Taormina. Mario D’Agostino ritira la sua candidatura a sindaco

Abbiamo scelto un uomo che ha grandi capacità amministrative, ma soprattutto un taorminese che conosce il territorio e ama la sua città”. Gianpiero D’Alia aveva presentato con queste parole la candidatura a sindaco di Mario D’Agostino nel febbraio scorso. A due mesi da allora e a due mesi dal voto, D’Agostino fa un passo indietro e non si candida più. A Taormina il dietro le quinte delle elezioni si popola di un altro rinunciatario. Dopo Mario Bolognari – che circa un mese fa annunciò il ritiro della sua candidatura a sindaco – adesso segue anche il candidato Udc. L’ex assessore provinciale ringrazia e se ne va. I più quotati escono di scena e le motivazioni del ritiro sembrano essere per tutti le stesse. Certo, nel palcoscenico degli aspiranti sindaci, gli altri candidati non soffriranno di solitudine, visto che per ogni nome depennato dalla lista dei papabili se ne aggiunge un altro. Cosa sta succedendo a Taormina? Il clima elettorale è bollente e sembra esserci poco spazio per le alleanze. Tutti, insomma, vogliono fare il sindaco. La sfilza di nomi è lunga: Pinuccio Composto, Eligio Giardina, Cesare Restuccia, Antonino Arcidiacono, Pina Raneri, Carlo Turchetti, Jonathan Sferra. Tra nomi presunti e reali, candidature incerte e altre ufficializzate, la perla dello jonio sembra un elastico che ognuno cerca di tirare dalla propria parte. Bolognari alla fine ha mollato, il professore se ne è andato parlando di mancanza di serietà e di ambiguità. D’Agostino lo ha seguito sulla stessa scia. Entrambi, sembra non abbiano sostenuto un clima elettorale evidentemente fatto di troppi “inciuci”. Troppi anche per uno abituato all’ambiente politico che, si sa, richiede una battaglia estenuante tra vizi e virtù. Ma forse, semplicemente, il politico stavolta si è fatto da parte e ha lasciato spazio all’uomo e al taorminese. E la rinuncia a fare il sindaco è la rinuncia dell’uomo che non vuole rendersi complice del dissesto di Taormina che in questo momento non ha un progetto da cui ripartire e che assiste, inerme, alle tragedie del quotidiano. Quelli che rimangono vinceranno le elezioni, qualcuno le vincerà. Quel qualcuno poi si affaccerà da Palazzo dei Giurati e vedrà una Taormina che sta implorando di rinascere. Vincere queste elezioni non sarà semplice, ma vincere il dissesto sarà molto più difficile e il fatto di sedere su una poltrona non servirà a rendere più morbido il panorama.

Giusy Briguglio