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Carmen Geraci nuova allenatrice Uefa C

Nuovo traguardo per l’allenatrice Carmen Geraci, da un paio di giorni con il tesserino C della Uefa.

L’atleta afferma che si è tratta di una ’“Esperienza formativa importantissima. Ho impiegato – spiega – e investito 3 mesi del mio tempo per dedicarlo allo studio. Tanti sacrifici, tante rinunce, ma ne è valsa la pena. Si imparano molte cose nuove e allarghi sempre più la tua mente, mettendo a fuoco dei pensieri calcistici, che prima del corso vedevi in maniera diversa.

All’inizio si prova tanta confusione, e ci si pone tante domande, a cui però, si trovano tutte le risposte col passare delle lezioni. Al corso ci si arriva, grazie all’esperienza calcistica da giocatore e da allenatore. Ci sono dei punteggi in relazione al ”curriculum”, in cui si stabilisce una graduatoria. Anche aver allenato in deroga, in questi anni, favorisce l’inserimento al corso”.

Durante i corsi, che si son svolti presso le sedi di Palermo e Scordia (Ct), sono stati trattati tutti gli argomenti che fanno parte delle seguenti materie :
Tecnica calcistica (tema predominante), Metodologia e teoria, psicopedagogia, medicina dello sport, carte federali, regolamento del giuoco del calcio, calcio femminile, futsal, Figc-progetto integrato, Aiac. Nelle prime sei, vengono effettuati gli esami.

In merito alla ripresa delle attività con lo Sporting Atene afferma: “Sì, abbiamo ripreso da pochissimo, dopo il post covid, e non vediamo l’ora di cimentarmi in questa nuova avventura. Come ogni anno metto a disposizione della società tutto il mio impegno, cerco sempre di ripagare la loro fedeltà lavorando bene con i ragazzi, infondendo loro dei valori umani, prima che calcistici, che stiano all’apice della nostra piramide delle priorità. facendo sì che ci sia sempre meno abbandono nei confronti di questo sport e che lo Sporting Atene sia una società a sostegno delle famiglie anche dal punto di vista educativo. Per quanto riguarda i campionati, nel settore giovanile ci tengo a vedere gente che lotta, dico questo perché mi capita spesso, di vedere ragazzi che non hanno più il mordente di un tempo, quindi è giusto creare una mentalità che abbia il sapore antico.

Poi alla base, ci tengo che ci si diverta giocando a calcio, senza l’assillo del risultato ma che si dia importanza alla società per la quale si scende in campo. Non mi piace parlare di obiettivi in termini di classifiche, non perché non mi piace vincere, ma perché preferisco mantenere sempre il profilo basso, tanto poi il rettangolo verde è l’unico giudice assoluto. Io, ma come me, tutto lo Staff Sporting, metteremo sempre tutta la disponibilità possibile per onorare gli impegni e per dare una formazione adeguata ad ogni allievo”.

“Sono una sognatrice – conclude – ma mi servo dei sogni per vivere bene il presente e spingere sempre il pedale. Ho bisogno di stimoli quotidiani e continui per rendere al massimo, quindi penso a lungo termine, ma vivo l’attimo. Mi auguro che continuando a studiare ancora, un giorno potrò calcare qualche campo importante. Ma ad oggi il mio unico pensiero è dare tutto per la società nella quale alleno”.