senza riscaldamenti
Migliaia di alunni anche piccolissimi di scuole materne, elementari, medie hanno trovato aule gelide e istituti senza riscaldamenti al rientro dalle vacanze. Genitori indignati e arrabbiati. Le cause sono diverse. Il III quartiere convoca Accorinti. Non va meglio negli istituti superiori.
Martedì, 10. Gennaio 2017 - 0:20
Scritto da: Francesca Stornante
Categoria: politica


Guanti, sciarpe, cappelli e giubbotti, per fare lezione in classe a Messina serve attrezzarsi. Altro che settimana bianca e vacanze in montagna, alunni e ragazzi che ieri sono tornati a scuola dopo la pausa natalizia hanno trovato un’amara sorpresa: quasi tutti gli istituti al freddo e al gelo. Le segnalazioni di genitori indignati ormai non si contano più e arrivano da ogni zona della città. Tutte unite da unico comune denominatore: ieri all’uscita da scuola hanno trovato i loro figli come ghiaccioli. Niente riscaldamenti dopo il grande freddo di questi giorni e temperature che obiettivamente sono molto al di sotto di quelle a cui siamo abituati. In decine di istituti togliere il giubbotto è impossibile, i disagi iniziano a diventare pesanti, i genitori non ci stanno a lasciare soprattutto i bambini piccoli in aule gelide, insegnanti e dirigenti scolastici non sanno come affrontare l’emergenza. In molti casi genitori e docenti si sono attrezzati con stufe elettriche e coperte, ma oggi in tanti non manderanno i propri figli a scuola perché ritengono inaccettabile che nel 2017 non si sappia affrontare un problema che non è certo nuovo e che proprio in questo periodo si poteva e doveva prevenire.

Dagli asili comunali alle scuole medie, l’elenco delle scuole lasciate al freddo è lunghissimo: Salvo D’Acquisto, Mazzini Gallo, Manzoni, Tommaseo, Gentiluomo, Catalfamo, Gaetano Martino, Principe di Piemonte, Enzo Drago, Trimarchi, Nino Ferrau, Albino Luciani, S.Filippo, La Pira 1, la materna di Bisconte, Evemero.

Le cause sono diverse, come ci ha spiegato il dirigente del Dipartimento Pubblica istruzione, Salvatore De Francesco: «In alcuni istituti non esistono gli impianti di riscaldamento, come alla Gentiluomo,a alla scuola materna di Bisconte, alla Mazzini Gallo. In altri plessi non è stata fatta la manutenzione delle caldaie, ma questo è un compito del Dipartimento Manutenzioni stabili comunali. Le scuole che hanno gli impianti funzionanti non hanno avuto problemi perché a tutte è stata garantita la necessaria fornitura di gas, tranne al plesso della Badiazza che ne aveva fatto richiesta solo pochi giorni fa ed è stato coperto ieri». Vi sono inoltre problemi con la società Italgas che sta tardando l’allaccio del contatore gas nelle scuole La Pira 1 e Albino Luciani prevedendo l’allaccio a meta febbraio.

La situazione resta drammatica per tutti i bambini che anche oggi saranno costretti ad affrontare tutte le ore scolastiche con il giubbotto, a fare i compiti con i guanti e tenere il cappellino di lana anche in ricreazione.

Per non parlare della Leopardi che attende la soluzione del Comune per la nuova sistemazione: 440 alunni da ieri sono costretti ad attività extra didattiche all'aperto perchè l'ex Corelli che deve ospitarli non è pronto e Accorinti attende una relazione per riaprire la sede della scuola a Minissale interdetta dal 22 novembre dall'Ispettorato del Lavoro.

Una dura presa di posizione arriva dal presidente del III quartiere Lino Cucè che definisce inaccettabile una così grave inadempienza: “Da mesi si conosce la situazione degli impianti ma non si è riusciti a risolvere malgrado quasi 20 giorni di vacanze natalizie che avrebbero permesso di intervenire per tempo. E’ inaccettabile ed indegno di una società civile lasciare i bambini al freddo” scrive Cucè che insieme ai colleghi ha convocato una seduta urgente con Sindaco, Assessore, dirigente al ramo e dirigenti scolastici per giovedì alle 9.30. “Vogliamo capire quali sono le soluzione che l’amministrazione vuole prendere per risolvere immediatamente perché ogni giorno che passa senza riscaldamenti è una sconfitta della nostra classe dirigente”.

Non va meglio in molti istituti superiori della città, come l’Archimede, il Nautico Caio Duilio, lo Jaci, il Maurolico, dove anche i ragazzi più grandi si sono ritrovati a far lezione ben equipaggiati per fronteggiare il freddo.

A dire la sua anche Chiara Sterrantino, coordinatrice cittadina di Scuola Politica che attacca il sindaco Accorinti e l’assessore alle manutenzioni Sebastiano Pino per non aver programmato nulla in questi giorni: “Ci chiediamo se al Comune abbiano una quadro aggiornato degli istituti e degli interventi da eseguire, oppure, come sempre, ci si debba affidare alle singole istanze, quando già il danno è fatto. Oltre le parole e le fogge egocentriche di Accorinti anche lo stato delle scuole cittadine dà conto di un'amministrazione che fa acqua sul terreno della qualità della vita: un'inefficienza pagata dagli operatori, dagli insegnanti, dai ragazzi e dai bambini. Siamo di fronte ad una doppia lesione di interessi: diritto all'istruzione e diritto alla salute. Nessuna coperta mediatica la può nascondere”.

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Il bello non è che il nostro (!) sindaco fa solo teatro di qua e di là ma che alcuni nostri concittadini stiano ancora a difenderlo...

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in tibet c'è il gelo e voi vi lamentate con 7° gradi di temperatura:Imparate dal tibetano che usa magliette a maniche corte anche con la neve.

SIG.RA STERRANTIO IN TIBET LA TEMPERATURA NON E' COME NEL MEDITERRANEO, QUINDI E' NORMALE CHE A MESSINA LA TEMPERATURA E' PARIFICATA AL TIBET.

visto che, improvvisamente ed inaspettatamente, è arrivato l'inverno (fenomeno raro ed insolito) si potrebbe consegnare un Kandhi ad ogni alunno così si riscalderanno e scopriranno un nuovo simbolismo compiendo un altro passo verso i Nuovi Stili di Vita

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