “Quella dell’accoglienza è materia estremamente complessa e delicata che va affrontata con una forte collaborazione a tutti i livelli istituzionali. Deve esserci reciprocità fra istituzioni centrali e autonomie locali. Solo insieme possiamo dare risposte concrete al fenomeno dell’immigrazione ed alle preoccupazioni del territorio e dei suoi abitanti”.

"La protesta dei sindaci messinesi è comprensibile. Qui nessuno vuole mettere in discussione la necessità di soccorrere e salvare la vita a chi fugge da guerre e dai rischi che corre nel proprio Paese. Come nessuno mette in discussione la necessità dell'accoglienza. Quanto fatto dal governo italiano, da solo, in questi ultimi anni lo dimostra, un lavoro encomiabile. Ma se questo deve essere il pretesto per caricare i problemi epocali umanitari di una porzione rilevante dell'Africa sui soli italiani allora è giusto esprimere tutta la nostra contrarietà. Una situazione che sta generando serie difficoltà gestionali e logistici, con la conseguenza, come avvenuto a Castell'Umberto, di creare ad esempio attriti tra i vari livelli istituzionali. I sindaci hanno infatti l'obbligo di ascoltare la propria gente e preservare la pace sociale del proprio territorio. Se l'Ue ma soprattutto gli Stati membri non decidono di sostenere davvero il nostro Paese, l'Italia rischia di essere il big bang del sogno della comunità europea". È quanto dichiara il deputato Vincenzo Garofalo di Alternativa popolare.

 “Comprendiamo il sindaco di Castell’Umberto, Vincenzo Lionetto, e gli altri primi cittadini nebroidei, in un momento preoccupante per le comunità che rappresentano”. Lo afferma il coordinatore nazionale dei centristi per l’Europa, Gianpiero D’Alia. 

L'accoglienza è certo un valore irrinunciabile - osserva l’ex ministro - ma non si improvvisa: non servono né paura né compassione. Il problema è economico, politico e prima di tutto logistico, ma sicuramente non è irrisolvibile. È necessaria un'accoglienza intelligente che lungi dal disimpegno tenga conto delle effettive capacità ricettive dei territori”, conclude l’esponente centrista.

 

Non posso che esprimere la mia massima solidarietà al Sindaco di Castell’Umberto e a tutti i Sindaci del comprensorio dei Nebrodi che in queste ore si sono trovati, loro malgrado, a gestire la presenza improvvisa di migranti in numero ben maggiore rispetto a quanto stabilito dalla legge”. Così, Nino Beninati, coordinatore provinciale di Noi con Salvini, commenta la vicenda che sta interessando i Comuni di Sinagra e Castell’Umberto.

Partendo dal Ministero dell’Interno fino alle Prefetture locali, dovrebbero essere vagliate per prime le opzioni che incidano meno sui piccoli Comuni, anche perché l’immigrazione non è un fatto che possiamo più definire “improvviso”, ma ormai consueto, quindi è incomprensibile come  la collocazione di queste persone non venga predisposta per tempo nel rispetto sia della legge che delle esigenze dei cittadini”.

 

Il Senatore di Alternativa Popolare Bruno Mancuso, dopo le recenti questioni circa l’accoglienza degli immigrati, che hanno visto al centro delle cronache nazionali la comunità dei Nebrodi, ed in particolare il Comune di Castell’Umberto, manifesta la sua forte presa di posizione a sostegno dei sindaci. "Lo Stato con i suoi rappresentanti ha dunque il preciso dovere di coinvolgere i sindaci e le amministrazioni locali, che possono contribuire a fronteggiare l'emergenza - afferma Mancuso - . Sarebbe opportuno usare la dovuta prudenza nel giudicare l'operato dei sindaci nebroidei che si sono riuniti in coordinamento non per negare accoglienza ma per essere affiancati dal Prefetto di Messina per un’organizzazione migliore di modi, tempi, numeri, sedi e di quanto necessario per rendere sostenibile dalle comunità locali l'ospitalità che sono chiamati a prestare”.

