Politica

Atm: Messinaccomuna, Uil e Cgil dicono no alla liquidazione

 E’ di nuovo scontro sull’Atm. L’ex amministrazione Accorinti torna a difendere la vecchia gestione e Uil e Cgil chiedono la revoca della delibera di liquidazione. I revisori dei conti dell’Atm hanno alzato bandiera rossa sul bilancio 2018.

Filt Cgil e Uil Trasporti attraverso una nota dei segretari Carmelo Garufi e Michele Barresi chiedono ancora una volta che si faccia chiarezza sui conti ricordando di aver più volte contestato nei mesi scorsi la posizione dell’amministrazione De Luca e la scelta di liquidare la partecipata.

I sindacati

Di fatto- scrivono- si sta liquidando un’azienda con l’ultimo bilancio in attivo di 1.5 milioni di euro, con un quadro economico finanziario, tra debiti e crediti, ancora avvolto dal mistero, e con il collegio dei revisori che palesa evidenti perplessità sui reali conti societari, mettendo a rischio senza motivo il futuro di 500 lavoratori. Evidenziamo inoltre che un’azienda in liquidazione dovrebbe limitarsi ad una amministrazione ordinaria e non predisporre invece nuove nomine di esperti in possibile conflitto di interessi con la stessa ATM” .

Filt Cgil e Uil Trasporti invitano il Consiglio comunale a procedere con la revoca in autotutela della delibera di liquidazione e a rivolgersi ad organi terzi, dal momento che l’attuale collegio dei liquidatori è composto per due terzi da professionisti che a vario titolo hanno operato in Atm già dal 2018.

A rincarare la dose ci pensa Messinaccomuna ribadendo la posizione dei mesi scorsi e chiedendo una marcia indietro sulla liquidazione.

L’ex amministrazione

Un’ azienda che ha 29 milioni di scopertura, ma che ha ragione da vendere con la Regione, da cui deve ricevere fino al 2016 almeno 12 milioni viene mandata al macero per una impuntatura politica del Sindaco, che porta l’intera responsabilità di una operazione sbagliata. A qualcuno dispiace che le aziende pubbliche possano funzionare. Il Consiglio Comunale ha sbagliato a inghiottire il ricatto di De Luca ai tempi del piano di riequilibrio. È stato folle e amministrativamente insensato votare prima le delibere di attuazione del piano e poi (senza neanche discuterlo) il piano stesso, che di quelle misure doveva essere premessa”.

Anche l’ex amministrazione invita l’Aula a valutare con attenzione e con la dovuta completezza di informazioni lo stato delle cose senza fare il passo della liquidazione.

R.Br.