“Oggi la storia siamo noi”, così la giunta Accorinti accoglie il sì al Piano di riequilibrio rimodulato

AGGIORNAMENTO ORE 21.00

Un consiglio comunale così affollato non si vedeva da tempo. La rimodulazione del Piano di riequilibrio ha portato in aula più consiglieri del solito, al momento del voto in 29 hanno premuto il tasto per approvare o dire no alla revisione della manovra finanziaria. Una lunghissima giornata vissuta da un animato Palazzo Zanca in questo sabato di fine febbraio. Esattamente un mese dopo quello che era stato il termine fissato dal Ministero per rispondere alle 23 criticità che erano state rilevate nella prima versione del piano che l’aula aveva approvato lo scorso 2 settembre, termine però interpretato in modo non perentorio, il consiglio è riuscito a chiudere una partita che era ormai divenuta interminabile. Tra modifiche, errori, pareri, richieste di chiarimenti, commissioni, necessità di votare il piano di alienazioni e dimissioni degli immobili e di avere certezze sui contratti di servizio Amam e Atm, la gestazione di questo piano 2.0 è stata tutt’altro che semplice. E anche la lunghissima seduta durata oltre cinque ore ha dimostrato tanti dubbi, perplessità, ripensamenti. Dibattito scandito da tanti momenti di nervosismo, scontri diretti tra consiglieri, numerose sospensioni della seduta da parte della presidente Emilia Barrile, clima e nervi tesi per l’intera discussione, anche perché in gioco questa volta c’era una posta altissima. Per buona parte della seduta a far da padrone sono stati più i confronti fuori microfono tra capigruppo e consiglieri che più e più volte hanno dovuto letteralmente contare i voti e le presenze tra i banchi per capire che esito avrebbe avuto la votazione finale. A mettere tutti d’accordo un piatto di pasta aglio, olio e peperoncino che già diverse ore prima della votazione ha raccolto il consenso trasversale di quasi tutti i consiglieri comunali, della giunta presente in aula quasi al gran completo e dello stesso Sindaco Accorinti. E chissà che non sia stato il “patto della pasta” del bar di Palazzo Zanca a portare fortuna al piano, con tanto di colpo di scena quasi alla fine, quando il capogruppo di “Felice per Messina” Giuseppe Santalco, in queste settimane molto polemico sulla questione, ha annunciato che il suo gruppo avrebbe votato a favore. “In questo momento siamo l’ago della bilancia per cui il nostro voto ha una grande rilevanza nello stabilire se questo piano deve passare. Non posso consentire che il nostro Sindaco si debba presentare come una città pronta ad andare al dissesto per colpa del Consiglio comunale” ha dichiarato Santalco portando tra i sì il suo voto e quello del collega Claudio Cardile.

A dire sì i quattro Dr Amata, La Paglia, Abbate e Carreri che in queste settimane hanno praticamente tenuto le redini dei lavori del consiglio, prima tirando fuori la questione legata a piano di alienazione e contratti di servizio, poi pretendendo che ci fossero i pareri favorevoli dei Revisori dei Conti per esprimersi sul riequilibrio. E così è stato. Il voto di oggi è arrivato grazie al fatto che l’organo contabile presieduto da Dario Zaccone ha messo nero su bianco pareri favorevoli su entrambi i contratti di servizio, dopo giorni di super lavoro per limare e aggiustare alcuni passaggi economici che non quadravano.

Voto favorevole senza esitazione anche dall’Udc che però oggi era in formazione ridotta. Il capogruppo Mario Rizzo e i colleghi Perrone e Gioveni hanno detto sì alla rimodulazione del piano facendo ancora una volta un plauso all’amministrazione per il lavoro svolto ma facendo una puntualizzazione riferita soprattutto a chi fin dall’inizio vede nell’Udc un alleato di ferro di questa amministrazione: “In questi giorni abbiamo sentito tante polemiche ma non abbiamo visto una proposta alternativa al piano della giunta Accorinti. Votiamo favorevoli perché crediamo nella bontà di questo strumento e perché fin dal principio abbiamo puntato sul percorso di risanamento del Comune che il piano rappresenta. Non abbiamo accordi e non chiediamo niente in cambio”.

