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Un mutuo per “tappare il buco” del torrente Trapani

Lo ha deciso ieri sera la giunta. Provvedimenti anche su risanamento, sociale, personale contrattista e regolamento di videosorveglianza. Via libera all’aggiornamento del catasto delle porzioni di territorio soggette a incendi
Venerdì, 6 novembre, 2009 - 15:27
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Si iniziano a tappare buchi. Nella città dei tanti torrenti, la voragine creatasi nell’inverno 2006 nella parte bassa del torrente Trapani sembrava essere stata dimenticata. Tre anni dopo, finalmente, a giunta Buzzanca, riunitasi ieri sera, ha autorizzato la devoluzione del mutuo per circa 1 milione e 400 mila euro che permetterà, secondo le indicazioni dell'assessore ai lavori pubblici, Gianfranco Scoglio, i necessari lavori di ripristino strutturale e riqualificazione del torrente Trapani, nel tratto tra via Garibaldi e via Boner. Ma i provvedimenti presi ieri sono diversi. Capitolo risanamento: deliberata la presa d'atto, proposta dall'assessore al risanamento Pippo Rao, dell'aggiornamento del prezziario del progetto esecutivo di parco urbano e recupero preesistenze architettoniche ex villa De Gregorio, area ex Case Volano, nell'ambito B risanamento Giostra, per un importo complessivo di 2 milioni 420 mila euro. Approvato poi lo schema di avviso per l'individuazione di partners privati per la compartecipazione alla realizzazione di progetti sperimentali per l'inclusione sociale di soggetti in condizione di svantaggio, e per soggetti adulti in esecuzione penale. Entrambi i progetti, proposti rispettivamente dall'assessore alle politiche del lavoro, Carmelo Capone, e dall'assessore alle politiche sociali, Pinella Aliberti, fanno seguito al bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale regionale n. 49 del 23 ottobre 2009, per promuovere la realizzazione di un piano di intervento finalizzato a migliorare i livelli di inclusione sociale delle categorie svantaggiate della popolazione, in coerenza con il Programma operativo regionale F.S.E. Convergenza 2007/2013. L'esecutivo comunale ha poi approvato l'estensione oraria contrattuale di 178 unità del personale contrattista della L. R. 21/2003, che da oggi 6 novembre sino al 31 dicembre, dalle attuali 18 ore passeranno alle 24 settimanali. La giunta ha poi approvato le modifiche al piano di gestione per l'esercizio finanziario 2003 per quanto attiene l'impegno finanziario per gli asili nido comunali, le cui risorse economiche devono essere assegnate nel PEG del Dipartimento Pubblica Istruzione ed i duecentomila euro stornati per l'emergenza alluvione, come emendato dal Consiglio comunale. Approvata anche la proposta di regolamento di video sorveglianza, predisposta dall'assessore all'e-government, Carmelo Santalco, per gli apparati gestiti dalla Polizia municipale nel territorio comunale, relativamente alla privacy connessa al monitoraggio dei flussi di traffico, la prevenzione di fatti criminosi e la tutela degli immobili comunali da atti di vandalismo o danneggiamento. La giunta ha infine proceduto all'aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco ai sensi dell'art. 10 comma 2 della l.353/2000 e S.M.E.I. -legge quadro in materia di incendi boschivi- e L.R. 16/1996 -riordino della legislazione in materia forestale e di tutela della vegetazione e S.M.E.I., secondo la delibera definita dall'assessore Giuseppe Corvaja. Secondo l'articolo 10 delle legge 353 i vincoli per le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco, prevedono infatti che non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell'ambiente. È inoltre vietata per dieci anni, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l´incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono anche vietate per cinque anni, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell'ambiente, per le aree naturali protette statali, dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boschive percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia. (foto Sturiale)

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