Sotto l’albero della politica: una lunga campagna elettorale

Per il Natale 2012, sotto l’albero della politica c’è una lunga campagna elettorale. E’ già iniziata quella per elezioni politiche, che ormai è ufficiale si svolgeranno il 24 e il 25 febbraio, mentre prenderà il via subito dopo quella per le elezioni amministrative, con il rinnovo degli organi istituzionali tanto a Palazzo Zanca quanto a Palazzo dei Leoni, che si terranno quasi certamente a giugno. In mezzo, ci sarà anche l’elezione del Presidente della Repubblica, dopo il primo ed unico settennio di Giorgio Napolitano. L’antipasto di questa lunga stagione elettorale sarà servito dalle primarie del Pd del 30 dicembre, che serviranno a scegliere chi mettere in lista e rendere meno disgustoso – ammesso che sia possibile – il porcellum.

ELEZIONI POLITICHE

Le dimissioni anticipate del presidente del consiglio, Mario Monti, e del suo Governo tecnico ha inevitabilmente impresso un’accelerazione improvvisa alla macchina elettorale, che si è dovuta mettere in moto prima del previsto. E così, nonostante il periodo natalizio, la politica scalda i motori , l’attività si fa frenetica ed anche i cittadini sono pronti, loro malgrado, a fare indigestione non solo di panettone e pandoro, ma anche di promesse e programmi elettorali, spalmati su tutte le reti e ad ogni ora del giorno.

Sotto l’albero di Natale difficilmente troveremo facce ed idee nuove, ma quasi certamente troveremo nuove formazioni politiche: scenderanno in campo i “Fratelli d’Italia”, che per il momento sono i tre “delusi" del Pdl: Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto; ci sarà anche la nuova formazione di centro, dal nome non ancora ufficiale ma che sicuramente metterà insieme Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Luca Cordero di Montezemolo; il cielo della politica, almeno una parte di esso, si tingerà di arancione e questo nuovo fronte sarà quasi certamente guidato dal Pm Antonio Ingroia,che si è messo in aspettativa per motivi elettorali. Guardano con favore al magistrato antimafia Idv, Prc, Pdci, Verdi ed i rispettivi leaders Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, e Andrea Bonelli. Concorrerà per la prima volta alle consultazioni per Camera e Senato anche il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo, inizialmente spinto dal vento dell’anti- politica, che soffia forte in tutto il paese, ma ultimamente frenato dalle uscite poco felici dell’ex comico genovese, che ha espulso dal movimento chi ha osato contraddirlo o non ha rispettato le regole del gioco che lui impone e nessuno dei suoi seguaci ha il diritto di mettere in discussione.

Alle prossime elezioni politiche tornerà in campo anche la Lega Nord dell’era Maroni, rinnovata nei vertici dopo la bufera abbattutasi su Bossi e il figlio ma non nello spirito anti-meridionalista. Probabile ma non ancora certa l’alleanza con il Pdl di Silvio Berlusconi. Sì, ancora lui, che dopo essersi ritirato a vita “privata” ha deciso di tornare per “salvare” l’Italia. Babbo Natale ha proprio fatto un “miracolo” quest’anno, donando agli italiani una dose inesauribile di pazienza, costretti a sentire le stesse promesse e gli stessi annunci dal 1994, meno tasse e abolizione dell’Imu, come se il tempo si fosse fermato a 18 anni fa e lui, Berlusconi, non fosse alla sesta candidatura.

Rivale in campo di Berlusconi sarà certamente Pierluigi Bersani, leader non carismatico come il fondatore del Popolo delle libertà ma scelto direttamente dal popolo democratico , con le primarie ed il duello finale con il sindaco di Firenze e rottamatore Matteo Renzi. Bersani , reduce da quel successo, punta dritto verso Palazzo Chigi, ma dovrà fare i conti con colui che sino ad oggi o meglio a ieri, ha sostenuto quel Mario Monti pronto a ripetere l’esperienza da primo ministro con i partiti che sosterranno la cosiddetta “Agenda Monti”, per lui punto di partenza imprescindibile del Governo che verrà.