Per il Sindaco Accorinti quello di oggi è stato un altro momento storico che può davvero cambiare il corso delle cose e far ripartire il Comune per renderlo un Ente normale. “Quando siamo saliti su questa macchina e abbiamo provato a girare la chiave ci siamo accorti che non mancava solo il motore ma tutto, comprese le ruote. Ci siamo rimboccati le maniche e siamo riusciti a produrre un piano che restituisce dignità alla città, un piano per evitare di consegnare ai commissari le chiavi della città. La macchina dobbiamo guidarla noi, da questo piano passa la nostra libertà perché significa vincere contro il dissesto morale ed economico”.

Al vicesindaco Guido Signorino è toccato ovviamente l’intervento tecnico sulla rimodulazione messa in atto, sulle modifiche concordate con i Revisori dei Conti alla luce dei rilievi che erano stati sollevati e sul lavoro congiunto di studio e approfondimento fatto in commissione Bilancio. “Questo piano rappresenta un’iniezione di liquidità per sostenere lo sviluppo economico ed è lo strumento attraverso cui viene realizzato il censimento dell'esposizione potenziale dell'ente, riferendoci a tutti i debiti. Il piano è più solido e migliorativo di quello del 2 settembre. Certamente poteva essere fatto meglio, ma arriva il momento in cui è necessario mettere un punto” ha spiegato Signorino che ha preso più volte la parola durante la seduta per rispondere anche agli attacchi giunti da alcuni pezzi dell’aula e che nelle valutazioni positive sul piano è stato supportato da un inedito Tonino Perna che ha fatto un lungo intervento a sostengo della linea intrapresa dall’amministrazione Accorinti.

Hanno votato a favore i consiglieri di Forza Italia, Pierluigi Parisi e Pippo Trischitta, strenui sostenitori della linea anti-dissesto dell’amministrazione, il consigliere di SiAmo Messina Piero Adamo che però non ha risparmiato una critica sulla mancata operazione di accertamento delle responsabilità nei confronti di chi ha ridotto la città in questo stato e che ha lanciato qualche frecciatina a chi intanto era più attento ai conteggi dei voti che al dibattito. Favorevole, nonostante la diversità di vedute con il suo capogruppo, anche il Pd Nicola Cucinotta che da presidente della commissione Bilancio ha dichiarato di votare con coscienza e coerenza questo piano. Sì da Pio Amadeo di Articolo 4 che non ha risparmiato grandi elogi all’amministrazione soprattutto per aver finalmente fatto luce sui debiti del Comune e per aver prodotto i contratti di servizio che mancavano da anni.

Tra le voci critiche quella della consigliera Ncd Daniela Faranda che ha deciso la strada dell’astensione, al contrario di quanto aveva fatto a settembre, spiegando di non condividere il percorso tecnico seguito nella redazione del documento. Astensione anche per il capogruppo Pd Paolo David che anche questa volta ha dovuto prendere atto di un partito che non ha unità d’intenti e di pensiero. Tra i no quello praticamente scontati di Simona Contestabile, come anche di Daniela Sindoni e Daniele Zuccarello che hanno parlato di piano assolutamente insostenibile e di gestione in continuità con il passato, no dei tre consiglieri del Megafono De Leo, Scuderi, Burrascano. Contraria anche Antonella Russo che ha sempre contestato la genesi di questo piano e tutte le operazioni di maquillage che l’amministrazione ha tentato per dare un volto migliore a questo piano e che durante il suo intervento ha toccato alcune questioni tecniche entrando nel merito delle correzioni apportate per rispondere alle 23 criticità sollevate dal Ministero.

