Sperone-Faro superiore
Non si sentono sicuri i cittadini di Sperone, Faro Superiore e Timpazzi, i quali cercano in tutti i modi di effettuare degli studi sulla qualità dell'aria nei pressi della centrale SNAM. Ma l'ARPA non da risposte e neanche i fondi TEFA possono essere utilizzati.
Martedì, 12. Settembre 2017 - 17:42
Categoria: spazio quartieri


Non sono poche le famiglie abitanti nelle zone di Faro Superiore, Timpazzi e Sperone che, nel corso del tempo, hanno sperimentato sulla loro pelle la comparsa di patologie e morti tumorali. Sebbene nessuno studio esistente abbia comprovato l'insorgenza di tali malattie nella popolazione con la presenza nella zona della centrale della Snam, la società che progetta, realizza e gestisce le infrastrutture per il trasporto del gas, i cittadini della zona da tempo cerano in tutti i modi di accertarsi della qualità dell'aria attraverso rilevazioni da parte di terzi.

 

L'ultima richiesta inoltrata all'ARPA (l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) dal consigliere della VI Circoscrizione, Massimo Costanzo, è rimasta senza risposta alcuna, ed anche la possibilità che si era profilata di utilizzare dei fondi denominati TEFA, per realizzare uno studio indipendente sulla qualità dell'aria, sembra svanire. I fondi TEFA sono ricavati dal tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali,  tributo istituito dal Legislatore a fronte dell'esercizio delle funzioni amministrative di interesse provinciale riguardanti l'organizzazione dello smaltimento dei rifiuti, il rilevamento, la disciplina ed il controllo degli scarichi e delle emissioni e la tutela, difesa e valorizzazione del suolo. Il TEFA, date le caratteristiche normative volute dal Legislatore, è un tributo incassato dai singoli Comuni contestualmente alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU/TASI), e poteva essere utilizzato per istituire l'indagine suddetta.

 

Purtroppo a causa dei problemi legati alla riscossione di tale tributo e al bilancio della Città Metropolitana, che di fatto non promette nulla di buono, la Direzione Ambiente della città Metropolitana ha risposto al consigliere Costanzo che l'utilizzo di questi fondi non sarebbe potuto essere messo a disposizione, in quanto il suo utilizzo viene programmato dal consiglio metropolitano tenendo conto delle priorità presenti nel territorio della città. Non solo, la Direzione Ambiente della Città Metropolitana ha anche rassicurato il consigliere Costanzo sull'inesistenza di studi epidemiologici certificati da autorità sanitarie sull'incidenza di malattie nella zona e che , ovviamente, la centrale Snam opera nel pieno rispetto della normativa, dotata di un certificato AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciato dal Ministero dell'Ambiente, ed effettuando anche periodici controlli sulle emissioni in atmosfera.

 

Ma queste rassicurazioni non bastano a tranquillizzare la popolazione di questi villaggi che, imperterrita, attende risposta dall'ARPA nella speranza di vederci chiaro una volta per tutte e toccare con mano i risultati sulla qualità dell'aria che ogni giorno respirano.

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