Coronavirus

Crisi Covid: categorie “dimenticate” nei Decreti Ristori

Chi sostiene fioristi, collaboratori domestici, agenti di commercio, lavoratori con partite iva iscritti alla gestione separata e “generica”, alcuni comparti dell’agricoltura? In questa emergenza Covid che ferma interi settori occupazionali, perché ci sono categorie dimenticate? A porre questo interrogativo è Unsic, organizzazione datoriale che in Italia opera attraverso Caf, patronati. Da uno screening sui Decreti Ristori del Governo, gli esperti dell’associazione hanno rilevato alcune lacune che penalizzano intere categorie di lavoratori.

Le “pulci” ai Decreti Ristori

Nei tre provvedimenti già esitati dal Governo, le misure di aiuto sono rivolte a milioni di imprese e lavoratori colpiti dall’emergenza Covid. Il primo prevede bonus una tantum da mille euro per i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo e indennità da 800 euro per i lavoratori del settore sportivo. Due nuove mensilità di Reddito di emergenza. Proroghe di 6 settimane per Cigo, Cigd e Ao alle imprese colpite da limitazioni di attività e che abbiano esaurito le settimane di cassa integrazione. Proroga di cassa integrazione e indennità speciali per il turismo, cassa integrazione gratuita alla riduzione del fatturato del 20%, aliquota contributiva differenziata per imprese con calo del fatturato inferiore al 20%. Esonero contributivo al 50% per imprese con riduzione del fatturato inferiore al 20% e totale per imprese con perdita di fatturato pari o superiore al 20% (la decontribuzione è per un quadrimestre entro il 31 maggio 2021). Infine contributi a fondo perduto e fondi di sostegno ad imprese colpite dalle restrizioni, erogati in automatico a chi avesse fatto domanda per aiuti precedenti, o su nuova domanda.

I vari aiuti

Tra le altre categorie sostenute: agenzie di viaggio, fiere e congressi, editoria, alberghi e terme. Altre misure: credito d’imposta sugli affetti, cancellazione seconda rata Imu, semplificazione procedure di deposito atti, collegamento da remoto alle udienze;

Il secondo decreto prevede bonus per le spese di baby sitter, indennizzo per congedi straordinari in casi di impossibilità di smart working, ampliamento dei contributi a fondo perduto e delle decontribuzioni per settori non previsti dal decreto precedente (tipo agricoltura, pesca, terzo settore). Tra le misure fiscali, rinvio del secondo acconto Ires e Irap, sospensione versamenti Iva, secondo una grande varietà di casi.

Il terzo aumenta le disponibilità finanziarie dei diversi fondi, integrando anche i negozi di calzature. E il prossimo, secondo le prime indiscrezioni, potrebbe estendere gli indennizzi già previsti a favore delle attività colpite a tutte le aziende e le partite Iva che hanno subito perdite di fatturato consistenti.

I dimenticati

Interventi sicuramente positivi, secondo Unsic, ma perché quella “dimenticanza”? In questo momento di emergenza nessuno può essere lasciato solo.