In queste ore, i partiti soni impegnatissimi a decidere cosa fare dell’Agenda Monti, se aderirvi aprendo la strada ad un Monti bis o rispedirla al mittente, rispondendo addirittura con un’agenda “Anti-Monti “, come va ripetendo ormai da mesi il presidente di Sel, Nichi Vendola, che insieme a Bersani ha sottoscritto la “Carta di intenti”. Contrari anche Di Pietro e gli arancioni; la Lega Nord; i Fratelli d’Italia; e il Pdl. Via libera a Monti, invece, da Casini, Fini e Montezemolo.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

A livello locale, la campagna elettorale non è ancora ufficialmente partita, la corsa alle poltrone sì. Soprattutto al Comune, che ha casa a Palazzo Zanca. La poltrona più ambita, nonostante la torta da ripartire sia sempre più piccola e rischia di ridursi ulteriormente a causa del pericolo incombente del dissesto, non ancora scongiurato, resta quella di Sindaco della città. In campo ci sono soprattutto i rappresentanti dei movimenti civici: c’è Alessandro Tinaglia di Reset; non c’è ancora ma potrebbe esserci presto la candidatura ufficiale dell’attivista no Ponte Renato Accorinti, che attende di raggiungere quota tremila firme di simpatizzanti per scoprire definitivamente le carte; prova a giocare ancora nell’ombra il giornalista Fabio Mazzeo, ex direttore di Televip, oggi capo ufficio stampa del Pdl alla Camera, che è tra i fondatori del movimento VivaMessina. Si è autocandidato, pare senza il sostegno del Pdl, che ha subito preso le distanze, l’ex assessore tuttofare Pippo Isgrò. Non disegnerebbe un ruolo di primo piano neanche un altro esponente dell’ultima giunta Buzzanca , già direttore generale del Comune, Gianfranco Scoglio.

Restando in area Pdl, il partito rimane abbottonatissimo e non lascia trapelare alcun nome, di certo c’è che le due anime del partito quella ex Forza Italia e quella ex An stanno lavorando sotto traccia e in maniera parallela, per fare la conta dei propri sostenitori e pesare la propria forza, anche alla luce di quanto sta avvenendo a livello nazionale con le scissioni interne e l’addio dei primi transfughi. In corsa per carica di primo cittadino potremmo ritrovare il coordinatore cittadino del Pdl, Vincenzo Garofalo, oggi deputato nazionale; meno probabile la ricandidatura del coordinatore provinciale ed ex sindaco Giuseppe Buzzanca. Se dal Pdl tutto tace, dal Pd qualche nome è già venuto fuori: c’è quello del segretario cittadino Giuseppe Grioli, quello del coordinatore dei gruppi consiliari Felice Calabrò, e ci sono anche dei rottamatori Alessandro Russo e Francesco Quero. In un primo momento, si era fatto anche il nome di Paolo Siracusano, oggi vicino al Movimento “Il Megafono” fondato dai fedelissimi del presidente della regione Rosario Crocetta . Quelli del partito democratico hanno, comunque, una consapevolezza: la loro investitura dovrà passare dalle primarie. Al di là dei singoli nomi che iniziano a circolare, resta da capire quali saranno le alleanze che si contenderanno la guida della città, ma per questo l’appuntamento è rimandato a dopo le elezioni politiche.

Spostiamoci adesso da Palazzo Zanca a Palazzo dei Leoni. Se per il Comune le danze sono quanto meno alle prove generali, per la Provincia è ancora calma piatta. Il primo ed unico a scendere in campo come candidato alla Presidenza di Palazzo dei Leoni è stato il consigliere provinciale di Libertà ed Autonomia, Roberto Cerreti, con l’avallo del governatore siciliano Crocetta e l’appoggio del Movimento “Il Megafono”. Vorrebbe bissare il mandato l’attuale presidente Nanni Ricevuto, che continua a governare grazie all’ appoggio dell’Udc, a cui ha garantito poltrone per non rompere quell’asse Pdl /Udc che nel 2008 lo fece eleggere. E, a proposito del partito centrista, nei mesi scorsi, subito dopo il divorzio con il Pdl e l’avvicinamento a D’Alia, come possibile candidato alla presidenza della Provincia si era fatto il nome di Nino Beninati, ma lo scarso risultato ottenuto dai suoi alle regionali ha rimesso tutto in discussione. Malumori soprattutto nell’area Naro, che non è escluso possa spingere per la candidatura di Rosario Sidoti, risultato il primo dei non eletti all’Ars. Anche a Palazzo dei Leoni, molto dipenderà dagli accordi e dalle alleanze che nasceranno tra i partiti, che per il momento navigano a vista e all’orizzonte vedono solo le elezioni politiche, per molti l’inizio della terza Repubblica Italiana. (Danila La Torre)