Duro affondo dell’ex accorintiano Gino Sturniolo che ha contestato la “falsità delle dichiarazioni dell’amministrazione che continua a dire che con il riequilibrio si pagano i debiti, operando solo in oggettiva continuità con il passato riconoscendo la giustezza di una prassi politica che ha creato quei debiti. Altra falsità il fatto che verrà rilanciata l'economia della città. Considerato che la maggior parte dei creditori sono avvocati fatico a pensare che così si possa rilanciare l’economia”.

Ancor più dura e incisiva Nina Lo Presti che ha esordito puntando il dito sul fatto che questa rimodulazione risponde solo ad alcuni dei 23 punti sollevati dal Ministero e che già per questo è insostenibile. “Il nostro no è un no politico, procedurale e contabile. Chi voterà a favore si assumerà ogni responsabilità che ne deriva, tra cui non aver permesso che il Comune dichiarasse il dissesto asseverando una condizione che esiste già. E tra l'altro viste le dinamiche di quest'aula qualcuno dovrebbe essere fermato per doping, poiché questo è un voto drogato. Continuare a dire che il piano è un tentativo spasmodico di non abbandonare il governo della città è falso perché si entrerà in una spirale di atti da cui non si uscirà più”. La consigliera poi ha bombardato l’amministrazione sotto il profilo politico: “L'intento di questo piano non è risanare l'ente, ma salvare le amministrazioni precedenti. Questa non è giustizia, giustizia é dire la verità alla città, vogliamo i nomi degli stupratori della città di cui tanto parla il Sindaco. Con questo piano tutti i cittadini pagheranno allo stesso modo di chi ha prodotto le macerie per questi anni di mala gestione e amministrazione. I derubati pagheranno in eguale misura rispetto a quelli che li hanno derubati e questa non è giustizia. Questo è assolvere e diventare complici delle amministrazioni passate, ma il signor sindaco la puzza di mafia la sente solo a Palermo. Qua sente odore di rinascita, ma dovrebbe avere il coraggio di dire agli elettori che ha tradito quali saranno le conseguenze di questo risanamento”.

Una seduta lunga e intensa, che alla fine rimanda il piano rimodulato a Roma, aspettando che la commissione ministeriale dia il suo nuovo responso. Un risultato in cui l’amministrazione ha creduto e sperato fino alla fine e che è stata racchiusa nelle parole dell’assessore Sergio De Cola che ha preso in prestito le parole di De Gregori: “ Oggi la storia siamo noi e dopo anni bui la città può finalmente tornare a sorridere”.

Francesca Stornante

ORE 17.20

Una lunghissima seduta di fuoco ha portato all'approvazione della rimodulazione del Piano di riequilibrio. Un dibattito incandescente che ha visto l'aula ostaggio di tanti momenti di tensione e di scontri animati tra i consiglieri comunali. Dopo cinque ore il piano di riequilibrio rimodulato dall'amministrazione Accorinti ed i due emendamenti presentati dalla stessa Giunta per recepire gli indirizzi del Collegio dei revisori dei conti sono riusciti ad avere il via libera dell'aula. Esito della votazione: 29 i presenti, 17 i voti favorevoli, 9 i contrari, 3 gli astenuti.

FAVOREVOLI: Abbate, Adamo, Amodeo, Amata, Cardile, Carreri, Cucinotta, Fenech, Gioveni, La Paglia, Pagano, Perrone, Risitano, Rizzo, Santalco, Trischitta, Parisi

CONTRARI: Burrascano, Contestabile, De Leo, Lo Presti, Russo, Scuderi, Sindoni, Sturniolo, Zuccarello

ASTENUTI:David, Barrile Faranda

ASSENTI: Carlo Cantali; Andrea Consolo; Giovanna Crifò; Nicola Crisafi; Carmelina David; Pietro Iannello; Nino Interdonato (giustificato); Franco Mondello; Santi Sorrenti; Fabrizio Sottile (giustificato); Benedetto Vaccarino