Spese personale partecipate, “via” dal consuntivo 2013 ma dentro il Piano di riequilibrio

Le spese del personale delle partecipate escono dalla porta ed entrano dalla finestra. E la contraddizione è servita, rischiando di spianare la strada verso il dissesto del Comune di Messina.

Nella seduta di ieri sera il Consiglio comunale ha approvato l'emendamento al Piano di riequilibrio che include tra le spese per il personale anche quelle relative al personale delle società controllate da Palazzo Zanca (vedi correlato). Così vuole, infatti, la Corte dei Conti, che – come hanno più volte ricordato i revisori dei conti – è stata chiarissima nell ' ormai famigerata delibera n.58, con cui ha stroncato il consuntivo 2012 e chiuso i rubinetti del Comune, obbligandolo a sostenere solo spese indifferibili ed espressamente previste dalla legge.

La contraddizione di cui parlavamo all'inizio sta nel fatto che proprio la mancata previsione delle spese del personale è una delle criticità del consuntivo 2013, anzi è la principale delle criticità, perché è quella che – secondo il Collegio dei revisori dei conti – manda all`aria i parametri di deficitarietà, rendendo il Comune un ente strutturalmente deficitario. Status questo che gli impedirebbe di accedere alla procedura di riequilibrio, disciplinata dal decreto 174/2012, convertito nella Legge 213/2012.

L`amministrazione Accorinti ha già provveduto a smontare totalmente questa tesi, affidandosi al parere del segretario/direttore generale Antonio Le Donne , che ha sottolineato «la correttezza dell`esito indicato nella proposta di conto consuntivo 2013 approvata dalla Giunta comunale». Tuttavia, il nodo è tutt`altro che sciolto perché rimangono le perplessità di molti consiglieri comunali, che dovranno assumersi la responsabilità di votare il rendiconto, per i cui i ritardi è anche stato nominato dalla regione il commissario ad acta, il funzionario regionale Antonio Garofalo.

Intanto, proprio sui ritardi nell`approvazione del rendiconto e sulla promessa non rispettata dell`amministrazione comunale (con la complicità di gran parte del Consiglio comunale , vedi sempre correlato) – di portare in Aula il documento contabile rivisto e corretto secondo le indicazioni dei revisori dei conti entro il 12 settembre, interviene il consigliere Udc Libero Gioveni.

«Per dare la giusta valenza all'atto più importante per evitare il dissesto, rappresentato dal piano di riequilibrio, il Conto Consuntivo 2013 – scrive in un comunicato – doveva essere approvato e inviato contestualmente entro 10 giorni dall'approvazione del piano stesso».

«Pur comprendendo la necessità di avere, per una votazione positiva dell'atto contabile – continua Gioveni – il parere favorevole dei Revisori, il Consiglio Comunale, specie dopo l'impegno ormai disatteso dall'Amministrazione di non arrivare più in tempo entro il 12 a correggere il Consuntivo con le necessarie controdeduzioni richieste dall'organo di controllo – sostiene ancora l'esponente Udc – non poteva più esimersi dalla votazione, anche se questa ne doveva comportare la bocciatura».

Sul Piano di rientro votato in aula e sui bilanci comunali interviene anche il Circolo “P.Impastato” – Rifondazione Comunista Messina, che manifesta quindi fortissimi dubbi e non risparmia critiche all`esecutivo di Palazzo Zanca, entrando nel merito delle questioni.

«I disallineamenti tra le partite debitorie e creditorie esposti nei bilanci delle partecipate e del comune di Messina, l’assenza dei contratti di servizio con le Partecipate, le criticità a più riprese segnalate dalla Corte dei Conti e dai revisori del Comune, il riconoscimento politico e la legittimazione di chi ha indebitato la Città con derivati (paghiamo 1,6mln di euro l’anno agli Istituti di credito) evidenziano una certa approssimazione della gestione Accorinti», si legge testualmente in un comunicato.

E ancora: «un Piano di Alienazioni di immobili, che sebbene sia stato ridotto ad una vendita potenziale di 8mln di euro, è comunque teso a ripianare i debiti. Gli immobili sono lasciati a marcire, mentre potrebbero essere riutilizzati attraverso pratiche di recupero e autorecupero per dare ad es. un tetto sulla testa a tante persone senza casa».

Il Direttivo Circolo P. Impastato– Partito della Rifondazione Comunista chiede, quindi, all’Amministrazione «di riaprire un confronto serio sui temi importanti di questa città e di non ingabbiare la discussione nelle stanze di Palazzo Zanca».

Danila La Torre