Ambiente

“Anthemis messanensis”, la specie endemica di camomilla che cresce solo a Dinnamare

La camomilla, pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee, è da sempre simbolo di relax e benessere. E lo è ancora di più oggi, quando questo prezioso bocciolo è entrato di diritto nella nostra vita quotidiana. La camomilla, ricca di vitamine del gruppo A e B, di flavonoidi e sali minerali, ma anche di sodio, calcio, potassio, rame, zinco, fluoro e manganese, è considerata una vera e propria pianta medicinale.

Le sue prime applicazioni risalgono agli antichi egizi, che la usavano per dolori agli arti e per nevralgie; le attribuivano anche proprietà febbrifughe e da alcuni era, addirittura, considerata la panacea di tutti i mali. Nel Medioevo, invece, la camomilla era prevalentemente utilizzata per sconfiggere la stanchezza. Si narra che anche Alessandro Magno la utilizzasse le sue proprietà, e fu proprio lui ad introdurla in Occidente.

Esemplare di camomilla di Messina sulle rupi di Dinnamare. Fonte https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=509005 .

La famosa camomilla di Messina

Non tutti sanno che in Sicilia, in modo particolare sui nostri Peloritani, crescono delle specie endemiche di questa pianta. In particolare, i monti attorno Messina sono conosciuti dai botanici per la nota “Anthemis messanensis”, conosciute anche come la camomilla di Messina.

Questa specie prende il suo nome dalle rupi dove cresce. Difatti, essendo una specie endemica, l’ Anthemis messanensis cresce esclusivamente sulle rupi e gli spuntoni di roccie che caratterizzano la zona di Dinnamare, uno dei massimi rilievi nei dintorni di Messina.

Probabilmente la camomilla di Messina, sulle alture di Dinnamare, ha trovato le condizioni microclimatiche ideali per crescere e proliferare, in ambiente rupestre e semi-rupestre. In passato molti messinesi si recavano a Dinnamare per raccogliere i fiori, in primavera, durante il periodo di fioritura. Nel 2021 la zona di Dinnamare è stata oggetto di un importante progetto di piantumazione di 700 “Anthemis messanensis”, con l’intento di salvaguardare la specie.