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De Luca: “Caro Conte, grazie ma dico no a debiti capestro. Non rovino i nostri figli”

Caro Conte grazie, ma devo dirti di no. E’ questa in sintesi la decisione del sindaco De Luca in merito a quanto previsto dal Decreto Rilancio per gli Enti Locali agli articoli 115 e 116 (in sostanza prestiti per avere liquidità).

No a prestiti capestro

Non chiediamo liquidità perché non vogliamo indebitarci- spiega il sindaco- Non abbiamo bisogno di soldi ma di una burocrazia più snella, che dia risposte celeri. Da quando mi sono insediato abbiamo in cassa mediamente dai 60 ai 70 milioni di euro. Ho ereditato un comune con circa 550 milioni di euro di debiti, frutto della finanza allegra delle passate gestioni. Oggi, a distanza di 24 mesi anche grazie al Consiglio comunale, siamo riusciti ad abbattere il debito di oltre il 50%, quindi mi posso permettere di rinunciare ai prestiti capestro che lo Stato vuole propinare ai Comuni”

“I soldi ci sono”

Il sindaco sostiene che il 30 giugno i soldi sono in cassa ed anzi il Comune di Messina ha maturato un credito nei confronti dello Stato/Regine di oltre 20 milioni di euro a favore quindi di Palazzo Zanca. Il Comune di Messina quindi a differenza di altri Enti Locali possiede liquidità senza bisogno di generare ulteriore debiti con un prestito che finirebbe con il gravare sulle generazioni future.

Quel “buco” ereditato

A chi mi ha preceduto nella gestione amministrativa – continua De Luca– ricordo che oltre a un buco economico, ho trovato oltre 17 mila sentenze esecutive non ha trattate. Sette anni prima della mia elezione a Sindaco, il Comune di Messina era stato classificato come ente strutturalmente deficitario, tanto da attivare le procedure create per gli Enti in pre-dissesto”.

Un debito per 30 anni

Gli aiuti previsti dal Decreto rilancio costituiscono l’erogazione di un prestito da restituire nel periodo massimo di 30 anni che nei fatti costituisce nuovo indebitamento per gli Enti locali, che per la maggior parte sono già in affanno con le precarie condizioni strutturali ereditata negli anni. Proprio per questo motivo la giunta De Luca rispedisce al mittente quello che considera uno specchio per le allodole.

Niente debiti per i nostri figli

Noi abbiamo operato un rigoroso riassetto dei conti, seguendo una linea coerente- conclude De Luca- I nostri punti cardinali si fondano sulla predisposizione di atti contabili nei tempi normativi previsti. Con l’approvazione di tali documenti da parte del Consiglio Comunale, abbiamo avuto accesso ai trasferimenti dello Stato nei tempi regolari. Tale erogazione puntuale ha dunque evitato di andare in anticipazione di tesoreria. Ci siamo comportati come il buon padre di famiglia. Niente debito per le future generazioni, piuttosto faccio un serio appello alla collettività che già si è avvicinata alla strategia di riduzione che questa Amministrazione ha attivato dopo anni di inerzia e che si è dimostrata essere la strada giusta per la riduzione della massa debitoria