Il Pdci si schiera con la Lo Presti e lamenta scarsa considerazione da parte di Accorinti

Le dichiarazioni al vetriolo della consigliera di “Cambiamo Messina dal basso” Nina Lo Presti , rese a Tempostretto.it (vedi correlato), hanno scatenato un vero e proprio putiferio all’interno Movimento, sia fuori che dentro Palazzo Zanca. L’accusa che dietro il sindaco Renato Accorinti ci sia « una regia tecnica, politica e sindacale» è stata percepita come un attacco politico frontale , poco gradito sia ad Accorinti che agli uomini a lui più vicini, primo tra tutti il vice-sindaco Guido Signorino.

L’eco di quelle parole ha continuato a riecheggiare nei corridoi del Comune per tutta la mattinata, sino a trovare sostegno ufficiale da parte della Sezione “Antonio Gramsci” e della “Cellula Dipendenti Comunali” del Partito dei Comunisti Italiani città di Messina , sin dalla prima ora a fianco della lista “Cambiamo Messina dal Basso” con Accorinti Sindaco.

Attraverso una nota firmata da Pietro Giunta (responsabile “Cellula Pdci Dipendenti Comunali”) Francesco Napoli ( segretario cittadino Sez. “A. Gramsci” Pdci) e Antonio Bertuccelli ( segretario provinciale Pdci Messina) il Pdci «fa proprie le dichiarazioni di Nina Lo Presti» e paventa «un'ipotizzabile, preannunciata e pensabile disgregazione».

A fare arrabbiare il partito dei comunisti è soprattutto la scarsa considerazione dimostrata dal sindaco nei loro confronti rispetto a quella avuta per il Movimento cinque stelle e per Sinistra Ecologia e Libertà : «Il Pdci che, nell’arco di circa un mese, ha prodotto ben due ufficiali istanze di incontro con il Sindaco Renato Accorinti – si legge testualmente nella nota – rimane ancora in attesa di risposta. Negligenza da parte dell’Ufficio di Gabinetto oppure gli stessi ragionamenti che valgono per le altre forze politiche, vedi grillini e Sel, vengono meno quando si tratta di questo Partito?»

Tuttavia, il Pdci non ha ancora perso tutte le speranze e lancia un appello ad Accorinti, chiedendogli «di realizzare il sogno, che durava da troppo tempo, quello di guardare questa Città martoriata e pensare ad una città normale a misura d’uomo per poter ancora dire: Renato uno di noi!».

Per il momento, sembra prevalere la delusione dei comunisti italiani, che probabilmente si aspettavano qualcosa in più da questa amministrazione. (DLT)