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Il Monte di Pietà ha ospitato la manifestazione promossa da MessinaSportiva che è stata una vera festa dello sport e degli sportivi messinesi. Durante la serata un momento speciale è stato dedicato a Domenico Restuccia, affetto da Sla ma sempre con la sciarpa giallorossa al collo
Venerdì, 19. Maggio 2017 - 11:43
Categoria: sport


Sfilata di società e personaggi che hanno brillato nell’ultima stagione per l’Oscar dello Sport organizzato da MessinaSportiva al Monte di Pietà di via XXIV Maggio. Una lunga serata di festa, il cui ricco programma è stato condizionato dal maltempo e perfino da un passeggero black-out. Tra i momenti più significativi vi è stata sicuramente la consegna di una maglia ufficiale dell’ACR Messina alla famiglia Restuccia e in particolare a Nuccio. Al padre, Domenico, è stata diagnosticata alla fine del 2009 una terribile malattia, la famigerata “Sla”, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che lo costringe ormai da anni a letto.

La foto di Domenico, con una sciarpa giallorossa al collo, era tra le centinaia giunte per il Contest fotografico “Scatta e Vinci”. La Redazione di MessinaSportiva ha preferito non pubblicarla al momento, sia per la necessità di ottenere un’eventuale liberatoria che per non rischiare di speculare su una situazione delicata. "Abbiamo proposto all’ACR di premiare comunque simbolicamente lo scatto con una sesta maglia ufficiale da assegnare fuori concorso. La società ha prontamente accolto la nostra proposta e il presidente Franco Proto, unitamente al sindaco Renato Accorinti, ha manifestato tutta la sua vicinanza alla famiglia Restuccia, nella simbolica consegna".

Domenico ha contratto purtroppo la forma più aggressiva di “Sla”, che ha inibito i movimenti prima degli arti inferiori e poi dei superiori. Soltanto il suo cervello è pienamente operativo e l’unico modo che ha di comunicare è quello di sfruttare la vista. “Il “Celeste” era il suo principale svago. Peppe Catalano era il suo calciatore preferito”, ricorda Nuccio. Ecco perché la maglia che gli è stata consegnata da Proto ed Accorinti era griffata con il numero dieci. “Molti amici non sono più passati a trovarlo – ricorda ancora il figlio di Domenico – perché non vogliono vederlo in queste condizioni. Ma al di là delle tante difficoltà, ha bisogno invece di vicinanza, come quella che ci avete dimostrato. Lui vive ancora delle emozioni e non a caso quando gli ho fatto per la prima volta il nome di Cristiano Lucarelli ha chiuso gli occhi”.

Proto ed Accorinti hanno preso l’impegno di passare a trovare Domenico nella sua casa. Il presidente del Messina ha peraltro vissuto il dramma della Sla sulla sua pelle, dal momento che il fratello, Silvio, al quale è intitolato lo stadio di Troina, è morto proprio in seguito a questa terribile malattia. Acr ed Amministrazione Comunale, accogliendo l’invito della Redazione di MessinaSportiva, onoreranno l’impegno di fargli visita nelle prossime settimane. Significativo, infine, il messaggio che lo stesso Domenico Restuccia ci ha fatto pervenire attraverso il figlio Nuccio: “Io lotto per la Sla ma anche per la mia città. Forza Messina”.

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