Molini Gazzi: l’arcivescovo vicino ai lavoratori

Una voce importante si è levata oggi in favore dei dipendenti della storica azienda messinese. L’arcivescovo Calogero La Piana (nella foto) ha scritto un messaggio di solidarietà ai dipendenti e alle famiglie che in questo momento vivono in apprensione per il futuro. «Una situazione che non può lasciarci indifferenti – si legge nella lettera dell’arcivescovo –. La Molini Gazzi fa parte della storia della città sin dal 1884 ed è testimonianza di tenacia che giunge oggi fino a noi e ci invita a guardare con speranza al futuro.»

«La vicenda della Molini Gazzi non è un fatto privato – scrive ancora La Piana – ma tocca l’intera collettività e interpella la coscienza di ciascuno, a cominciare da chi ha il potere di decidere sulle sorti dell’azienda.»

L’arcivescovo ha scritto anche alla proprietà, per chiedere che si faccia il possibile per salvare l’azienda: «Sono a conoscenza di possibili proposte per la soluzione del problema, ecco perché esorto con forza a valutare tali opportunità per favorire il rilancio dell’azienda». A sostegno dei dipendenti, arriva anche l’appoggio dei Giovani Comunisti del circolo P. Impastato di Rifondazione di Messina. “All’epoca non c’erano riusciti con lo stabilimento della Birra Messina – si legge in un comunicato – ci riprovano oggi con la Molini Gazzi. Dietro la messa in mobilità dei lavoratori dell’azienda si cela la solita operazione padronale di speculazione edilizia.

I Gc hanno dichiarato la loro solidarietà a tutti i lavoratori in lotta e a sostegno alle loro iniziative di presidio hanno chiesto che: Si corrispondano immediatamente le tre mensilità arretrate ai lavoratori della Molini- Gazzi; Si revochino le modifiche apportate tre anni fa al piano regolatore che hanno visto cambiare la destinazione del sito da industriale a edificabile; Le istituzioni aprano un tavolo di lavoro con i lavoratori atto a salvaguardare i posti di lavoro e senza tergiversare e assecondare gli imprenditori sostengano i lavoratori nella gestione della fabbrica.

Intanto sul fronte sindacale prosegue l’attività volta a scongiurare la perdita dei posti di lavoro. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con Confindustria e la proprietà. Al vaglio l’ipotesi della cassa integrazione in attesa di soluzioni definitive. La petizione, a cui si può aderire anche sul sito di Tempostretto.it, ha raggiunto oltre 10 mila le firme, che testimoniano la solidarietà della cittadinanza ai lavoratori.