Nino Beninati: “Gli introiti devono restare nel nostro porto. Battiamoci per essere la XVI Authority”

Ho letto con interesse gli articoli di questi ultimi giorni, sia su Tempostretto.it che nella Gazzetta del Sud, riguardo l’istituenda Autorità Portuale Interregionale Gioia Tauro/Messina ed altri e la soluzione individuata e sottoscritta a Palermo per la zona Falcata.

Gli argomenti sono differenti, ma per Messina hanno un unico comune denominatore: bonificare e riqualificare la zona Falcata.

Ebbene nella nuova istituenda Autorità Portuale a prescindere le bellissime parole in uso come: “Strategico”, “Area dello Stretto”, “Area vasta”, “Area Integrata” e chi più ne ha, più ne metta, mi chiedo, in parole semplici di questa iniziativa che vede coinvolte Messina, Milazzo e Tremestieri oggi Autorità portuale di Messina se:

– tutti gli introiti oggi incassati dall’Autorità Portuale di Messina (Milazzo e Tremestieri inclusi) resteranno egualmente disponibili per interventi da realizzarsi nei porti di competenza dall’Autorità Portuale e quindi anche nella zona Falcata ed Ex Fiera?

– detti introiti nel confluire in un unico contenitore saranno utilizzati anche per interventi strutturali nei porti calabresi ?.

A questi 2 quesiti necessita che nella conferenza Stato/Regione il presidente della Regione Sicilia, se ritiene che i porti di Messina, Milazzo e Tremestieri non vengano penalizzati oltremodo dall’utilizzo di risorse proprie a vantaggio di altre portualità, dovrà definire in maniera chiara che gli introiti dei canoni pagati nel territorio siciliano restino di esclusiva competenza dei porti di appartenenza (Messina, Milazzo e Tremestieri).

Inoltre, a mio parere, deve essere chiaro che il futuro comitato portuale con le proprie rappresentanze regionali, non può essere in funzione delle sedi dei porti ma in funzione del numero di abitanti delle città dei porti o comunque in funzione del contributo economico che ciascuna regione conferisce all’istituenda Autorità Interregionale.

Alla luce di questi semplici presupposti credo che il ministro Del Rio ed il sottosegretario Minniti non possano esimersi dal fare chiarezza, altrimenti può insorgere il dubbio che di questa fantomatica Autorità Portuale, il vero beneficiario sia il porto di Gioia Tauro, che risanerà le proprie casse grazie al contributo significativo dell’attuale Autorità Portuale di Messina a discapito di risorse necessarie per la riqualificazione della Zona Falcata ed Area Ex Fiera di Messina, che né il Comune di Messina, né la Regione Sicilia potranno da soli intervenire in maniera significativa.

Inoltre il Presidente della Regione al Ministro Del Rio credo debba chiedere quali siano stati i motivi per cui il porto di Taranto, da solo insiste nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, mentre le portualità di Crotone e Corigliano che naturalmente insistono nello stesso Golfo di Taranto (Mar Ionio) paradossalmente sono state inserite nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Meridionale.

Auspico pertanto che la rappresentanza politica nazionale e regionale di Messina e provincia insieme al Presidente della Regione Sicilia si adoperino con urgenza affinché il Ministro Del Rio riveda tale assurda decisione, in alternativa proporre l’istituzione della XVI° Autorità di Sistema Portuale Stretto di Messina ( Messina-Milazzo-Tremestieri) con la facoltà di ampliamento ai porti di Reggio e Villa S. Giovanni.

La problematica dell’area dello Stretto così come chiarito dall’Ing. Franza, sulla Gazzetta del Sud è ben altra cosa e non va confusa attraverso la istituzione di una così grande Autorità Portuale, che nel caso dovesse permanere senza i chiarimenti di cui sopra, a mio parere per i porti di Messina, Milazzo e Tremestieri sarebbe oltremodo penalizzante.

Nino Beninati