Cronaca

Che fine ha fatto l’anticiclone delle Azzorre? Che tempo farà in estate?

Solo un paio di settimane fa avevamo pubblicato la linea di tendenza per le previsioni stagionali per l’inizio dell’estate meteorologica, che va dal 1 giugno fino al 31 agosto. Secondo la linea di tendenza ipotizzata da alcuni importanti centri di calcolo internazionali quella del 2020 doveva essere un’estate calda, con temperature che si sarebbero mantenute su valori ben al di sopra della media climatologica.

Le previsioni di ECMWF

Sul finire di maggio erano uscite le previsioni del modello ECMWF, che prevedeva un mese di giugno piuttosto caldo, sebbene con anomalie termiche positive inferiori a quelle attese nei mesi di luglio e agosto. Anche se è normale dal punto di vista statistico che luglio e agosto siano i mesi più caldi dell’anno.

Nel corso dei giorni successivi i modelli matematici hanno iniziato ad intravedere un quadro sinottico ben diverso da quello ipotizzato dal prestigioso centro di calcolo inglese solo pochi giorni prima.

L’anomalia delle temperature a 2 metri riscontrate negli ultimi giorni in Europa. Si notano i valori sotto media fra Italia, Francia e Spagna

L’origine dell’anomalia responsabile della falsa partenza estiva

Tutto nasce dall’isolamento, sulla Scandinavia, di un promontorio anticiclonico dinamico che si è ben consolidato alle varie quote, divenendo persistente e regolando la “circolazione atmosferica” su tutto lo scacchiere europeo. La presenza di questa struttura di alta pressione sta difatti facendo abbassare il flusso perturbato atlantico, che solitamente, in questo periodo, si mantiene a latitudini parecchio elevate, fra Islanda, Regno Unito e Penisola Scandinava.

In poche parole l’anticiclone scandinavo ha creato una sorta di “blocco” in seno alla circolazione nell’area euro-atlantica, favorendo l’arrivo di masse d’aria fresche dall’est Europa verso il sud Europa e la zona mediterranea.

L’anomalia circolatoria nei bassi strati

Oltre a mantenere piuttosto basso di latitudine il flusso perturbato principale l’alta pressione scandinava sta contribuendo ad attivare, lungo il suo bordo più meridionale, delle circolazioni fresche orientali nei bassi strati, in prevalenza si tratta di aria temperata continentale, che dai bassopiani dell’Europa orientale e dai vicini Balcani si muovono verso l’Italia, la Spagna e il bacino centrale del Mediterraneo, rinnovando condizioni di instabilità, specie durante le ore pomeridiane.

Ciò inoltre sta contribuendo a mantenere le temperature su valori al di sotto delle tipiche medie giugno, regalandoci un clima tutto sommato piacevole, e senza ondate di calore.

Le previsioni del nuovo modello americano CFSv2

Eppure, mentre il modello europeo ipotizzava un inizio d’estate sotto il sole e l’anticiclone, le proiezioni del nuovo modello di previsioni stagionali americano, CFSv2, intravedevano la possibilità della formazione di un anticiclone di blocco alto di latitudine, fra nord Atlantico e penisola Scandinava. Se così fosse, per buona parte di questo inizio estate, ci troveremmo di fronte a un modello di blocco anomalo che lascerebbe il paese con temperature piuttosto vicine alla media o addirittura inferiori nel suo complesso.

Estate piuttosto fresca e umida secondo il CFS

Il summenzionato CFSv2 insiste da settimane che questo mese potrebbe essere un po’ più freddo del solito (periodo di riferimento 1999-2010), più evidente nell’interno della penisola e meno sulla costa.

Inoltre, secondo il modello nordamericano, queste anomalie si potrebbero ripresentare pure nel mese di luglio, sebbene con valori più vicini alla media, quindi con caldo tipico del periodo, senza troppi eccessi, a parte brevi periodi con temperature sopra media attesi sulle regioni meridionali e Isole, per temporanee ondate di calore.

Questa proiezione contrasta con le aspettative europee, che avevano scommesso su un forte anticiclone delle Azzorre e perturbazioni oceaniche che circolavano più a nord, fra le Isole Britanniche e la Scandinavia.

A proposito di previsioni stagionali

Prima di concludere occorre ricordare come le previsioni stagionali, o meglio “linee di tendenza”, sono sperimentali e presentano un’enorme incertezza, quest’anno accentuata dalle discrepanze tra i modelli di riferimento. Eppure rappresentano quello che sarà il futuro della meteorologia.

In campo agricolo, una corretta previsione su scala stagionale permetterebbe una più oculata scelta delle colture agricole in accordo al tipo di stagione in arrivo, unita ad una migliore pianificazione delle attività in campo, una migliore gestione dei fertilizzanti. L’introduzione delle previsioni stagionali all’interno di modelli di bilancio idrico permetterebbe una migliore pianificazione dell’utilizzo delle risorse idriche, specie in tempi di estremizzazione dei fenomeni atmosferici. Solo per fare qualche esempio.