Politica

Allergia del sindaco al dissenso: “sciopera” il Consiglio comunale

L’allergia del sindaco al dissenso, che lo porta ad utilizzare i post su facebook per attaccare gli avversari, ha portato al primo vero strappo con il Consiglio comunale, complice anche la campagna elettorale per le Europee.

Dopo una serie di battibecchi avvenuti in mattinata e nei giorni precedenti, collegati ai rapporti tra Aula e amministrazione, ieri i consiglieri hanno dato vita ad uno “sciopero” lasciando la seduta per 15 minuti. La giornata era stata scandita da uno scambio di dichiarazioni tra il presidente del Consiglio comunale Claudio Cardile (già preso di mira nei giorni scorsi dal sindaco per aver preso le difese dei colleghi Gennaro e Rizzo) ed il primo cittadino.

Tema del contendere la convocazione della riunione tra De Luca ed i capigruppo non avvenuta secondo i termini previsti. Da qui il nuovo attacco del sindaco, sempre su facebook, nei confronti di Cardile.

Questa volta però, visto che nel frattempo, dai biscotti di San Fratello in poi passando per l’ordinanza di divieto di sosta per la campagna elettorale di Musolino, la tensione è arrivata alle stelle, i consiglieri hanno fatto uno “sciopero dell’Aula”.

La decisione è stata annunciata da Massimo Rizzo che ha lasciato l’Aula seguita dai colleghi di LiberaMe e poi da tutti gli altri. Lo “sciopero” è durato 15 minuti. In Aula sono rimasti in 5 (Serra, Crifò, Zante, D’Angelo e Vaccarino).

I lavori sono stati aggiornati ad oggi. Il confronto tra il consiglio e l’amministrazione in un Comune ci può stare ed essere anche aspro, ma i toni non devono mai trascendere.

Proprio ieri Giuppi Siracusano, presidente dell’Assemblea provinciale del Pd ha trasmesso una nota: “Credo che emerga chiaramente l’assoluta inadeguatezza di Cateno De Luca ad amministrare una città come Messina. Questo grava il Pd di un’enorme responsabilità nei confronti di tutti i cittadini: liberarci da una guida pericolosa ed incredibilmente dannosa. A partire da oggi l’opposizione dovrà essere senza quartiere, soprattutto in Consiglio comunale. Non potranno esserci zone grigie e comportamenti equivoci. Un giorno, neanche troppo lontano, saremo chiamati a renderne conto”.