 

 

Anche nella provincia di Messina come nel resto d'Italia i Sindaci vengono abbandonati dal Governo Nazionale e Regionale e devono gestire essenzialmente da soli il delicato tema dell'accoglienza. L'ANCI è l'unica Istituzione che è e resta a fianco delle Comunità locali. Il sottoscritto, pertanto, si unisce alla richiesta avanzata dall'On. Alemanno al Presidente ANCI affinchè sia convocata quanto prima una conferenza unificata "Stato - Regioni" per trovare soluzioni adeguate facendo uscire dall'isolamento e dall'abbandono decine di Sindaci italiani. A scrivere è il consigliere comunale Piero Adamo, in qualità di Consigliere Nazionale ANCI

 

 

Doveroso, in qualità di consiglieri comunali del Gruppo consiliare "Castell'Umberto Bene Comune" del Comune di Castell’Umberto, prendere posizione e dire la nostra in merito ai recenti fatti di cronaca che, nostro malgrado, hanno coinvolto il piccolo centro nebroideo.

Lungi  sia dal facile buonismo che dal voler tacciare di razzismo qualcuno, riteniamo che la situazione sia stata gestita malissimo da chi, invece, avrebbe dovuto tutelare tanto i cittadini umbertini quanto gli immigrati. Non volendo entrare nel merito delle dinamiche antecedenti i fatti né delle eventuali negligenze sia dell’Amministrazione Comunale che della Prefettura e per le quali ci adopereremo quanto prima, ci dissociamo, certamente, dalle modalità con cui è stata affrontata l’emergenza immigrati dal nostro Sindaco.

Non si stratta di politica spicciola né di cercare facili riflettori, ma di ridare dignità ad un Comune che, per il protagonismo di un Sindaco, è stato etichettato come razzista da tutta Italia!

Castell’Umberto è anche altro. Seppur vero che Castell’Umberto potrebbe essere più idoneo ad una “seconda accoglienza”, è inammissibile che in una situazione di mera emergenza, forse solo temporanea, si calpesti così la dignità umana.

La vicenda dei migranti minori, che ha fatto balzare agli onori della cronaca nazionale il territorio dei Nebrodi, a dir poco lascia perplessi.Da una lettura dei fatti, appare sempre con maggiore evidenza che si cavalca la tigre del dissenso, spesso generato da una scarsa conoscenza dei fatti e dei numeri, che può riguardare il cittadino comune e non chi, ad ogni livello, ricopre cariche istituzionali, che dovrebbe avere adeguata competenza. Serve a poco celarsi dietro il retorico “si all’accoglienza, ma…”. Il “ma…” serve semplicemente a nascondere il vero fine delle proteste, che sono razziste e mirano a cercare facile consenso e visibilità. Rivolgiamo un appello a coloro che hanno senso delle istituzioni e sensibilità anche umana, a seguire l’esempio del Sindaco di Milazzo, per dimostrare con i fatti che i nostri paesi non meritano di essere qualificati come razzisti, ma devono caratterizzarsi per ospitalità e umanità nei confronti degli ultimi, persone fatte di carne e ossa, che come noi soffrono il freddo, il caldo, la fame, la sete, il dolore esattamente come ogni altro cittadino del mondo. Così in un comunicato  il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese e i  referente d'ambito della Cisl Nebrodi Basilio Caruso.

 

"Noi siamo con i sindaci messinesi che protestano contro l'incapacità e l'arroganza del governo di fronte all'invasione di clandestini. Tutta la Lega-Noi con Salvini, rappresentata da Angelo Attaguile che questa mattina ha portato personalmente il proprio sostegno ai primi cittadini del posto riuniti in assemblea. Vorremmo sapere, invece, da che parte stanno il presidente nazionale Anci Antonio Decaro e il responsabile regionale Leoluca Orlando. Complici anche loro di questa invasione, stanno prendendo in giro gli stessi sindaci che dovrebbero salvaguardare. Premesso che il piano accoglienza del governo andrebbe stracciato e tutti i sindaci dovrebbero rivoltarsi, è evidente che il tetto di 2,5 migranti per ogni mille abitanti non viene mai rispettato. Senza dimenticare l'umiliazione e i soprusi che i primi cittadini sono costretti a subire ormai quotidianamente. A Decaro e a Orlando non resterebbe dunque che rassegnare le dimissioni. Al sindaco di Castell'Umberto Vincenzo Lionetto il nostro sostegno e la nostra solidarietà". Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini.

 

 

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