Cristo Re, la denuncia di Gioveni: riti satanici o altarini di senzatetto?

La segnalazione è del consigliere comunale Libero Gioveni: sulla scalinata che da via delle Carceri conduce al sacrario Cristo Re, passando sotto la circonvallazione Principe Umberto, qualcuno aveva messo su un altarino, con tanto di immagini sacre, rosario, due sede per pregare, il vangelo. Un innocua riproduzione di un luogo di culto, che però ha preoccupato gli abitanti della zona, i quali hanno documentato il ritrovamento con delle dettagliate fotografie e si sono rivolti all’instancabile consigliere comunale. Adombrando la possibilità che l’altarino possa servire a riti satanici, Gioveni si è rivolto alla Polizia municipale e all’amministrazione perché arginino quello che lui ritiene un “terrificante fenomeno”.

Di satanico però l’altarino ha poco, mancano tutti gli lementi cari agli adoratori di Lucifero: tracce di sangue o liquido organico, alcun teschio, non ci sono versi satanici, non ci sono resti di sacrifici animali. Insomma, nulla che possa far pensare ad una messa nera “vera”. I luciferini locali hanno meditato un comunicato ufficiale di risposta, alla vista delle foto, poi hanno deciso di tacere, respingendo informalmente la chiamata in causa di Gioveni.

L’improvvisato luogo di culto, per altro ordinato e pulito, come documentano le stesse immagini, per colori e disposizioni ricorda più un altare da santeria ma anche qui mancano i simboli “magici”, e sembra piuttosto un altarino messo in piedi da clochard. Nessun riferimento neppure a culti dei morti di vario genere, se non la scelta del posto, che si trova tra il sacrario di Cristo Re e la monumentale porta di via delle Carceri, il budello dove per secoli sono stati reclusi tanti messinesi. La scalinata d’altronde ospita molti vagabondi, sia di notte che di giorno, che trovano riparo tra le arcate di via delle Carceri e il passaggio sotto via Principe Umberto, passaggio obbligato anche per i tanti turisti che scelgono di recarsi a piedi al sacrario di Cristo Re.