Gettoni, commissioni, tempi certi: la controproposta dell’aula a De Luca

Il punto di partenzaè la proposta messa sul piatto quattro giorni fa dal sindaco Cateno De Luca. Quella delibera di modifica del regolamento del consiglio comunaleche il primo cittadino ha confezionato lo scorso venerdì, con tanto di “avviso” ai consiglieri comunali che ha rimesso in ballo l’aut aut delle dimissioni e ha scatenato veleni e botta e risposta al vetriolo (VEDI QUI).

Da quella bozza sono partiti i consiglieri del gruppo LiberaMeche hanno messo a punto una nuova deliberaper modificare il regolamento comunale. Alessandro Russo, Nello Pergolizzi, Massimo Rizzo e Biagio Bonfigliosono i primi firmatari di questo testo che suona un po’ una controproposta. Si tratta però di un atto che non vuole fare muro alle proposte di De Luca, ma che piuttosto vuole essere lo specchio di come i consiglieri comunali intendono far funzionare il civico consesso. Adesso questa nuova delibera sarà sottoposta agli altri colleghi, l’obiettivo è farne una proposta unica e quanto più possibile condivisa. E poi probabilmente ci sarà un nuovo confronto con il sindaco De Luca che aveva messo nero su bianco modifiche chiare e nette su gettoni, tempi di lavoro e organizzazione generale. Modifiche che in realtà i consiglieri di LiberaMe riprendono in diversi punti, sfrondando leggermente alcune parti e cambiando invece totalmente altri passaggi che, nonostante i pareri positivi del dirigente, i consiglieri ritengono illegittimi.

COME CAMBIA IL REGOLAMENTO CON QUESTA PROPOSTA?

Così come aveva previsto De Lucanella sua delibera, anche in questa dei consiglieri di LiberaMe si inserisce la novità che la convocazione di sedute consiliari e di commissione debbano essere concordate preventivamente con gli ospitinel caso in cui si richieda la presenza di sindaco o assessori. Allo stesso modo resta uguale anche l’indicazione che«per garantire il buon andamento della gestione dell’Ente, il Sindaco e ciascun membro della Giunta possono di norma essere convocati per non più di due commissioni a settimana. In caso di convocazione in numero superiore a due, l’invitato può stabilire a quale delle due commissioni partecipare». Stesso criterio valido anche per il Segretario Generale, i Dirigenti, i componenti dei Consigli di amministrazione e i Direttori Generali delle Aziende partecipate».

EMENDAMENTI

Anche su questo fronte i consiglieri accolgono in parte i correttivi di De Luca per accelerare i lavori in aula: non si potranno più riproporre in consiglio emendamenti che in commissione siano stati ritenuti inammissibili, così come aveva chiesto De Luca, ma potranno continuare ad essere presentati direttamente in consiglio emendamenti che non sono passati dalla commissione. Questo per dare la possibilità a tutti i consiglieri, anche a chi non fa parte di una determinata commissione, di apportare il proprio contributo alle discussioni in atto.

GETTONI DI PRESENZA ED EFFETTIVA PARTECIPAZIONE

Questo capitolo resta sempre il più discusso e controverso. E qui la delibera dei consiglieri comunali si discosta totalmentedalla visione del sindaco De Luca che era stato perentorio: niente gettone per chi non partecipa a ¾ della seduta, niente gettone per chi non vota alla fine della seduta, niente rimborsi né giustificazione al datore di lavoro. Nella delibera dei consiglieri di LiberaMe si fissa l’effettiva partecipazione con due criteri: «i consiglieri comunali che non siano stati effettivamente presenti per almeno il 50% dei lavori di Consiglio comunale o delle commissioni consiliari, ovvero per un lasso di tempo non inferiore ai 40 minuti, non hanno diritto a percepire il gettone di presenza».Un passaggio che però suona un po’ come unescamotageper fissare comunque a 40 minuti il limite minimo di partecipazione alle sedute, considerato che solo alla fine di ogni seduta si sa realmente quanto sarà durata e dunque a quanto corrisponderebbe il 50%.

Nel caso in cui un consigliere non abbia diritto al gettone di presenza perché non ha raggiunto l’effettiva partecipazione stabilita con questi criteri, non avrà neanche diritto al rimborso al datore di lavoro, quindi niente oneri riflessi, ma otterrà la giustificazione dal lavoro.

SEDUTE PRODUTTIVE

Un punto d’accordo anche sul fatto che «le sedute di Consiglio convocate per l’approvazione di un atto deliberativo proposto dalla Giunta devono concludersi con una votazione espressa», ma i consiglieri aggiungono che devono essere fatte salve le ipotesi degli aggiornamenti dei lavori.

TEMPI CERTI

La battagli di De Luca si è concetrata molto sui tempi di lavoro. Il sindaco chiede certezza dei tempi e celerità e per questo ha messo nella sua proposta 5 giorni di tempo per la discussione in commissione e 10 giorni per il consiglio. In modo da arrivare all’approvazione delle delibere in 15 giorni.

I consiglieri in questa loro proposta accolgono la sfida alla celerità, ma solo «quando espressamente richiesto dal Sindaco per conto della Giunta Municipale». Si mantengono i 15 giorni per arrivare al voto, ma concedendo 7 giorni alla commissioneprima di mandare la delibera in consiglio.

Altre modificheriguardano lo streaming delle sedute, per cui è stato inserito un articolo dedicato, dei correttivi sulle modalità di elezione del presidente del consiglio comunale che alla prima seduta di questa legislatura avevano creato le prime polemiche d’aula.

La delibera è stata presentata. Dovrà passare al vaglio dei pareri e poi arrivare in commissione. Nel frattempo potrebbe esserci un nuovo confronto con De Luca, come si era stabilito durante la riunione della pace di ieri sera con il presidente del consiglio Cardile e i due vice. Insomma, la controproposta c’è. Adesso si testerà se davvero esistono, da entrambe le parti, margini di ascolto e dialogo.

Francesca Stornante