Protesta a Villa e disagi anche a Messina. Rada San Francesco off limits e tir in fila a Tremestieri. LE FOTO

E' proseguito per tutto il pomeriggio il blocco degli imbarcaderi di Villa San Giovanni. Un migliaio di lavoratori guidati da sindacati Uil e Cisl di Reggio Calabria, hanno protestato a Villa San Giovanni, bloccando i collegamenti con Messina.
Lo stop è iniziato intorno alle 11 e coinvolge anche la sponda messinese in entrambe le direzioni, visto che viene impedito anche di sbarcare a Villa. In mattinata, tre navi, con a bordo circa 500 persone, sono state costrette a tornare indietro dopo essere rimaste per diverse ore in attesa di poter attraccare.
Liberato il passaggio per le navi ferroviarie, mentre le navi della Caronte e Bluferries sono state dirottate al porto di Reggio Calabria. Lo ha specificato anche Rfi, tramite una nota: "L'occupazione degli imbarcaderi a Villa San Giovanni, attuata in mattinata da manifestanti estranei alle Ferrovie, non interferisce con le operazioni di imbarco dei treni da e per Messina. I collegamenti via mare per i mezzi gommati (leggasi tir dal porto di Tremestieri, ndr) sono al momento realizzati tra Messina e Reggio Calabria".
I motivi della protesta sono stati spiegati dal segretario della Uil Temp di Reggio Calabria, Stefano Princi: ''Nell'ultimo incontro con il Ministro Lanzetta – ha dichiarato – abbiamo chiesto che il Governo si faccia carico del finanziamento per la copertura delle spettanze dei lavoratori in mobilità in deroga, della proroga per l'utilizzo delle risorse già stanziate, dello svuotamento progressivo del bacino dei precari calabresi Lsu-Lpu ed ex articolo 7, del pagamento delle spettanze arretrate per i lavoratori in cassa integrazione, del finanziamento per l'annualità 2014 e dell'esclusione degli emolumenti relativi agli anni precedenti dalla tassazione separata. Una serie di obiettivi necessari a risollevare complessivamente il precariato calabrese e ridare dignità a migliaia di lavoratori. Da parte nostra – ha proseguito Princi – abbiamo più volte ribadito che non faremo un passo indietro nella tutela dei diritti dei lavoratori calabresi. Lo abbiamo già dimostrato in occasione della mobilitazione dello scorso 1 ottobre, protestando contro la miopia di una classe dirigente che ha affamato la Calabria negli ultimi anni. Continueremo a farlo anche nei prossimi giorni, chiedendo al Governo una presa di posizione concreta per i lavoratori di questa regione".
Aspettative legittime, ma lo sciopero si traduce in un blocco che sta creando disagi negli spostamenti da una sponda all'altra.
AGGIORNATO ALLE ORE 19