Operazione Alcatraz: confiscati beni a Pietro Sturniolo del clan di Mangialupi

Una nuova confisca di beni va a colpire esponenti della criminalità organizzata messinese. Questa volta è toccato a Pietro Sturniolo, 48 anni ritenuto il capo di un’organizzazione che gestiva lo spaccio di eroina e cocaina a Mangialupi e nell’intera zona sud. La Squadra Mobile ha eseguito un provvedimento della Corte d’Appello di Messina dell’8 marzo 2007, dopo che la Cassazione aveva rigettato i ricorsi degli imputati.

La confisca scaturisce dall’operazione antidroga Alcatraz. Il 22 settembre del 2003 la Polizia arrestò 28 persone. Pesantissime le accuse: associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e numerosi episodi di cessioni di droga.

Contemporaneamente furono indagati anche tre minorenni.

Le indagini scattarono nel novembre del 2000. La Polizia, grazie a serrate intercettazioni telefoniche ed ambientali, smantellò un gruppo ben organizzato che aveva il suo punto di riferimento logistico a Mangialupi ma che spacciava eroina e cocaina in città ed in provincia..

Pietro Sturniolo era considerato il capo dell’organizzazione e spesso, oltre a trattare le partite di droga che arrivavano dalla Calabria, si occupava anche dello spaccio al minuto.

A Sturniolo la Squadra Mobile ha confiscato un fabbricato a due elevazioni nel complesso residenziale “Alga Azzurra” in contrada Due Torri a Rometta Marea, un altro terreno con annesso fabbricato in contrada Manti a S.Stefano Briga, un appezzamento in contrada Cutuli a Giampilieri, un appartamento al rione Mangialupi ed un’Alfa 156.

Il provvedimento di confisca ha colpito anche Francesco Paolillo di Rosarno in provincia di Reggio. Quest’ultimo è ritenuto vicino agli Ascone di Rosarno, più volte coinvolti in traffici di droga. Paolillo, secondo quanto emerso dalle indagini dell’operazione Alcatraz, riforniva di droga il gruppo capeggiato da Sturniolo. A Paolillo la Polizia ha confiscata una Peugeot 206.

Le indagini dell’operazione Alcatraz consentirono alla Mobile di sequestrare due chili e 400 grammi di eroina, due pistole (una calibro 9 ed una calibro 7,65) e numerose munizioni appartenenti all’organizzazione criminale.