Vittorio Emanuele
foto di Giovanni Isolino
"Il Vittorio Emanuele non ha mai avuto una sua identità, ha assunto di volta in volta quella dei direttori artistici. Voglio che il nome del Teatro giri per il Paese con una Compagnia Teatrale Stabile come nelle altre realtà". Si chiamerà Celeste Compagnia e sarà dedicata all'attrice messinese Celeste Brancato
Venerdì, 19. Maggio 2017 - 15:18
Categoria: teatro


Un teatro deve avere una sua identità. Finora il Vittorio Emanuele ha assunto di volta in volta l’identità dei direttori artistici che venivano designati e portavano le loro produzioni. Io voglio fare il percorso inverso, lasciare al Teatro qualcosa che resti, un’identità che porterà il nome del Vittorio Emanuele in Italia e non quello di un singolo direttore. Il primo passo sarà quindi l’istituzione di una Compagnia teatrale stabile, così come ce l’hanno il Bellini ed il Massimo e tutti i grandi teatri”.

E’ la prima conferenza stampa dal giorno dell’insediamento per Simona Celi, primo direttore artistico donna dell’Ente, non nasconde l’emozione ma già si vede la chiarezza di un percorso che guarda a quella parte del Teatro che va oltre le persone, oltre i ruoli e le poltrone.

La sua prima decisione infatti è stata quella di piantare un seme, che crescendo porterà il nome del Vittorio Emanuele su altri palcoscenici e nel contempo darà occupazione ai messinesi. Il termine identità Simona Celi lo ha associato al Teatro Vittorio Emanuele e non alla sua persona, al suo ruolo, o alla singola stagione.

Dal 1985 l’Ente non ha mai avuto una Compagnia Stabile e doveva arrivare una donna in un ruolo di vertice per ricordarlo e per rimediare alla falla.

Sto cercando di dare un’identità a questo teatro- ha detto in conferenza stampa- Sono un imprenditore, produco spettacoli, conosco bene il mercato e le sue regole. So cosa serve ad un’azienda culturale. Il Vittorio Emanuele deve avere una compagnia stabile e fare produzioni proprie. Finora si è prestato alle direzioni artistiche che hanno in un certo senso preso l’identità portando in scena le loro produzioni. Ma il nome del Vittorio Emanuele, così come gli artisti che questo Teatro devono rappresentare, non ha mai varcato il confine di Messina. Non c’è una compagnia stabile, a differenza di realtà come Catania o Palermo”.

Simona Celi vuol fare il percorso inverso rispetto a quanti, approdati alla direzione artistica dell’Ente hanno fatto il contrario. Da registi o produttori portavano i singoli spettacoli (quelli con il proprio nome) al Vittorio Emanuele. L’idea è esattamente opposta, quella cioè di creare arte qui, formare artisti qui, e poi portare il nome e l’identità della Messina che sa scommettersi in tutte le altre piazze. Un progetto ambizioso ed al contempo semplice nella sua normalità.

“Con i miei spettacoli spesso vado in tourneè e manco sei mesi- ha continuato- Qui finora è accaduto che gli spettacoli sono stati messi in scena un paio di giorni e poi sono morti, non avevano radici”.

La Compagnia teatrale sarà di tipo modulare, in grado cioè di fare produzioni, lavorare con le scuole, nel territorio  ma anche in grado di esportare queste produzioni stesse.

C’è poi un altro aspetto, l’intercettazione delle risorse attraverso un’azione che va dalla presentazione dei progetti, anche a carattere internazionale all’avvio di produzioni che portino risorse. Ad affiancare, sempre a titolo gratuito come la Celi (e Pappalardo per la musica), quest’azione d’intercettazione, sarà un altro artista messinese, Luca Fiorino.

“Vogliamo diventare un teatro di produzione, che abbia identità, crei lavoro, porti risorse. La Compagnia stabile di Catania riesce ad avere un milione e 200 mila euro, ed una cifra analoga riguarda Palermo. Sono abituata a cercare fonti di finanziamento e se devo dare un mano con un macchinario da spostare piuttosto che altro lo faccio. Se ho presentato la domanda al bando a titolo gratuito, ed ho accettato, è stato perché il mio lavoro possa servire per il futuro dell’Ente, non per il mio. Voglio lasciare qualcosa, per questo il primo passo è la creazione di una Compagnia stabile, che dedicheremo all’attrice Celeste Brancato che del teatro ha fatto la sua vita. Lei, come migliaia di messinesi, ha dovuto lasciare la città per esprimersi altrove. Non deve più accadere ai giovani di non poter trovare opportunità qui. E’ proprio questo il senso della dedica, attraverso la Celeste Compagnia lei continuerà a vivere e fare teatro. Allo stesso tempo Messina potrà esprimere e portare in giro per il Paese le proprie produzioni ed i propri talenti”.

Oggi l’annuncio della nascita della Celeste Compagnia, nelle prossime settimane si procederà con la concretizzazione del progetto e l’avvio di un percorso che darà al Vittorio Emanuele, attraverso i singoli componenti e le produzioni, quell’anima, quell’identità, che finora non ha avuto. Il nome del Vittorio parlerà attraverso i volti, le voci e gli spettacoli, dei nostri artisti. E camminerà oltre le singole persone che di volta in volta ricopriranno i ruoli di direzione.

Ed in fondo è sempre dalle radici che si costruiscono le grandi opere. Piantando i semi.

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Mi auguro che questo progetto di Simona Celi faccia divenire il Teatro Vittorio Emanuele l'orgoglio di Messina e dei messinesi, che contribuisca a far crescere la "messinesità" di noi cittadini e per inorgoglirci di ciò. Noi tanto spesso pronti a denigrare ed a far nulla per migliorare il nostro senso di appartenenza a Messina, la nostra città.

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