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Dopo la lettera del presidente del Consorzio Autostrade, Rosario Faraci, il sindacato Sinalp interveniente sull'ipotesi di fusione del Cas con l'Anas e spiega tutti i motivi del no.
Lunedì, 17. Luglio 2017 - 11:13
Categoria: politica


L’ipotesi di fusione del Cas con l’Anas finisce sotto la lente d’ingrandimento del sindacato Sinalp Sicilia, dopo la lettera del presidente del Cas Rosario Faraci. Il sindacato definisce “assurdo” il tentativo del Governo Regionale di “regalare” il Consorzio Autostrade all’Anas e dare vita ad una nuova entità gestionale delle autostrade siciliane che avrebbe come fine principale l’instaurazione di pedaggi su tutta la rete siciliana.

«Invitiamo il Governo ed i Deputati del Parlamento Siciliano ad avere un moto di orgoglio e non approvare questa “regalia” ma a potenziare il nostro ente autostrade dotandolo di tutte quelle prerogative che il Presidente del Cas Faraci chiede senza necessariamente regalare il Consorzio all’ANAS. Faraci chiede maggiori poteri, maggiore autonomia e la trasformazione del CAS in Spa. In linea di principio possiamo anche essere d’accordo con lui, ma sia ben chiaro che l’aumento dei poteri nelle mani di un piccolo gruppo di uomini, membri della dirigenza CAS, non si trasformi in gestione “privatistica” della società ma deve emergere l’enorme responsabilità giuridica e politica che assumeranno ed invitiamo la politica e la Magistratura a tenere sempre alta l’attenzione sulla sua operatività. Ci auguriamo che la trasformazione del CAS non diventi l’ennesima bufala, l’ennesima truffa verso i Siciliani che si vedrebbero per l’ennesima volta depauperati dei loro diritti di cittadini».

Il Sinalp già nello scorso mese di aprile aveva denunciato la volontà di cessione del CAS a danno dei cittadini Siciliani: «Pensavamo che il Governo Crocetta rinunciasse a questa regalia a favore dell’ANAS, ma a quanto pare ci sbagliavamo. Questa cessione non risolve assolutamente la situazione deleteria e di abbandono in cui versano le nostre autostrade. Cosa nasconde realmente questa pervicace volontà? Il subentro dell’ANAS non risolve certamente il problema di manutenzione, messa in sicurezza e miglioramento della viabilità Siciliana. Ricordiamo a chi ha, probabilmente volutamente, dimenticato che il ponte caduto sulla PA/CT si trovava su un’autostrada dell’ANAS. Già soltanto questo evento certifica che, in fatto di mancata manutenzione e prevenzione, l’ANAS non è “seconda” a nessuno e men che mai al CAS» scrive il segretario Andrea Monteleone.

Per il sindacato, la volontà di creare un nuovo soggetto “aggiudicatore e concessionario” (come recita la Delibera di Giunta n. 281 del 04/08/2016, la nota dell’Assessore Pistorio  prot. 6857 del 14/12/2016, e la Deliberazione della Giunta n.23 del 18/01/2017)  di tutte le tratte autostradali siciliane significa, in soldoni, la nascita di nuovi pedaggi da imporre ai Siciliani ed alla fragile economia dell’isola. Non si crea sviluppo economico e crescita sociale aumentando le tasse ed i costi dei siciliani.

«Chiediamo di rilanciare gli investimenti nella viabilità della nostra isola creando vera crescita occupazionale ed impulso agli investimenti. Se il CAS oggi è un ente in crisi con perdite di bilancio notevoli che intervenga la Magistratura affinché, chi ha causato questo disastro, venga individuato e condannato, salvaguardando i lavoratori incolpevoli di questo sperpero di denaro pubblico.  Il progetto di fusione di CAS e ANAS, con molta probabilità, innescherà un riordino e una rimodulazione dei livelli occupazionali con conseguenze disastrose per i lavoratori. Non ci fidiamo di rassicurazioni più o meno impegnative che in questi giorni abbiamo ricevuto da alcuni esponenti politici e quindi invitiamo tutti i cittadini, i lavoratori del CAS ed i nostri parlamentari, che hanno veramente a cuore il bene della nostra terra, di difendere le nostre infrastrutture e di lottare per il loro continuo miglioramento».   

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